La leva dello spirito

Per incarnare sulla terra il regno di Dio bisogna per prima cosa staccarsi dalla terra; per realizzare un’idea spirituale nella realtà materiale occorre essere liberi, distaccati da questa realtà. Chi è schiavo della terra non può possederla e quindi non può farne il fondamento del regno di Dio. Per fare della vita naturale uno strumento e un mezzo della vita spirituale superiore, è indispensabile rinunciare alla vita naturale come scopo. Bisogna spezzare l’insensata catena che lega lo spirito alla materia, per stabilire fra di essi un connubio autentico e santo.
         Anche per il cristianesimo lo scopo supremo non è la rinuncia ascetica alla vita naturale, ma la purificazione e la santificazione di questa vita. Tuttavia, per purificare la vita, occorre prima esserne puri. Il compito del cristianesimo non è quello di annullare la vita terrena, ma di innalzarla incontro a Dio che si abbassa. E come nel mondo fisico per sollevare un grosso peso ci vuole una leva, in cui la forza applicata deve trovarsi a una certa distanza dalla resistenza, così anche nel mondo morale la vita ideale deve avere a una certa lontananza dalla vita immediata per poter agire su di essa con più forza, per poterla così più velocemente volgere e sollevare in alto. Solo chi è libero dal mondo può agire a suo vantaggio. Uno spirito prigioniero non ha la possibilità di trasformare la propria prigione in un tempio luminoso, deve innanzitutto uscirne. Il fine dell’ascetismo cristiano non è fiaccare la carne, ma è rafforzare lo spirito per trasfigurare la carne.

(Vladimir Solov’ëv, Islam ed ebraismo, La Casa di Matriona, Milano 2002, p. 99)

Categorie: Saggezza | Tag: , | 11 commenti

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11 pensieri su “La leva dello spirito

  1. Non è affatto di facile comprensione perché in effetti parla della santità con il pensiero filosofico tipico dei paesi dell’Est.

    “Terra” – “realtà materiale” sembrano i punti che ci tirano in basso, mentre la “vita naturale” ha in sé la possibilità, attraverso la grazia, di trasformarla in vita santificata per raggiungere la vita eterna.
    Tuttavia anche il raggiungimento della vita eterna non è uno scopo del tutto libero da egoismo se come motore non abbia l’amore per Cristo. Questo stesso motore che ci libera da altri amori che intralciano la strada della nostra santificazione.
    Secondo me, la leva per renderci puri, sono i sacramenti e la preghiera, quella che fa breccia nel cuore di Dio.
    Mamma mia…che Dio mi aiuti.

    • 61Angeloextralarge

      Proprio martedì ho ascoltato una catechesi che mi ha ricordato una cosa, perché a volte sono scordarella :-(
      Per camminare bene e arrivare alla santità, cioè alla salvezza, occorrono tre “gambe”: i Sacramenti (usarne a piene mani), la Parola di Dio (nutrirsene avidamente) e la comunità (i fratelli con i quali camminare, perché da soli non ci si salva).

  2. 61Angeloextralarge

    “è indispensabile rinunciare alla vita naturale come scopo”: bellissimo e fondamentale! Non dobbiamo rinunciare alla vita: è dono di Dio! Ma rinunciare alla vita “tanto per vivere”, “senza scopo”.

  3. Flavia

    “Solo chi è libero dal mondo può agire a suo vantaggio. Uno spirito prigioniero non ha la possibilità di trasformare la propria prigione in un tempio luminoso, deve innanzitutto uscirne.”
    Come si fa a non condividere!? :-D

    Io penso (partendo dalla mia esperienza) che per staccarsi dal mondo materiale non servano soltanto le tre cose che dite, ma il coraggio di essere soli davanti a Dio, di abbandonare tutte le aspettative umane che abbiamo e/o che altri hanno nei nostri xonfronti.
    Il centuplo l’ho assaggiato solo dopo che ho detto un “sì” totale a Dio. Ma per farlo ho dovuto “staccarmi dalla terra”. Non facile, anzi, dolorosissimo e spaventoso, ma n’è valsa la pena ;-)

    @Andreas, Solov’ëv ti assomiglia un pochino :-)

    • 61Angeloextralarge

      “per staccarsi dal mondo materiale non servano soltanto le tre cose che dite”: concordo in pieno! Le tre cose le ho indicate come importanti per camminare bene.
      Lo staccarsi dalle cose materiali è spesso lento e doloroso perché noi siamo “attaccatissimi” alle cose: ci danno sicurezza, ci facilitano la vita, etc.
      Nel mio caso non è stato così. Il Signore, anni fa, mi ha portato a fare anche l’esperienza del distacco autentico dalle cose: vivevo in una comunità che per scelta non faceva uso di cellulare, di tv e di quanto altro ti lega alla terra. All’inizio le tentazioni sono state tante. Ma ero già robusta dentro perché gradualmente avevo già lasciato molte cose: prima di incontrare il Signore indossavo solo abiti firmati, dall’estetista; dalla parrucchiera settimanalmente; frequentavo solo determinati locali, amavo il denaro e tutto quello che ci si può comperare. Una alla volta ho tolto tutto, non come chi sia alza alla mattina e decide: “Basta!”. No! Ho lasciato le cose perché non mi interessavano più! Sapevo che non mi servivano! Abiti di mercato, shampoo casalinghi; semplicità nella vita, etc. Tuttora se qualcuno mi dice: “Ho un maglione in ottimo stato. E’ della tua taglia. ti offendi se te lo do?”, rispondo tranquillamente: “Magari! Mi farebbe proprio comodo!”. Il mio cellulare vale 39 euro; la macchina fotografica era di mia sorella; lo scooter era di mio padre; il pc è vecchio come me; il lettore cd idem; il mio armadio ha solo 4 ante (estivo e invernale) e posso contare i capi con le dita di una mano (5 pantaloni, 5 gonne e 5 maglie estive più invernali); 1 paio di scarpe, 1 stivaletto, 1 sandalo, 1 infradito ed un paio di ciavatte. Le uniche cose che ho in abbondanza sono libri, documenti della Chiesa, cd e dvd! Di questi non riesco a fare a meno, ma sono in mio bagaglio per il cammino spirituale.
      E’ vero che non lavoro attualmente e quindi gioco al risparmio, ma anche quando lavoravo il mio stile di vita era questo. E ti garantisco che non sarei capace di tornare indietro! :-D

    • Andreas Hofer

      @ Flavia

      Che abbia qualche qualche ascendenza russa? ;-) In effetti mi affascina quel mondo. Oltre a Solov’ev ho grande stima anche per Pavel Florenskij, il sacerdote ortodosso fucilato dai bolscevichi dopo essere stato internato nel terribile Gulag delle Solovki.

  4. Flavia

    @61Angeloextralarge…bellissimo il capovolgimento che è avvenuto nella tua vita e capisco bene che non può essere stato facile. ;-)
    Io paradossalmente ho fatto il tragitto inverso: da estrema severità, parsimonia, noncuranza per il mio corpo, nessun desiderio che non fosse assolutamente necessario ed in linea con la mia fede…al capire che stavo giocando un ruolo, che desideravo ardentemente aderire a ciò che Dio voleva, ma non mi accorgevo che quello al quale stavo rinunciando era essere quella che ero, quindi non vera.
    Ho scoperto il gusto delle cose belle, il distacco dal denaro ed un uso più libero (perchè la parsimonia mi accorgevo che era l’anticamera dell’avarizia), capendo che la verità non stava in nessuna delle cose che avevo, ma nemmeno dovevo non goderne.
    In pratica per me il distacco è avvenuto nel profondo, il vivere solo nell’oggi dove nulla mi appartiene veramente nè devo controllare tutto ciò che sono o faccio perchè la mia verità è altrove.
    Ovviamente non sono una sprecona :-D ma soprattutto gioisco del poco o del tanto che ho in egual misura, e so che solo se sono vera e libera Dio lo sento vicino (cosa che prima non accadeva nonostante lo desiderassi enormemente).

    • 61Angeloextralarge

      Flavia: credo che sia facile, soprattutto per le donne, cadere in una trappola sottile: confondere la povertà spirituale con quella materiale. Mi spiego meglio: si incontra il Signore che predica il distacco dalle cose e non ci distacchiamo da esse. Ma non è così! Intanto ogni cosa ha il suo tempo e deve essere fatta senza snaturare la nostra identità. Poi, non è vero che Dio giudica peccato il denaro, ma l’uso improprio che se ne fa. Dio non giudica peccatrice una donna perché si trucca, si veste bene, ha cura di sé stessa. Soprattutto se è fidanzata o sposata: quale uomo vorrebbe una befana al suo fianco? Guardiamo alle veggenti di Medjugorje: Mjriana è bellissima, curata, carinissima… ma mai volgare o esagerata! Marija cambia anche colore ai propri capelli, sempre in modo sobrio e discreto. Una mia amica si è scandalizzata di questo: “Ma come? Vede la Madonna e si trucca?”. Mi chiedo: “Ma che idea abbiamo della fede?” Boh! ;-)

  5. Flavia

    @ 61Angeloextralarge…concordo ;-)
    @Andreas…bah, sai, dalle tue parti qualche infiltrazione c’è senz’altro stata :-) Si sa mai che tu abbia sangue russo (o slavo) e che per questo ami la profondità ;-)

  6. Pingback: La leva e la croce | Il blog di Costanza Miriano

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