La luce di Sant’Anna

La notte tra il 7 e l’8 di luglio del 1623, verso le undici, Nicolazic stava recitando il rosario aspettando il sonno.

D’improvviso la sua stanza si illuminò come era successo altre volte; sul tavolo apparve un cero la cui fiamma brillava di un chiarore molto vivo e Sant’Anna si palesò posando un tenero sguardo sul suo messaggero: l’ora tanto attesa era giunta. Sant’Anna, con voce soave e incantevole, si rivolse al giovane: «Yves Nicolazic, chiama i vicini, come ti è stato consigliato e conducili dove questa fiamma vi condurrà. Troverete l’immagine che vi metterà al sicuro dal mondo e il mondo conoscerà la verità che vi ho promesso.»

Dopo queste parole, Sant’Anna sparì ma la luce restò.

Nicolazic, con l’anima colma di allegria, si alzò e si vestì alla luce della fiaccola che sembrava attenderlo. Quando era pronto per uscire la fiaccola si mise in marcia davanti a lui. Giunto sulla strada, la luce continuò a precederlo. Di colpo, fermandosi, l’uomo si ricorda che gli era stato detto di prendersi dei testimoni. Ritorna quindi sui suoi passi, rientra in casa, chiama suo cognato Louis Le Roux, che stava sveglio. Poi i due vanno in cerca dei vicini : Jacques Lucas, François Le Bléavec, Jean Tanguy e Julien Lézulit.

Tutti rispondono volentieri all’appello. La fiaccola continuava a brillare nello stesso posto e i due cognati non tardarono a raggiungerlo. Gli altri venivano dietro, curiosi di vedere con i loro occhi il misterioso cero.

– Dove sta ? domandarono i quattro paesani. Nicolazic indicò la fiaccola : due la videro immediatamente, gli altri due non la videro affatto. Più tardi si comprese il perché, furono loro stessi a spiegarne la causa : non si trovavano in stato di grazia!

La fiaccola si mise in movimento. Andava avanti a circa quindici passi di distanza e a tre piedi rispetto al suolo. Il cammino preso, era la strada carrabile che conduceva alla fontana dal villaggio. I paesani la seguivano, allegri e colmi di speranza come una volta i Re Magi guidati dalla stella. Giunti sul pezzo di terra chiamato Bocenno, la fiaccola lasciò il cammino, penetrò nel campo e si dirisse sul frumento ancora verde sino al luogo dell’antica cappella. Là si fermò.

I compaesani, con gli occhi sempre fissi sulla luce, la videro sollevarsi ed abbassarsi per tre volte, come se volesse attirare la loro attenzione su quel posto, poi sparì nel suolo. Nicolazic che osservava tutti quei movimenti, si precipitò sul luogo dove la luce era sparita e, mettendovi sopra un piede, chiese al cognato di scavare nel luogo indicato. Tutti si misero a scavare e non tardarono a ritirare dal suolo la vecchia statua di Sant’Anna che giaceva in quel luogo da almeno 900 anni.

Abate Joseph Danigo 
Il veggente di Sant’Anna, Yves Nicolazic 

Fonte: Un minuto con Maria

“Dopo il seno della Vergine, santuario vivente del Dio fatto uomo, niente è più grande, più venerabile, più celestiale del seno della Beata Anna, santuario vivente dell’Immacolata” (Mons. de Segur).

Basilica di Sant’Anna d’Auray 

Categorie: In Cristo Re e Maria Santissima, La Cattedrale | Tag: , , , | 5 commenti

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5 pensieri su “La luce di Sant’Anna

  1. Tanti auguri a tutte le donne di nome “Anna” ! :)

  2. 61Angeloextralarge

    “due la videro immediatamente, gli altri due non la videro affatto. Più tardi si comprese il perché, furono loro stessi a spiegarne la causa : non si trovavano in stato di grazia!”: quante volte i nostri peccati ci impediscono di “vedere” le cose con gli occhi di Dio? :-(

    • E’ già difficile quando si è in stato di grazia… :)
      Però, comunque non furono rifiutati potevano accompagnare la luce di S. Anna, anche se non la vedevano. Sono quasi certa che dopo questa esperienza hanno cercato la grazia, lo spero.
      Signore, donaci la grazia di volere la grazia. :D

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