La consacrazione miracolosa

L’Abbazia di Einsiedeln, che si trova nella Svizzera tedesca e Einsiedeln significa “eremo”, è stata edificata nel XVIII secolo quale struttura barocca con quattro cortili interni. In precedenza l’eremo ruotava attorno ad un complesso di edifici romano-gotici, fondato nell’835 dal monaco benedettino Meinrado, oriundo della Svevia meridionale.. La chiesa dell’abbazia è arricchita dalla “Cappella delle Grazie” in marmo nero, sotto una volta affrescata. La cappella accoglie la famosa Madonna Nera del XV secolo, più conosciuta come “La Madonna degli Eremiti”. Senza dubbio, Einsiedeln è il cuore della Svizzera cattolica.

Chi è San Meinard?

Gli anni della sua fanciullezza coincidono con gli ultimi anni di vita di Carlo Magno. Fattosi monaco e sacerdote nel monastero di Reichenau, sul Lago di Costanza, per diversi anni regge una scuola presso Benken, sulle rive del lago di Zurigo. Verso l’828 inizia una vita da eremita sul colle di Etzel, dove una cappella lo ricorda ancora. Nell’835 si inoltra nella Foresta Oscura e lì, dove ora sorge il Santuario, consacra e rende feconda quella terra con la sua vita santa e le sue opere. Il 21 gennaio dell’861, dopo una vita di digiuni e di privazioni, è ucciso da due malviventi.

La leggenda racconta che due corvi, che vivevano con lui, si lanciano all’inseguimento dei due assassini ed avvertono con il loro gracchiare la popolazione che li arresta. Per questo sullo stemma del secolo XIII di Einsiedeln sono raffigurati due corvi.
Il corpo di San Mainardo è trasportato e sepolto nel monastero di Reichenau, ma il suo spirito rimane nel bosco dove è vissuto; il luogo della sua vita e la sua cella solitaria rimangono nel cuore e nella devozione della gente del posto.

Su quella terra santificata dal sangue di San Meinard vengono ben presto a vivere due canonici di Strasburgo, Benno ed Eberhard, i quali raccolgono una prima comunità di eremiti e costruiscono un primo convento benedettino che, con il tempo si sviluppa e diventa una grande Abbazia che invia i suoi monaci a predicare il Vangelo in tutta la Svizzera, fin nella lontana Ungheria.

Cuore del monastero è la Cappella costruita sulla cella di San Meinard, nella quale si venera la statua della Vergine, ormai annerita dal fumo delle candele, donatagli dalla badessa Ildegada di Zurigo. Davanti a questa statua San Meinard passava i giorni e le notti in preghiera ed in meditazione.

Nel 948, il giorno della consacrazione della grande Basilica, viene consacrata anche la piccola Cappella dedicata al SS. Redentore. Siccome però questa Cappella da sempre si chiama “Cappella della Madonna”, nasce la tradizione della “Consacrazione angelica”: è Gesù stesso, assistito dagli Angeli, a consacrarla. Quando San Corrado, vescovo di Costanza, sta per pronunciare le parole della consacrazione, è interrotto da una voce che per tre volte risuona sotto le arcate della Basilica: “Fermati, fratello; Dio stesso ha già consacrato questo edificio”.

Così la Cappella dedicata al Redentore diventa Cappella consacrata dal Redentore e dedicata alla Madonna. Una bolla del Papa conferma il miracolo, e dichiara:

Rendiamo noto a tutti i fedeli presenti e a venire, che il nostro venerabile fratello, Vescovo di Costanza, ci ha fatto sapere alla presenza del nostro caro figlio, l’imperatore Ottone, davanti ad Adelaide, sua cara sposa e molti altri principi, che è andato, nell’anno di Nostro Signore Gesù Cristo 948, in un luogo della sua diocesi chiamato cella o eremitaggio di san Meinard, dove era stato invitato a consacrare, il 14 settembre, giorno della esaltazione della santa Croce, una cappella dedicata alla sempre Vergine Madre incomparabile di Dio, ma essendosi alzato secondo suo costume per pregare, aveva udito, come altri religiosi del monastero, un canto molto soave che aveva riconosciuto provenire da un coro di angeli che, circondando la cappella, stavano intonando le melodie prescritte per la consacrazione delle chiese. 

La mattina , quando tutto era pronto per la cerimonia, gli astanti si recarono in chiesa. Il vescovo non arrivava. Si presero la libertà di andare a chiamarlo. Questi raccontò la visione che aveva avuto la notte precedente. Sulla insistenza della folla che non credeva a questo prodigio, il Pontefice si rassegnò ad iniziare le cerimonie della consacrazione. In quel momento si udì distintamente e per tre volte: Frater cessa, divinitus consecrata est. «Fratelli fermatevi, la cappella è stata consacrato dallo stesso Dio»

Gli astanti meravigliati e convinti dell’autenticità della visione di cui il Pontefice era stato beneficiato e a causa della miracolosa consacrazione, passarono il resto della giornata in ferventi azioni di grazia.                        

 Bolla del Papa Leone VIII, 964   

L’abate Gregorio (964-996) e San Volfango, che per un certo tempo vi soggiornò, promossero una vita religiosa conforme alla regola e consolidarono la capacità di irradiazione religiosa dell’abbazia. Ai tempi di Gregorio e del suo successore Hermann, alcuni ex conventuali di E. furono abati riformatori di molti monasteri (Disentis, Hirsau, Tegernsee ecc.) e anche vescovi (di Coira e di Como). Nel X e XI secolo in Svevia e in Alsazia, l’abbazia sostenne in modo esemplare la riforma dei conventi promossa da Cluny, ma questi sforzi passarono in secondo piano durante la lotta delle investiture. L’abbazia si sottrasse a un coinvolgimento nelle dispute per il potere politico; i suoi membri si dedicarono all’ideale monastico del distacco dal mondo. La vita ritirata favorì una prima grande primavera culturale. Conflitti esterni, uniti soprattutto alla consuetudine di accogliere come novizi solo figli della nobiltà, nel tardo medioevo influirono negativamente sulla spiritualità e provocarono un rapido calo delle vocazioni.

Alla vigilia della Riforma l’abbazia era in uno stato desolante che quasi la condusse alla sua soppressione: nel 1513 la comunità contava soltanto due membri. L’amministratore del monastero, Diebold von Geroldseck, si dimise per influsso del riformatore Ulrich Zwingli (prete secolare a Einsiedeln), e nel 1526 il vecchio abate Konrad von Hohenrechberg rimise la carica nelle mani dei protettori svittesi. In seguito l’ammissione dei conventuali non fu più vincolata allo status nobiliare. L’abate succeduto a Blarer, Joachim Eichhorn (1544-69), conducendo una vita religiosa impeccabile e guidando i monaci in modo esemplare avviò un rinnovamento sia interiore (funzioni religiose, obbedienza alla regola) sia esteriore (amministrazione, nuovi edifici) dell’abbazia; nel 1562 i cattolici svizzeri lo elessero loro rappresentante al Concilio di Trento.

Durante il Medioevo fu un’importante stazione lungo il Cammino di Santiago; nel XIV secolo divenne a sua volta meta di pellegrinaggi per il simulacro della Madonna Nera.

San Nicola di Flüe -Bruder Klaus-, patrono della Svizzera, vi si recò spesso dalla solitudine della sua cella a Ranft, per visitare la sua Imperatrice Celeste, come lui la chiamava, cos´come  San Josemarìa Escrivà, molto legato a questo Santuario.

Davanti all’Abbazia (la prima immagine all’inizio dell’articolo) si trova una fontana chiamata “Frauenbrunnen” (fontana della Donna con riferimento alla Madonna) dalla quale sorge un acqua miracolosa, testimonianza sono gli innumerevoli ex-voto che si trovano nella Basilica.

 

Giovanni Paolo II, prima della preghiera dell’Angelus di domenica 29 gennaio 1989, invita i fedeli a recarsi spiritualmente pellegrini alla Madonna degli Eremiti di Einsiedeln, con queste parole:

 

«Cari fratelli e sorelle,
oggi vi invito ad unirvi a me nel rivolgere il nostro sguardo a un’immagine della Madre di Dio, che costituisce come il cuore di uno dei più antichi santuari transalpini: l’immagine della “Madonna nera” di Einsiedeln, in Svizzera.

Ricordo con gioia e gratitudine la visita che vi feci nel giugno del 1984, in occasione del viaggio pastorale che mi condusse tra i Cattolici svizzeri. Mi sentii allora pellegrino con l’immensa folla di coloro che, giornalmente, attraversato il piazzale del monastero, salgono la scalinata che porta alla chiesa abbaziale per raggiungere la “Cappella delle Grazie”, all’interno di quello splendido tempio barocco. […]

Nell’inviare un particolare saluto alla comunità claustrale di Einsiedeln ed agli abitanti del luogo, desidero affidarli, insieme con tutto il popolo svizzero, alla “Madre delle Grazie” di Einsiedeln.

Alla Vergine Santa ripeto la preghiera che Le rivolsi in occasione della mia visita al Santuario: “Madre di Dio e Madre degli uomini, raccomandaci a tuo Figlio, mettici di fronte a tuo Figlio! Egli è il nostro intermediario e il nostro intercessore presso il Padre. Noi ti preghiamo, Madre del nostro Salvatore, intercedi per noi presso tuo Figlio nello splendore dei Cieli: affinché la Chiesa che è in Svizzera si confermi nella fede in Cristo…, affinché tutti i popoli e tutti gli uomini possano vivere in libertà e pace…, affinché il regno di Dio e la sua giustizia vengano a noi”».

Non so bene quale ordine religioso fra quello carmelitano o  benedettino si avvicini di più alle mie  caratteristiche spirituali, amo entrambi.

Durante il nostro viaggio di nozze sono andata insieme a mio marito a visitare Einsiedeln per affidare alla Madonna Nera e a Cristo Redentore il nostro futuro, li perché prima di trasferirmi in Italia, lavoravo e vivevo a Costanza e conoscevo il luogo di nome, ma da protestante era privo di interesse. Dopo il matrimonio invece sentivo una grande sete di scoprire nei suoni così familiari, la loro cattolicità. Come una bambina mi addentrai nell’altra Germania, che non era la DDR che conoscevo bene, ma quella cattolica. Non potete immaginare l’abisso che divide i protestanti dai cattolici a causa della chiusura mentale ermetica dei protestanti, voluta probabilmente per insicurezza.

Arrivando ad Einsiedeln, ero tuttavia rattristata di notare la spaventosa secolarizzazione dei benedettini del luogo che negli anni è aumentato pericolosamente. Urgono delle preghiere.

Ma nonostante ciò, si arriva li, ci si incammina verso questo vasto piazzale antistante della Basilica, e si viene investititi dalla grazia, avviluppati da una dolcezza profonda, riempiti di gioia fino alle lacrime.

Non importa quanto grande sia la colpa dell’uomo, la grandezza e l’amore di Dio, proprio in questi casi, si mostrano in tutta la loro immensità e ci vengono donati.

Categorie: Santuari - luoghi divini | Tag: , , , , , , , , , | 6 commenti

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6 pensieri su “La consacrazione miracolosa

  1. Che meraviglia! Un luogo che merita davvero una visita. Grazie per averci raccontato di te.
    La secolarizzazione degli Ordini Monastici è davvero una ferita al Cuore di Gesù, sono d’accordo con te, urgono preghiere.
    Lo sapevi che io e te abbiamo in comune la Germania?
    Ich habe dich sehr lieb……

  2. 61Angeloextralarge

    Grazie Karin! Penso che sia molto bello questo blog anche per la caratteristica tetesko-italiana. Un po’ come Benedetto XVI… ;-)

  3. Ich danke Dir vielmals! Il Signore benedica anche te e la tua famiglia e ti doni tutte le grazie di cui hai bisogno……Ha ragione 61Angeloextralarge per la caratteristica tetesko-italiana del tuo blog. Ogni tanto ti scrivo qualcosa in tedesco, così mi mantengo in esercizio!
    Ti abbraccio forte, forte

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