Discendi dalla tua croce e crederemo in te. Questo grido dei farisei ricade su tutti i latori di eterni messaggi e di doni sacri. — Discendi dalla tua croce! Separati dalla tua debolezza! Fa’ brillare il tuo prestigio! Come potremmo credere nei tuoi doni, vedendoti così povero? — Medice, cura te ipsum, è l’eterno grido dei farisei e la prova della loro eterna miscredenza del dramma di quelli che, nati per dare a tutti, non possono niente per se stessi.
(Gustave Thibon, La scala di Giacobbe, AVE, Roma 1971, p. 89)
“Come potremmo credere nei tuoi doni, vedendoti così povero?”: tutto posso in Colui che mi da forza!
Grazie Andreas… thibonite in aumento!
Ahahahaha….troppo forte!!!
Ho appena inviato il mio commento e mi è apparsa la Thibonite acuta in immagine.
Non ti dico il mio stupore….hihihihihi…
Ahahahhaah, vuol dire che hai superato il livello di guardia! D’ora in avanti la thibonite è diventata cronica!
La cronica in diretta….ahahahaha!!!!
Ben venga!
“Croniche thiboniane”…
Grazie, Andreas, che meraviglia in una manciata di parole!
Deve essere terribile, inimmaginabilmente doloroso stare davanti alla Verità e alla Luce eterna senza riconoscerla. Ma ci pensate???
Il guaio è che ce se ne rende condo solo dopo!
Carine le battute sulla thinoite: segno che tra gli effetti collaterali c’è un aumento della spiritosità?
E’ curativo! Vogliamo Thibon in farmacia come antidepressivo!!!
Sììììììììììììììììììììììììììììì!
Angela: secondo me c’entra anche la chestertonite…
http://filiaecclesiae.wordpress.com/2012/07/11/la-serieta-non-e-una-virtu/
Ce la mettiamo tutta, Angela, vento in poppa e via!
Ve lo regalo!