Il matrimonio cristiano come risposta alle domande attuali – Card. J. Ratzinger

Le domande su questioni e preoccupazioni attuali ci riportano al nostro punto di partenza: la concezione cristiana su matrimonio e famiglia.

1. “La realizzazione del sé”, concepita come concorrenza in confronto al prossimo e come limitazione della propria libertà, rimane sempre un’espressione fatale. In realtà, l’uomo raggiunge il massimo della propria realizzazione nel totale dono di sé. Gesù, infatti, con questa parola centrale del Vangelo ci dice in modo inequivocabile: “Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita…la troverà.” (Mt16, 25)
Soltanto nel tu ed attraverso il tu posso trovare il mio io; ma non ci riuscirò certamente rimanendo sulla difensiva senza mai rivelare nulla di me stesso e della mia vita. Prendiamo come esempio la parabola dove si parla dei talenti: essi crebbero quando furono spesi; colui, invece, che li sotterrò perse le sue potenziali opportunità (cfr.Mt25, 14-30). Il farsi dono ad una persona e la fedeltà che accompagna questo dono non sono perciò in alcun modo in contrapposizione alla propria libertà ma al contrario costituiscono il suo vero principio. L’espressione massima della libertà consiste nella capacità di prendere le proprie decisioni e nel coraggio di renderle definitive. Chi nella sua vita non osa il passo decisivo trascura l’investimento sulla propria libertà che rimane sterile invece di portare l’uomo alla maturazione la quale, a sua volta, trae forza dal definitivo. Soltanto un amore pronto a farsi dono totalmente all’altro è un amore capace di perseverare fino alla fine – “finché morte non vi separi” – soddisfacendo così il desiderio umano di un amore profondo e spirituale in pieno rispetto della propria dignità.

2. Per questo motivo, anche l’ufficializzazione pubblica del reciproco amore, rappresentata dall’aspetto spirituale e legale del sacramento, non è in contraddizione del suo aspetto personale ed intimo. Sì, l’amore tra uomo e donna è squisitamente personale, ma proprio per questo non è una questione privata o una cosa qualunque. Da questo amore dipende il presente ed il futuro di una comunità anzi, di tutta l’umanità in genere. Mai nella storia, perciò, sono esistite delle comunità che hanno lasciato queste unioni in preda al caso ma piuttosto sono state formate e custodite in tutte le loro trasformazioni lungo i tempi. Solo nell’unione sacramentale l’amore tra l’uomo e la donna può trovare la sua dignità e forza per resistere tutta una vita. In relazione a ciò vi citerò adesso alcuni frasi scritte da un cattolico laico in retrospettiva del suo matrimonio: “Il nostro matrimonio ha conosciuto periodi durante i quali la grazia di Dio si è letteralmente ‘esaurita’ a causa della nostra cecità, della nostra caparbietà ma anche, senza volerlo, a causa delle nostre debolezze fisiche senza, tuttavia, abbandonarci neanche per un istante. Mai ci ha sfiorato il pensiero: tra noi è finito, la nostra unione si è ridotta ormai ad una larva. Invece la grazia ci ha sempre portati alla convinzione che era oggettivamente impossibile pensare ad un fine del nostro matrimonio.” 8)

3. Vorrei aggiungere un’ultima cosa: un figlio non è una minaccia, non è una limitazione della libertà e non rappresenta in alcun modo un ostacolo nella realizzazione di se stessi.
Anche oggi, la speranza per l’umanità non deve essere ricercata nelle ultime scoperte delle ricchezze della terra, né nel patrimonio accumulato, né nelle acquisite capacità tecniche, ma si fa trovare nella facoltà inventiva della mente umana e nella forza d’amore del suo cuore.
Le ricchezze della terra sono già state saccheggiate prima del previsto, i patrimoni accumulati si stanno esaurendo e la tecnologia cerca in continuazione di superare se stessa. L’unico capitale sul quale investire per il futuro è l’uomo con le sue sempre nuove potenzialità. Alla fine sono soltanto la mente e l’anima che possono salvare l’uomo ma, d’altra parte sia l’una che l’altra, attraverso vie errate, possono portare alla distruzione dell’uomo e della terra. Questo fa capire il peso della nostra responsabilità e nello stesso tempo rileva l’assoluta necessità di una fede che preserva la mente e lo spirito dal precipizio.
Inoltre evidenzia il fatto che chi, in preda alla realizzazione di se stesso pensa soltanto a salvare il proprio patrimonio ed il proprio piacere, sta seppellendo il proprio futuro, chiudendosi all’unica forza che gli assicurerebbe il suo futuro: un figlio.
Nell’Antico Testamento, la fertilità del matrimonio viene definita come la sua “benedizione” e questo dovrebbe farci riflettere perché significa che essa è, in anticipo della sua realizzazione, radicata nel nucleo stesso del sacramento. 9)

La domanda sul matrimonio e sulla famiglia riguarda il presente ed il futuro di tutti, ma noi cristiani abbiamo un compito determinante e di grande responsabilità. Per questo motivo mi rivolgo ai giovani della Chiesa e vi supplico: non fatevi ingannare da falsi luoghi comuni, da parole che promettono “libertà” ma intendono “denaro”, “piacere” e “potere”. Non fatevi intimidire dalla dittatura delle abitudini, dall’imposizione di ciò che “si” fa o “si” dice! Interrogatevi sempre sul “perché” delle cose! Approfonditele fino in fondo! La vera alternativa alle forme obsolete di un mondo malato è la fede cristiana che libera dall’egoismo, insegna ad avere fiducia e ci farà capire e riscoprire il vero senso delle parole delle Sacre Scritture: E Iddio vide tutto quello ch’egli aveva fatto; ed ecco, era molto buono; è molto buono vivere ed essere uomo (cfr.Gen1, 31).
Allo stesso modo mi rivolgo a voi, adulti ed anziani: se i giovani abbiano o no il coraggio di investire nella fedeltà, nel matrimonio e nella famiglia, dipende in maniera determinante dal vostro esempio di vita. Se loro si sentono logorati da litigi ed egocentrismi provenienti dai loro ambienti familiari è facile che giudichino il matrimonio e la famiglia con disprezzo. Se d’altra parte, nonostante gli inevitabili fallimenti della natura umana e tutte le nostre mancanze, intravedono nella disponibilità di essere presenti l’uno per l’altra, la vittoria sull’io per trovare in questa reciprocità una forza liberatoria, allora non saranno preda di coloro che presentono come schiavitù: l’obbedienza, l’amore e l’essere servizievole e non scherniranno le virtù della fede. Impareranno invece, attraverso l’unione leale dei genitori a credere nella leale alleanza di Dio, che in ultima analisi l’ha resa possibile.
Durante la cerimonia del matrimonio ed al momento del “si”, lo sposo e la sposa appoggiano le loro mani l’una dentro l’altra ed il sacerdote le copre con la sua stola. Questa immagine è eloquente: la promessa degli sposi, il loro “si” potrà perdurare nell’unione in Gesù Cristo e nel sacramento della Chiesa, e la mano di uno riuscirà a tener stretta la mano dell’altra. In questo modo è possibile che il matrimonio e la famiglia crescano ed in essi si compirà il piano della creazione di Dio nell’uomo. Attraverso l’edificazione della famiglia sarà edificato l’uomo, l’umanità, la Chiesa e il mondo.
Che la nostra viva aspirazione sia il desiderio di realizzare il piano di divino sempre di più, e per questo ci conceda la Sua benedizione Dio Onnipotente, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Monaco, Festa della Candelora, 1980
Joseph Cardinal Ratzinger
Arcivescovo di Monaco e Frisinga

NOTE:

8)Christlich gelebte Ehe. Erfahrungen eines Laien, Internat. kath. Zeitschrift 3 (1974) 400-404, Zitat 403.

9)Questi tre punti dovrebbero chiarire nel modo più coinciso possibile che cosa intende la tradizione quando spiega le caratteristiche del matrimonio secondo l’insegnamento dei tre “valori”: fides (esclusività della fedeltà nel senso di un matrimonio monogamo), proles (intento fondamentale del matrimonio basato sulla famiglia e sulla fecondità), sacramentum (essere partecipe dell’alleanza Cristo-Chiesa e perciò l’indissolubilità).

Categorie: Matrimonio e famiglia | Tag: , , | 8 commenti

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8 pensieri su “Il matrimonio cristiano come risposta alle domande attuali – Card. J. Ratzinger

  1. E’ un po’ lunghetto per un Blog, ma vale la pena di leggere parola per parola.

  2. 61Angeloextralarge

    Karin: decisamente cominciamo a conoscerci sempre più e la cosa mi piace! :-D
    La stanchezza fisica è compagnia altalenante dei miei giorni. Il mio fisico ha bisogno di medicine quotidiane e non sempre le accetta. Il mio extralarge è dovuto anche a questo, non solo al mio appetito.. slurp… slurp… slurp! Ma nulla di grave, grazie a Dio! C’è tanta sofferenza nel mondo e questa mia è una zolletta di zucchero.
    In teoria questo post non dovrebbe interessarmi, ma in pratica sì, perché le mie migliori amiche e anche i “miei giovani” sono sposati o in cammino, quindi questo post è oro colato! ;-)

  3. 61Angeloextralarge

    Ovviamente copio il post! ;-) Sono sempre una buongustaia! :-D

    • E’ molto bello quello che ha scritto Ratzinger, buon sangue non mente.
      Ciao, slurp, hai fatto bene copiare, le cose buone vanno distribuite. ;)

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