(Gustave Thibon, La scala di Giacobbe, AVE, Roma 1947, p. 67).
Vi sono due tipi di sofferenza: la sofferenza che non va perduta e la sofferenza che va perduta.
(Charles Péguy, Un uomo libero, La Locusta, Vicenza 1964, p. 89)
Cristo ci addita il suo cammino che finisce a una croce; l’Anticristo ci spinge sul cammino opposto che finisce, anch’esso, a una croce. Sono due croci, l’una di fronte a!l’altra, nemiche. Oppure: all’Imitazione di Cristo corrisponde l’Imitazione dell’Anticristo. Sono due itinerari che hanno per comune mèta la croce, e dunque il dolore, e dunque il dolore e la morte. (Il male come il bene è incoronato di spine). Ma delle due croci l’una è splendente, l’altra tenebrosa. Tanto sull’una che sull’altra si soffre e si muore; tuttavia la morte sulla croce di Cristo, è, sappiamo, introduzione alla Vita Eterna; la morte sulla croce dell’Anticristo è assoluta morte: un corpo freddo, una fossa, il cadavere che si disfà, bachi e buio.
(Domenico Giuliotti, Nuovi pensieri d’un malpensante, Logos, Roma 1985, p. 30)