La Chiesa, il mondo e la nuova evangelizzazione

“Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli: conoscerete la verità e la verità vi farà liberi.” (Gv. 8,31)

La Chiesa non è di questo mondo (Gv. 17,15-20), Essa è corpo mistico di Cristo: da sempre ogni discussione, anche partente da punti di vista opposti, deve avere un punto di verità in comune, senza il quale si scade nel relativismo delle opinioni perennemente in conflitto. “Cum negante principia nequit disputari”,dicevano i teologi scolastici: è impossibile discutere con chi nega i principi.
Da Lutero in poi, sempre più spesso, fuori e dentro la Chiesa, non viene più rifiutato questo o quell’articolo di fede, ma appunto il principio di tutti gli articoli, che è l’autorità divina della Chiesa. La Chiesa è il corpo storico collettivo dell’Uomo-Dio ed ha la sua organica unità dal principio divino. Bibbia e Tradizione sono autorità al credente proprio perché la Chiesa ha il possesso dell’una e dell’altra, ed in particolare il possesso del senso dell’una e dell’altra, ed Essa lo viene storicamente svelando. Il principio del libero esame è implicito in ogni eresia, per questo S.Francesco o S. Caterina da Siena cercavano l’approvazione delle gerarchie ecclesiastiche, delle quali riconoscevano l’autorità, nel mentre che ne fustigavano i vizi. La Chiesa, dunque, non è di questo mondo e quindi nulla di questo mondo può veramente toccarla, neppure tutti gli scandali che di quando in quando sembrano scuoterne le fondamenta.
Eppure la Chiesa, per la sua stessa destinazione, è in questo mondo e questo la pone nella necessità di vivere in relazione ad esso. A seguito di Nostro Signore essa svolge la funzione di ricondurre il mondo a Dio attraverso la riconduzione di ogni singolo uomo a Dio. Si badi bene, il suo compito non è salvare il mondo per il quale nemmeno Gesù prega (Gv. 17,9), ma bensì condurre alla salvezza ogni uomo che abbandona la via dell’errore e si incammina sulla via della verità. La Chiesa assolve questa sua funzione all’interno del mondo, ma indipendentemente da esso, anzi, nonostante il mondo. L’antagonismo del cattolicesimo al mondo è irriducibile (Gv. 15, 18.19), variano solo le modalità di esso, opponendosi di volta in volta a quel che il mondo professa come valore assoluto.

Quel che si è perso nell’epoca presente è la visione della storia come teatro dell’eterna lotta tra il bene e il male, tra l’amore per Dio e l’amore per se stessi; con la Chiesa schierata al centro di questo conflitto. Va riproposto, invece, un termine oggi un po’ fuori moda, ma che porta in se il sigillo della verità: quello di Ecclesia Militans. Concetto della teologia medioevale usato per descrivere la Chiesa come comunità di cristiani in terra, impegnati nella lotta contro il peccato e “contro i dominatori di questo mondo di tenebra”, come scrive S. Paolo nella lettera agli Efesini. Non dobbiamo infatti dimenticare, che la vita umana sarà sempre una lotta; che le virtù “guerriere” avranno sempre una funzione, poiché il male avrà sempre nuovi volti, nuove maschere sempre più pericolose. Questa è l’ambiguità della condizione umana, la tragicità della nostra situazione: la non-violenza assoluta, cioè il regno della libertà e dell’amore, non è di questo mondo.
Se si rifiuta questa concezione militante della storia, si accetta il principio di irreversibilità del processo storico e si passa inevitabilmente nel campo del progressismo sul piano sociale e del modernismo sul piano religioso. Ma facciamo un altro passo avanti: la Chiesa Cattolica ha sempre considerato se stessa come un insieme organico, una società perfetta; Una, Santa, Cattolica e Apostolica, composta da esseri umani uniti dalla Fede, dai Sacramenti e dalla Gerarchia. Questa Chiesa è talmente una che nessuna parte può staccarsi senza cessare di essere cattolica (Gv. 15, 4-6). Per esempio, quella Fede che è l’elemento primario del credente cattolico non può essere considerata in maniera frammentaria, ma deve essere assunta o tutta intera o niente. Non basta dirsi cristiani, il credere deve avere una forma. La forma cattolica è il modo in cui la sostanza della fede cristiana viene assunta integralmente. Questo perché è per l’autorità di Dio, che ha rivelato gli articoli della fede cattolica, che io credo in essi; tale che se non credo in uno solo di questi dogmi che la Santa Chiesa mi propone a credere, non faccio altro che rigettare l’autorità divina, così che anche continuando a credere in tutti gli altri dogmi il mio credo non poggerà più sull’autorità di Dio, ma sulla mia personale scelta. S. Agostino rivolgendosi idealmente agli eretici di ogni tempo diceva: “in molto sei con me, in poco non lo sei, ma per quel poco che non lo sei, quel tanto che lo sei non ti è di alcuna utilità”, con buona pace di tutti gli ecumenismi oggi alla moda.

AD MAIOREM DEI GLORIAM
Palmiro Clerici

Segue II parte

Categorie: La Cattedrale | Tag: , , , , , , | 6 commenti

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6 pensieri su “La Chiesa, il mondo e la nuova evangelizzazione

  1. 61Angeloextralarge

    S.T..A.M.P.O…. ;-)

  2. Pingback: UT UNUM SINT « filia ecclesiae – carpe gratiam

  3. Pingback: Fede e Tradizione « filia ecclesiae – carpe gratiam

  4. What a data of un-ambiguity and preserveness of precious knowledge about unexpected
    feelings.

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