S. Messa: La Comunione

CHE COSA E’

Il dono più grande dato all’uomo: la possibilità di nutrirsi di Dio. Nella comunione noi riceviamo realmente Gesù Cristo presente nell’Eucaristia e veniamo uniti totalmente a Lui.
Avviene un grande miracolo: mentre solitamente trasformiamo in noi ciò che mangiamo, nella Comunione, cibandoci di Dio, veniamo trasformati in Lui, come una goccia d’acqua lasciata cadere in un bicchiere di vino che diventa essa stessa vino assumendone sapore e colore.
Ricevendo la Comunione, noi partecipiamo pienamente alla Santa Messa. La Comunione ci unisce totalmente a Gesù che soffre, muore e risorge, così che siamo resi presenti agli eventi del Calvario ed uniti a quell’immolazione di Gesù in Croce che salva il mondo.

CHE COSA FARE

 Assicurati di essere in grazia di Dio. Non ricevere l’Eucaristia se hai commesso peccati mortali e non ti sei ancora confessato. Vivi in modo tale da meritare di ricevere il Corpo di Cristo ogni giorno.

 Cura il digiuno eucaristico. Non prendere nulla un’ora prima della Comunione se non acqua o medicine. Questo digiuno è la preparazione immediata a ricevere il Corpo di Cristo: ricordandoti di non mangiare, ti ricorderai che stai per ricevere l’Eucaristia.

Preparati alla comunione durante tutto il giorno o durante tutta la settimana se partecipi alla Messa solo di domenica.

 Vivi la mezza giornata (o settimana) prima di partecipare all’Eucaristia nel vivo desiderio di incontrare Gesù nella Comunione: senti un vivo dolore dei tuoi peccati; offri tante azioni compiendole per amore di Dio; ripeti spesso brevi preghiere per restare sempre unito a Gesù; tratta gli altri sapendo che quanto fai a loro il Signore lo sente come fatto a Lui stesso.

 Vivi la mezza giornata (o settimana) dopo aver partecipato all’Eucaristia con profonda gratitudine ricordando quale grande dignità ti è stata concessa; accendi nel tuo cuore sentimenti di gioia; ripeti spesso parole d’amore verso Gesù che ti ha unito così profondamente a sé; comportati sapendo di aver portato Cristo stesso nel tuo cuore.

 Mentre vai verso l’Altare per ricevere la Comunione, cammina senza fretta e tieni gli occhi bassi e le mani giunte: stai raggiungendo Colui che vale più di tutto il mondo e che dall’eternità desiderava che tu potessi riceverlo. Ricorda che gli Angeli non possono fare la Comunione e sarebbero persino disposti a lasciare la loro dignità e diventare uomini pur di ricevere il Dio che adorano continuamente in Paradiso.

 Mentre stai ricevendo la Comunione, guarda il Corpo di Cristo con uno sguardo di adorazione e di amore e tratta la Particola con gesti che comunichino alla tua intelligenza che quello che ricevi non è più pane, come invece è pane quello che mangi con le mani quando sei tavola. Ciò che ricevi è il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità del Nostro Signore Gesù Cristo.

RINGRAZIAMENTO

Mentre torni al posto, riponi nel tuo cuore lo stesso sentimento che avrebbero vissuto i Magi se avessero potuto portare via con loro il bambino Gesù. Il tuo incedere, i tuoi occhi, il tuo inginocchiarti trasmettano inequivocabilmente che in quel momento sei un Tabernacolo. Poi metti il tuo cuore accanto a quello di Gesù come Giovanni nell’Ultima Cena e parla con Dio. Lui ti sta ascoltando con attenzione.

Ricorda che la Presenza Reale di Gesù in te dura quanto le specie del pane e del vino, quindi circa dieci minuti. Non aver fretta di abbandonare il tuo stare con Dio e non dimenticare che Dio è più importante di tutti gli affari che ti attendono.

Immagina quali e quanti doni Gesù ha portato nel tuo cuore per averlo accolto. Ricorda che la comunione mette a tua disposizione tutti i tesori di santità, di sapienza e di scienza racchiusi in Gesù Cristo. La tua anima riceve così un tesoro rigorosamente infinito che le viene dato in proprietà. Non esiste al mondo dono più grande di questo.

“Il sacrificio della Messa rende a Dio un’adorazione degna di Lui, rigorosamente infinita…Con la Messa possiamo dare a Dio tutto l’onore che gli è dovuto in riconoscimento della sua infinita maestà e del suo supremo dominio, nella maniera più perfetta possibile e in grado rigorosamente infinito”.
(Antonio Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana)

LA BENEDIZIONE

Al termine della Messa il Sacerdote ci benedice nel Nome della Trinità Santissima.
La Messa è in sé la più grande benedizione divina, ma la Liturgia aggiunge un’ulteriore benedizione finale prima che noi riprendiamo la vita ordinaria, per renderci certi che il Signore non ci lascia mai soli e ci accompagna con le sue benedizioni nella lotta per essergli fedeli e nell’affrontare le difficoltà dell’esistenza.

Testo di don Valentino Viganò

Categorie: LA SANTA MESSA | Tag: , , , | 35 commenti

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35 pensieri su “S. Messa: La Comunione

  1. Ripeto: stampate tutta la Santa Messa in archivio. Mettete le immagine che volete e regalatelo a chi si sta preparando alla Prima Comunione, a parenti, amici, etc.
    Con questo articolo è terminata.
    Andate in pace! :)

    • 61Angeloextralarge

      Concordo! Ho “casualmente” una nipote che riceverà la Prima comunione la prima domenica di maggio! ;-) non saranno contenti i genitori, ma chi se ne f… :-D Ho deciso di “attaccare”!

      • Sarà contento Gesù :D Brava, e forse, forse, daranno una sbirciatina anche loro. Le famose vie dello Spirito Santo….
        Attaccoooooooooooo…………… ;)

  2. 61Angeloextralarge

    Non dite che siete peccatori, che avete troppe miserie e che perciò non potete accostarvi alla Santa Comunione. Sarebbe come dire che siete troppo ammalati e che perciò non volete né medici né medicine.
    San Giovanni Maria Vianney (Curato d’Ars)

  3. 61Angeloextralarge

    Nessuno può essere salvato, se non colui che riceve il Santissimo Corpo e Sangue del Signore e quando è sacrificato dal sacerdote sull’Altare, o viene portato in qualche parte, tutti, in ginocchio,
    rendiamo lode, gloria e onore, al Signore Iddio vivo e vero.
    San Francesco d’Assisi

  4. 61Angeloextralarge

    Dopo la Santa Comunione, trattenetevi almeno un quarto d’ora a fare il ringraziamento. Sarebbe una grave irriverenza se, dopo pochi minuti aver ricevuto il Corpo-Sangue-Anima-Divinità di Gesù, uno uscisse di chiesa o stando al suo posto si mettesse, a ridere, chiacchierare, guardare di qua e di là per la chiesa…..
    San Giovanni Bosco

  5. I nostri Santi la sapevano lunga… Senza l’Eucaristia non si può diventare santi, ma Gesù ci l’ha raccomandato.

  6. Grazie! Una preghiera per tutti i coinvolti. :D
    :kiss:

  7. Sono molto felice! Stamattina l’amico Giovanni mi ha scritto che questo articolo, da lui pubblicato su Facebook, è stato il più cliccato, oltre 80 volte.
    Non mi importa in quanti apprezzano qui, mi importa che circoli, che viene letto.
    Tutto a maggior gloria di Dio..
    Sono davvero felice. :D
    Grazie, Gio!

  8. 61Angeloextralarge

    Karin: buona giornata anche a te, a tutti! :-D

  9. 61Angeloextralarge

    Dire Messa

    Se avete paura dell’Amore… non dite mai Messa.
    La Messa farà riversare sulle vostre anime un torrente di sofferenza interiore che ha un’unica funzione: di spaccarvi in due, affinché tutta la gente del mondo possa entrare nel vostro cuore.

    Se avete paura della gente, non dite mai Messa.
    Perché quando cominciate a dir Messa, lo Spirito di Dio si sveglia come un gigante dentro di voi e infrange le serrature del vostro santuario privato e chiama tutta la gente del mondo affinché entri nel vostro cuore.

    Se dite Messa condannate la vostra anima al tormento di un Amore che è così vasto e così insaziabile che non riuscirete mai a sopportarlo da soli. Quell’amore è l’Amore del cuore di Gesù che arde dentro il vostro miserabile cuore e fa cadere su di voi l’immenso peso della sua pietà per tutti i peccati del mondo.

    (Thomas Merton)

  10. 61Angeloextralarge

    Il fulmine

    Durante la celebrazione della Messa domenicale, scoppiò improvvisamente un violento temporale. Un fulmine colpì il campanile e fece tremare le pareti della chiesa, che era gremita di gente.
    Il celebrante, visibilmente scosso, si rivolse ai fedeli: “Interrompiamo un attimo la Messa”, disse. “E mettiamoci a pregare…”.

    L’abitudine impolvera, incrosta, spegne anche le cose più belle e più grandi. E si finisce a farle “per finta”.

    (don Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole)

  11. 61Angeloextralarge

    In una parrocchia americana, il parroco, decisamente seccato dalle scuse addotte nel corso degli anni dai parrocchiani per non andare a messa, inserì “I dieci motivi per cui non mi lavo mai” nel bollettino domenicale:

    1. Sono stato obbligato quando ero piccolo.
    2. Le persone che si lavano sono ipocriti: pensano di essere più puliti degli altri.
    3. Ci sono così tanti tipi di sapone, che non so decidere quale sia il migliore.
    4. Ero abituato a lavarmi, poi ho cominciato ad annoiarmi ed ho smesso.
    5. Mi lavo solo in occasioni particolari, come Natale e Pasqua.
    6. Nessuno dei miei amici si lava.
    7. Comincerò a lavarmi quando sarò più vecchio e più sporco.
    8. Non riesco a trovare il tempo.
    9. Il bagno non è mai caldo abbastanza in inverno o fresco a sufficienza in estate.
    10. I produttori di sapone cercano solo i tuoi soldi.

  12. 61Angeloextralarge

    L’offerta
    (Bruno ferrero, Il canto del grillo)

    In una chiesa africana, durante la raccolta dei doni all’Offertorio, gli incaricati passavano con un largo vassoio di vimini, uno di quelli che servono per la raccolta della manioca.
    Nell’ultima fila di banchi della chiesa era seduto un ragazzino che guardava con aria pensosa il panie­re che passava di fila in fila. Sospirò al pensiero di non avere assolutamente niente da offrire al Signore.
    Il paniere arrivò davanti a lui.
    Allora, in mezzo allo stupore di tutti i fedeli, il ragazzino si sedette nel paniere dicendo: «La sola cosa che possiedo, la dono in offerta al Signore».

    «Vi esorto dunque, fratelli, a offrire voi stessi a Dio in sacrificio vivente, a lui dedicato, a lui gradi­to. È questo il vero culto che gli dovete» (Lettera di San Paolo ai Romani 12,1).

  13. Questi si che sono bellezza pura!

    :)

  14. Al centro della celebrazione dell’Eucaristia si trovano il pane e il vino i quali, per le parole di Cristo e per l’invocazione dello Spirito Santo, diventano il Corpo e il Sangue di Cristo. Fedele al comando del Signore, la Chiesa continua a fare, in memoria di lui, fino al suo glorioso ritorno, ciò che egli ha fatto la vigilia della sua Passione: «Prese il pane. . . », «Prese il calice del vino. . . ». Diventando misteriosamente il Corpo e il Sangue di Cristo, i segni del pane e del vino continuano a significare anche la bontà della creazione. Così, all’offertorio, rendiamo grazie al Creatore per il pane e per il vino, «frutto del lavoro dell’uomo», ma prima ancora «frutto della terra» e «della vite», doni del Creatore. Nel gesto di Melchisedek, re e sacerdote, che «offrì pane e vino» (Gen 14,18 ) la Chiesa vede una prefigurazione della sua propria offerta (Cf Messale Romano, Canone Romano: «Supra quae»).

    Nell’Antica Alleanza il pane e il vino sono offerti in sacrificio tra le primizie della terra, in segno di riconoscenza al Creatore. Ma ricevono anche un nuovo significato nel contesto dell’Esodo: i pani azzimi, che Israele mangia ogni anno a Pasqua, commemorano la fretta della partenza liberatrice dall’Egitto; il ricordo della manna del deserto richiamerà sempre a Israele che egli vive del pane della Parola di Dio (Dt 8,3). Il pane quotidiano, infine, è il frutto della Terra promessa, pegno della fedeltà di Dio alle sue promesse. Il «calice della benedizione» (1Cor 10,16 ), al termine della cena pasquale degli ebrei, aggiunge alla gioia festiva del vino una dimensione escatologica, quella dell’attesa messianica della restaurazione di Gerusalemme. Gesù ha istituito la sua Eucaristia conferendo un significato nuovo e definitivo alla benedizione del pane e del calice.

    I miracoli della moltiplicazione dei pani, allorché il Signore pronunciò la benedizione, spezzò i pani e li distribuì per mezzo dei suoi discepoli per sfamare la folla, prefigurano la sovrabbondanza di questo unico pane che è la sua Eucaristia. Il segno dell’acqua trasformata in vino a Cana (Gv 2,11) annunzia già l’Ora della glorificazione di Gesù. Manifesta il compimento del banchetto delle nozze nel Regno del Padre, dove i fedeli berranno il vino nuovo (Mc 14,25) divenuto il Sangue di Cristo.

    Catechismo della Chiesa cattolica
    § 1333-1335

    • 61Angeloextralarge

      Karin: quanto so ‘mburnita! Ho cercato (pochissimi) testi sulla Messa (per quella roba che sai) ma mica ho pensato al CCC !
      Vedi che ugnuno da’ un’impronta sua e particolare alle cose che fa! Mi piace sta roba. :-D

      • Ahahahaha….. :P
        Buona giornata, Angela!
        A proposito: ti ho rispedito il tuo Angelo Custode. E’ arrivato sano e salvo?
        A me è stato utile, devo dire due paroline al mio, non era tanto efficiente. ;)

  15. 61Angeloextralarge

    Karin: è arrivato sano e salvo, anche perché in realtà non era partito! :-D Ormai ho imparato che deve avere non solo la bilocazione, ma la tri…, la qua…, la penta…; pensa che c’è qualche amica che quando l’incontro mi dice: “Ti ho fregato l’Angelo Custode ieri sera!”. Manco mi avvisano! ;-)
    Ma l’avevi invocato il tuo? Sai… sono eccezionali ma vogliono essere “ricordati”. -)

    • 61Angeloextralarge

      Va la che qui gioco in “casa”… se no mi mettevano la camicia di forza! :-D

      • No, non l’avevo invocato :(
        E’ ancora rimasta la mia parte debole del Protestantesimo, mi dimentico, ma sono tanto efficienti.
        Allora ha fatto gli straordinari il tuo :D

  16. 61Angeloextralarge

    Karin: per iniziare a ricordarmelo ho fatto una grande fatica! Non è che me lo ricordo tutti i minuti, poveretto! In che guai si è cacciato! :-)
    Ho imparato così: siccome sono una che ha bisogno di uno stile “confidenziale” per poter entrare in un rapporto aperto e continuo anche con le persone, mi sono detta che dovevo senza meno fare la stessa cosa con lui. Quindi, udite udite, ho inizato a fare tutto con lui! Mangiavo? Mettevo un piatto anche per lui! Salivo in auto? Prima aprivo l’altra portiera e lo “facevo entrare” poi salivo io dalla parte della guida! Andavo a fare la spesa? Lo chiamavo e aspettavo davanti la porta del supermercato, il tempo necessario perché anche lui entrasse! Etc., etc., etc. Poi gli ho dato un nome, così non sono costretta a dirgli: “Caro il mio Angelo Custode…” ma gli dico: “Caro …”. E’ tutta un’altra cosa.
    Altra camicia di forza? :-D

    • 61Angeloextralarge

      Qualcuno che mi deve aver visto e che non ha capito cosa stessi facendo ci sarà stato di sicuro e non deve aver pensato moooolto bene di me… ma chi se ne fr…! ;-)

    • Per prima cosa, leggendoti, mi venuto in mente che probabilmente lui era pi veloce di te, gi seduto in macchina, alla porta del Super ti stava aspettando, etc. ;) Credo che gli fai tanta di quella tenerezza che non ti mollerebbe neanche un attimo. Nessuna camicia di forza, ma degli spunti che mi aiuteranno e ti ringrazio. :)

      • Quando rispondo dalla mail, la “è” si trasforma in quadratino…. :(

      • 61Angeloextralarge

        Non ho dubbi sulla sua velocità! :-D
        Secondo me si sganassa dalle risate e ogni tanto “alza” lo sguardo e dice al Grande Capo: “Ma una meno ridicola non ce l’avevi?”… ;-)
        Però mi vuole bene, ne ho le prove concrete! :-D

  17. Esattamente quello che volevo dire, non osavo essere così esplicito, a parte quel “ridicolo” non credo proprio che lo pensi. Nonone!

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