L’incarnazione: non è finita!

Gli ammalati amino la Madonna e chiedano, chiedano anche con insistenza, se vogliono, di guarire, ma ugualmente chiedano la luce di comprendere che, se non guariranno, avranno avuto la grazia più grande, quella che assomiglia a Cristo e porta il suggello del Fiat della Madonna.

Prestare la propria carne a Gesù perché continui a soffrire in una umile materia per la salvezza delle anime è una grazia che può ottenere soltanto l’amore infinito di una madre che sia Madre di Dio e nostra.

Infatti, Ella sola fu degna di dare la sua carne al Verbo di Dio, perché fosse uomo, soffrisse e morisse per tutti gli uomini e, dopo Lei, anche gli infermi sono gli eletti a tanta predilezione.

Attraverso l’Eucaristia e la croce particolare dell’infermità il mistero della Incarnazione si ripete ancora, misticamente, e ancora trattiene il braccio della giustizia di Dio, illumina i ciechi, riconduce a Dio i peccatori.

Ven. Giacomo Gaglione

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