Sull’amicizia!

«Non si conoscono che le cose che si addomesticano», disse la volpe.
«Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami»!
«Che bisogna fare»? domandò il piccolo principe.
«Bisogna essere molto pazienti», rispose la volpe. «In principio tu ti siederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…».
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
«Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora», disse la volpe.
«Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità!
Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore…
Ci vogliono i riti».
Il Piccolo Principe di Antoine De Saint-Exupéry

«Aiutiamolo col consiglio, mostriamogli il nostro interesse, partecipiamo ai suoi affanni con tutto l’affetto. Se è necessario, sopportiamo anche disagi per l’amico. Spesso per l’innocenza dell’amico si debbono sopportare inimicizie, si subiscono oltraggi se si resiste o si risponde alle accuse contro di lui mosse.
E non ti rincrescano queste offese, dice infatti il giusto: Se mi accadesse del male lo sosterrò per il mio amico (Sir 22,31: Vulg.). Nelle avversità si prova l’amico, poiché nella prosperità tutti si mostrano amici. Ma se nelle avversità dell’amico è necessaria la pazienza e la tolleranza, così nella sua prosperità è necessaria la nostra autorità, per reprimere e rimproverarne l’insolenza e la vanità.
Come sono belle le parole dette da Giobbe tra i malanni: Abbiate pietà di me, amici, abbiate pietà! (Gb 19,21). Non sono parole di supplica queste, ma di rimprovero. Mentre infatti gli amici ingiustamente lo rimproverano, egli esclama: «Abbiate pietà di me, amici»: cioè: Voi dovete avere misericordia, mentre invece rimproverate e opprimete colui i cui dolori voi dovevate compatire, per amicizia.
Perciò, o figli, conservate l’amicizia con i fratelli, perché nulla in questo mondo c’è di più bello. È un conforto in questa vita aver qualcuno cui aprire il cuore, cui svelare i segreti, cui manifestare i sentimenti del tuo petto. Avrai così un uomo fedele, che nella fortuna si congratulerà con te, nella tristezza parteciperà al tuo dolore e nelle persecuzioni ti esorterà al bene. Come erano buoni amici i fanciulli ebrei, che neppure la fiamma della fornace ardente seppe dividere (cf. Dn 3)! E come sono belle le parole di Davide: Saul e Gionata, belli e carissimi, inseparabili in vita, neppure in morte si sono separati (2Sam 1,23)!
Ma l’amicizia veramente fruttuosa non distrugge la fede. Non può essere infatti amico di un uomo chi manca di fede verso Dio. L’amicizia è custode della pietà, è maestra di uguaglianza: chi è superiore si mostra uguale a chi è inferiore, e viceversa. Tra chi si comporta in modo troppo diverso non vi può essere amicizia; è perciò necessario che i due cerchino di assomigliarsi. All’inferiore non manchi la stima e il riguardo, quando è necessario, né al superiore l’umiltà. Il primo lo ascolti come fosse uguale a lui; e l’altro lo ammonisca, lo rimproveri, non per essergli superiore, ma per intimo affetto.
L’ammonimento però non sia aspro, il rimprovero non sia oltraggioso; come infatti l’amicizia deve fuggire l’adulazione, così deve fuggire l’insolenza. Chi altri è l’amico se non una persona unita nell’amore, al quale l’animo tuo si stringe e si fonde come volesse diventare una sola persona; a cui tu affidi tutto te stesso, da cui nulla temi e al quale nulla tu chiedi di disonesto per tuo vantaggio? L’amicizia infatti non è fonte di guadagno, ma è piena di decoro e di grazia. È una virtù, non un commercio: non è frutto di soldi, ma di amore; non è l’offerta di mercato che la crea, ma la reciproca benevolenza.
Così sono migliori per lo più le amicizie tra i poveri che tra i ricchi; e spesso i ricchi sono senza amici, mentre i poveri ne hanno molti. Non vi è vera amicizia dove vi è adulazione, e con i ricchi generalmente ci congratuliamo esteriormente, ma verso il povero nessuno mostra affetti falsi. È la verità che a lui si mostra, e l’amicizia con lui non conosce invidia».
S. Ambrogio, I doveri, 3.124-134

«Non ci ardeva forse il cuore in petto – dicevano i discepoli, ad Emmaus – mentre per strada ci parlava?” (Lc. 24,32). Gesù era il vero amico, che comunicava con i loro cuori. Gli uomini hanno bisogno di aiuto, hanno bisogno di guida, ma specialmente hanno bisogno d’amicizia. I giovani più di tutti ricercano l’amicizia. Amano il padre e la madre, rispettano i loro maestri, ma poi ricercano gli amici, e la loro vita molto spesso dipende dalle amicizie giovanili. L’amico è per il giovane il modello da imitare e l’ideale da raggiungere.
Verrà il momento della delusione, quando l’amico si rivelerà nella sua limitatezza e scoprirà le sue fatali deficienze. Ma intanto, prima d’allora, l’amicizia sarà il legame più forte fra i giovani, i quali porranno sempre – in un’epoca della loro vita – l’amicizia al culmine della loro esperienza umana. Invano i genitori – onesti e solleciti quanto si voglia – credono di potere essere gli amici dei propri figli.
Invano i maestri – bravi e intelligenti quanto si voglia – credono di potere essere gli amici dei loro discepoli. Soltanto Gesù può essere ed è il vero amico dei giovani. Egli infatti è loro coetaneo nella indeclinabile gioventù del suo insegnamento; è il loro esempio nell’incantevole freschezza delle sue opere. Egli ispira confidenza col suo infinito altruismo, sollecita la fiducia col suo sublime comportamento. Non per nulla ha detto: “Il mio giogo è soave”, perché non ha né la pesantezza degl’interessi mondani né la durezza dell’egoismo umano. Gesù è il vero amico; l’amico che non delude mai; l’amico che non tradisce; l’amico che non abbandona nessuno lungo il cammino della vita.
L’unico amico che può seguire l’uomo dalla culla alla bara, in tutte le età, in tutte le circostanze, in tutti i frangenti, in tutti i dolori, perché la sua stessa vita è stata sempre esemplare e sublime, dalla grotta di Betlem al Monte Calvario. Non per nulla Egli disse di sé: «Io sono la via, la vita, la verità (Gv. 14,6). In lui tutti gli uomini trovano l’amico veritiero, soccorrevole e sicuro. Specialmente i giovani trovano in lui l’amico di cui han bisogno: un amico delicato, affabile, dolce. Amico buono, che ispira pensieri luminosi, che sollecita sentimenti generosi, che sprona ad opere giuste, che infervora a ideali alti. Mantiene casta la mente senza assopirla, puro il cuore senza raggelarlo, adamantina la coscienza senza indurirla.
Beato il giovane che si sceglie come amico Gesù. Il suo bisogno d’amicizia disinteressata e generosa verrà appagato totalmente. Avrà trovato il compagno ideale, col quale potrà confidarsi senza reticenza, confessarsi senza vergogna, affidarsi senza timore, l’unico che rimarrà al suo fianco anche quando gli altri amici occasionali si allontaneranno per i loro personali interessi o lo abbandoneranno per viltà».
Piero Bargellini, Gesù di Nazareth, Ed. Messaggero Padova, Padova 1971, 217-219.

Categorie: Saggezza | Tag: , , , | 10 commenti

Navigazione articolo

10 pensieri su “Sull’amicizia!

  1. 61Angeloextralarge

    Kariiiin! Stampo… sgraffigno… è troppo bello sto post1 Che foto!!! Supersmack! :-D
    Domani me lo rileggo con calma, anzi calmissima! ;-)

    • Siiiiiiiiii :D
      Poi mi dici anche cosa significa “sgraffigno”…mi piace, ma non so cosa sia… hahahahahaha….

      • 61Angeloextralarge

        “sgraffigno” vuol dire “rubo”… ma in questo caso è per un’opera buona, cioè la divulgazione! ;-)

  2. la cosa bella è che loro sono amici ma io sono amco di tutti e due ho un santo in cielo per amico e uno a roma che voglio di piu'(non ce’è bisogno di ricordarmelo tutti e tre abbiamo un amico che ci ama il suo nome è gesu’ e ci ama e ci ama e ci ama col suo grande amore e siccome non poteva fare di piu’ ci ha daro la sua mamma celeste,sto piangendo.

    • Il grande amore, l’affetto, l’amicizia che supera tutto, è proprio quella che si fonda in Gesù e la Madonna.
      Noi sappiamo per certo, che qui sulla terra inizia soltanto ciò che durerà nell’eternità.
      E’ grandioso! :D
      Buonanotte, caro!

      • 61Angeloextralarge

        Karin: non so se ci conosceremo di persona su questa Terra (non mi dispiacerebbe ma lasciamo fare al Signore…), comunque, se saremo in Paradiso, sono certa che ci RICONOSCEREMO! :-D

    • 61Angeloextralarge

      venisignoregesù: ti voglio bene! :-D

  3. Io di amici così ne ho uno solo …. e mi porta sempre sulle spalle ;)
    Sì, il Signore ci protegga tutti e continui a portarci su quelle spalle.
    Tutti.

    Un abbraccio

  4. Io ne ho Uno che mi ama sempre, ma tanti che mi sopportano con amore, e per quelli ringrazio il Signore. Mi ha dato una fortuna! :D

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: