Fede e Tradizione

Seguito della I e della II parte

La Fede è una virtù soprannaturale dell’intelletto che solo Dio può dare. I Sacramenti si servono di elementi materiali, come olio ed acqua, ma ciò che li rende sacramenti è la Grazia soprannaturale che essi veicolano e che può venire solo da Dio. Parimenti, la Gerarchia è costituita da esseri umani, ma qualora essi non si lasciassero guidare da Dio, non potrebbero mai da soli condurre le anime al Cielo. Ne consegue dunque che la Chiesa Cattolica è del tutto simile ad un albero vivo. Al pari, infatti, di ogni organismo vivente ha in sé un principio vitale che gli dà l’esistenza e l’unità, principio vitale che è Dio stesso nella seconda persona della Santissima Trinità.
Quando una parte, piccola o grande, della Chiesa si stacca dalla gerarchia, con lo scisma, o dalla fede con l’eresia, essa cessa di essere cattolica per divenire qualcos’altro. Il problema sta nella relazione tra l’unità e la fede, in modo che vi sia un unico gregge sotto l’unico Pastore. Un cattolico si definisce primariamente per quello che crede, quindi laddove non c’è la fede cattolica non possono esserci cattolici da unire e laddove vi è questa fede c’è la base essenziale per l’unità cattolica. Così la vera fede può tollerare gli erranti, pregando per essi e facendo di tutto per ricondurli all’ovile, ma non può tollerare l’errore.
Oggi, più di ieri, il mondo moderno è governato dalla propaganda e gli uomini hanno poco riguardo per la verità, poco accesso ad essa e poca capacità di riconoscerla. In una situazione siffatta come possono le anime che non si curano di arrivare alla verità, farsi strada verso il Dio che si definisce Via, Verità e Vita? Come possono le anime che hanno perso il gusto per la realtà, mantenere qualche gusto per le supreme realtà dell’anima e della vita dopo la morte?
La vera tradizione cattolica è radicalmente oggettiva. Come il buon senso afferma che la realtà è oggettiva, intendendo che le cose sono quel che sono, fuori di noi e indipendentemente da ciò che qualsiasi soggetto pretende che siano, così la Chiesa cattolica insegna che la Tradizione cattolica, fonte della rivelazione al pari della Sacra Scrittura, viene da Dio ed è ciò che Dio ha voluto così, in modo che nessun uomo possa cambiarne neppure una virgola. Nella Chiesa di Nostro Signore il sì deve essere sì e il no deve essere no! (Mt. 5, 37) La fede di un cattolico deve essere solida, e per essere solida deve essere fondata su dei principi, magari pochi ma chiari e inattaccabili. Oggi è invece molto di moda, sulla scia di una “certa Teologia” moderna, mettere in secondo piano dogmi e dottrina; idee e verità non hanno più alcuna importanza: si dice “BASTA L’AMORE”, si deve prima di tutto “FARE ESPERIENZA DI DIO”.
I fatti oggettivi: la storicità dei Vangeli, i dogmi, la Chiesa come società perfetta, i fini ultimi, uno dopo l’altro vengono colpiti a morte da questo modo di vivere la Fede. Oggi tirano forte frasi come questa: “La fede è l’incontro con Gesù, una persona, la presenza di Dio in mezzo agli uomini, una presenza d’amore”. Ora il credo così vissuto può certamente percepirsi come più caldo e personale, ma rischia anche di essere il vago frutto dell’esperienza personale basata su sentimenti soggettivi, per loro natura inaffidabili ed incomunicabili. Ma invece a tutti coloro che dicono con gli atti e le parole “vorrei avere la tua fede”, che cosa proporre se costoro leggono la fede in Dio come vago sentimentalismo? E a quelli che il problema nemmeno se lo pongono, che cosa dire?

Secondo S. Tommaso il credere è un atto della mente e non della volontà, ma, aggiungeva che, quando la mente deve credere verità soprannaturali che sono intrinsecamente al di fuori della sua portata, essa ha bisogno della spinta della volontà. Quindi, pur non essendo il credo soprannaturale un atto di volontà, esso è impossibile senza questo atto. “Nessuno crede contro la sua volontà”, diceva già S. Agostino. E’ questo il motivo per cui alle menti che vivono lontane dalla fede, ed anche a quelle dalla fede debole ed incerta il primo passo è mostrare la ragionevolezza della fede e la sua verità, prima ancora della sua bellezza.

E’ possibile, infatti, che Dio crei la nostra ragione e al tempo stesso ci imponga di cercare la verità, come unica porta per la vera libertà, se poi si facesse beffe di questa stessa ragione? Molti di quelli che un tempo si chiamavano “preambula fidei” sono perfettamente validi ancora oggi, anzi per certi versi lo sono ancor di più, a condizione che la volontà non vi si opponga, perché una mente sviata non riconoscerà mai la verità che ha di fronte. La volontà deve volere la realtà, altrimenti la mente non coglierà mai la verità che vi si cela. Così quando Dio dice: “Amerai il Signore iddio tuo con tutta la tua mente”: vuol dire con tutte le tue facoltà conoscitive. Quando dice “con tutto il tuo cuore”: vuol dire con tutte le tue facoltà volitive, ricordando come per la teologia cattolica cuore e volontà sono sinonimi e solo l’insipienza dei nostri giorni a trasformato la parola “cuore” fino a farle significare le passioni e le emozioni transeunti.
Una volta che un uomo abbia fatto tutto quanto in suo potere per cogliere la ragionevolezza della fede, con questo non possiederà la fede soprannaturale, che rimane dono di Dio. Tuttavia, Dio come può chiederci di credere, pena la dannazione eterna (Mc 16,16), e insieme rifiutare il dono della fede ad un’anima che ha fatto tutto ciò che era necessario per prepararsi a riceverla? Soprattutto se, come e consigliabile, quest’anima gli chiede questo dono con l’umiltà della preghiera. Dio resiste ai superbi, ma concede i suoi doni agli umili (Gc. 6,6), e si lascia trovare da coloro che lo cercano con cuore integro (Dt. 4,29).

Dunque, per andare al cuore del problema, si deve osservare come oggi nelle nostre parrocchie due sono i modi più gettonati per trasmettere o ravvivare la fede agli adulti, e con leggere differenze di metodo, anche alle giovani generazioni. Il primo è rappresentato dai cosiddetti “percorsi esperienziali”: gruppi famiglia o gruppi d’altro genere utili, si dice, per fare comunità; questo per gli adulti; mentre si propongono esperienze di carità attiva o comunque esperienze comunitarie di diverso genere per i giovani. Un secondo modello è invece rappresentato dai “gruppi di ascolto della parola” stile Lectio Divina negli adulti, oppure incontri di preghiera di vario genere per i giovani.
Il vecchio modello di catechesi, invece, viene trattato quasi con disprezzo così come si guarda a qualcosa di irrimediabilmente superato, ed i pochi che ancora la sostengono vengono visti con la commiserazione che si deve a degli inguaribili nostalgici che hanno oramai perso il treno della storia. Il cambio di prospettiva in fatto di trasmissione della fede ha dato frutti che a me paiono incontestabili: sincretismo ed indifferentismo dottrinale, ma soprattutto una dilagante ignoranza religiosa, rilevata ripetutamente anche da Benedetto XVI che non a caso ha indetto un anno della fede, in concomitanza con il cinquantesimo anniversario di apertura del Concilio Vaticano II.

Ad maiorem Dei gloriam
Palmiro Clerici

Segue IV parte

Categorie: ANNUS FIDEI, La Cattedrale | Tag: , , , , , , | 4 commenti

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4 pensieri su “Fede e Tradizione

  1. 61Angeloextralarge

    Smack! :-D

  2. 61Angeloextralarge

    Molto fuori tema ma urgente:

    Il 15 agosto 2010 (praticamente sotto il manto della Madonna) è nato un gruppo di preghiera online, comprendente una 50ina di laici, alcuni sacerdoti e padri, una decina di monasteri dei quali la maggioranza di vita claustrale. Poco fa è arrivata una richiesta di quelle che mi strappano il cuore e che per questo ho preso la “sana abitudine” di inviare anche a coloro che non fanno parte di questa “famiglia di intercessori”.
    Una madre straziata dal dolore chiede preghiere per la sua piccola Giulia che sta lottando per la vita a causa di un tumore. Ringrazio di cuore chi pregherà con noi per questa bimba.

    Ricambio così: se avete delle intenzioni per le quali desiderate la preghiera, cliccate nel link qui sotto

    http://www.partecipiamo.it/angela_magnoni/chiedete_e_vi_sara_dato.htm

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