Il Pudore

Riconosce la Vergine dalla sua condotta

L’Angelo entrò nella sua casa. Riconosce la Vergine dalla sua condotta, riconosce la Vergine per la sua riservatezza, la riconosce attraverso le sue parole, nel suo mistero. È proprio delle donne timide mostrarsi timorose, di turbarsi quando un uomo si avvicina, di temere quando un uomo rivolge loro la parola… Che le donne apprendano a seguire questo esempio di pudore.
Lei è sola nell’intimità della sua casa : nessun uomo la può scorgere; solo l’Angelo la può incontrare ; da sola non accompagnata, sola, senza alcun testimone, perché nulla possa perturbare o sfiorare, riceve il saluto dell’Angelo. Il segreto di questa missione doveva cadere non dalle labbra di un uomo, ma da quelle di un Angelo.
Oggi, per la prima volta, si può capire: « Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo » (Lc, 1, 35.) Si capisce e si crede. Infine : « Eccomi, lei dice, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. (Lc, 1, 38). Osservate la sua umiltà, come si consegna a Dio. Maria si definisce serva del Signore, lei, scelta per essere sua madre e la inattesa promessa non l’ha fatta sentire inorgoglita.

Omelia del vescovo Sant’Ambrogio, Dottore della Chiesa

Ora, la mia domanda è: il pudore, la modestia, la dignità (incluso il linguaggio e tutto il discorso naturalmente vale anche per i maschi) conoscono un termine entro il quale questi santi attributi non valgano più? Anche il servo di Dio, don Dolindo Ruotolo, era molto chiaro in tema di dignità e santità del corpo umano e non esitava ad alzare la voce contro le mode invereconde. Nei suoi scritti si legge testualmente: “Donna, tu sei creatura di Dio, creatura nobilissima, anima unita al corpo per glorificare Dio e non lo zimbello o il trastullo di uomini corrotti. Che cosa avvilente per te concentrarti talmente nella cura del corpo da rendertene schiava e da farlo apparire quasi non più come opera di Dio, ma come opera tua. Ogni moda, ogni ornamento immodesto, tu li usi per mostrare la bellezza artificiale che riesci a imbastire col trucco; e così, invece di glorificare Dio, lo offendi con le tue colpe. Sei forse sulla terra per avvilirti così? Pensa che il giudizio di Dio è prossimo e che mentre al corpo si apre la tomba, all’anima deve aprirsi il cielo.
Quando pensate al vostro abbigliamento – scrisse Papa Pio XI – pensate anche, o donne, a come vi ridurrà la morte!
Dopo il peccato originale lo sguardo dell’uomo sarebbe stato sconvolto dalla visione del corpo, per cui Dio ha voluto che il corpo fosse coperto. Tu dunque ti devi vestire per nascondere la carne, non per mostrarla, ti devi vestire per ricordarti che sei di Dio e che sei tempio dello Spirito Santo. Dio veste la sua creatura, Satana la spoglia, perché essendo spirito immondo prova gioia in tutto ciò che è degradante. Una donna immodesta è, per le strade, un trofeo che il diavolo sbandiera contro la Redenzione. Una donna scandalosa non obbedisce a Dio, al Papa e ai sacerdoti, ma solo a Satana ed ai vili manovratori della moda, pronta a portare d’estate la pelliccia e ad andare scollacciata e con la gonna corta anche d’inverno. Non dire, o povera creatura di Dio, che non puoi portare gonne sufficientemente lunghe perché ti danno fastidio: se a importele fosse la moda, non esiteresti a farlo. Ricorda che la moda immodesta ti rende praticamente la donna di tutti e gli sguardi avidi degli uomini ti degradano tutte le volte che si posano su di te con desideri impuri, così che tu diventi come una donna di strada, offrendoti, per tua colpa, allo sguardo torbido di uomini viziosi e torni a casa carica di colpe e di iniquità. Tu dici: `io soffro molto il caldo, ho bisogno di andare vestita leggera, ho bisogno del fresco!’. Con questo ragionamento, però, potresti ridurti come gli zulù dell’Africa e crederti giustificata. Ma sappi che quando ti vesti in modo immodesto rinnovi gli obbrobri che ridussero Gesù alla sua tremenda nudità piagata. Avrai il coraggio di rinnovargli nel tuo corpo l’obbrobrio e la sofferenza della nudità? Copri il tuo corpo, rivestiti di purezza e lenirai le piaghe di Gesù; donagli, in unione alle sue sofferenze, il sacrificio di sopportare un po’ di caldo e la penitenza di una rinuncia, fallo per amore e collabora con Lui alla salvezza delle anime, per le quali ha versato il suo Sangue cercando almeno di non scandalizzarle”.

Categorie: Quaresima e S. Pasqua 2012, Saggezza | Tag: , , | 4 commenti

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4 pensieri su “Il Pudore

  1. Mi sa che il pudore non abbia avuto un gran successo.
    Sarà fuori moda?

  2. 61Angeloextralarge

    Abbiamo fatto e facciamo di tutto per farlo essere fuori moda. :-(

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