S. Messa: Riti di introduzione

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Sinistra – Vetus Ordo
Destra – Novus Ordo

Riti di introduzione

CHE COSA SONO
I primi momenti della Messa ci predispongono a comprendere quanto si celebra e a vivere meno indegnamente l’Eucaristia. L’incontro con Dio non si improvvisa: prepariamo il cuore, la mente e il corpo così da ricevere con abbondanza quanto ci viene donato.

CHE COSA FARE

 Arriva in chiesa per tempo, diversi minuti prima dell’inizio della celebrazione. Il silenzio, il segno di Croce con l’Acqua Santa, lo stare con compostezza nella casa di Dio, aiuteranno il tuo cuore, la tua mente e il tuo corpo a entrare nella preghiera, per poterti dedicare esclusivamente alla lode di Dio.

 Poni attenzione all’Atto penitenziale. Prova dolore dei tuoi peccati, ricorda quelli più recenti e più gravi. Desidera di essere perdonato. Tieni il tuo corpo composto e lo sguardo verso terra come faceva il pubblicano nel tempio.

 Se non è un tempo di penitenza, nelle feste si canta o si recita il Gloria, antichissima preghiera di lode. Questo inno inizia con le parole cantate la notte di Natale dagli Angeli a Betlemme e si sviluppa come una glorificazione del Padre attraverso il Figlio Gesù Cristo nello Spirito Santo.

Ripeti nel tuo cuore

“Signore Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore.
Aumenta in me il desiderio di amarti e lodarti senza misura,
per evitare di perderti con il peccato”.

Testo di don Valentino Viganò

Categorie: LA SANTA MESSA, Quaresima e S. Pasqua 2012, Vox catholicae Ecclesiae | 11 commenti

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11 pensieri su “S. Messa: Riti di introduzione

  1. 61Angeloextralarge

    Wow! Smack! Che belle queste puntate! :-D

  2. 61Angeloextralarge

    Sì, siamo specializzati nel complicare tutto! :-D

  3. Il Gloria, e più avanti l’Osanna, erano per me il momento clou della funzione domenicale. Cantavo quasi a scuarciagola, tanto che mia moglie quasi se ne vergognava, e m’implorava di abbassare il tono.

    • Anch’io canto senza mezzi termini, non sopporto il canto infelice, mesto mesto in chiesa. E che caspita, un luogo di rispetto ma soprattutto di gioia.
      E poi il Sanctus…quello mi fa cadere in ginocchio il che non mi impedisce di cantare a voce alta. :D

  4. 61Angeloextralarge

    “un luogo di rispetto ma soprattutto di gioia”: smack! :-D

  5. Refuso:
    ovviamente si scrive squarciagola, e non scuarciagola.

    Si, per me erano irripetibili momenti settimanali di gioia. Mia figlia non canta più in quella chiesa; ed io farei fare troppa fatica a chi mi accompagna, per accedervi: troppe barriere architettoniche.

    • Si, è un problema. Uno non ci pensa se non ha dei problemi, purtroppo, ma è un grande disagio.
      Soltanto quando ho conosciuto un amico in carrozzella mi sono resa conto che è quasi impossibile muoversi liberamente.
      Mi dispiace tanto che viviamo in un mondo che richiede la perfezione del corpo, della mente, dell’aspetto, di tutto, praticamente un robot.

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