San G. Maria Vianney – Curato d’Ars

Dal “Catechismo” di S. Giovanni Maria Vianney : 

Fate bene attenzione, miei figlioli: il tesoro del cristiano non è sulla terra, ma in cielo. Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov’è il nostro tesoro. Questo è il bel compito dell’uomo: pregare ed amare. Se voi pregate ed amate, ecco, questa è la felicità dell’uomo sulla terra. La preghiera nient’altro è che l’unione con Dio. Quando qualcuno ha il cuore puro e unito a Dio, preso da una certa soavità e dolcezza che inebria, è purificato da una luce che si diffonde attorno a lui misteriosamente. In questa unione intima, Dio e l’anima sono come due pezzi di cera fusi insieme che nessuno può più separare. Come è bella questa unione di Dio con la sua piccola creatura! È una felicità questa che non si può comprendere. Noi eravamo diventati indegni di pregare. Dio però, nella sua bontà, ci ha permesso di parlare con lui. La nostra preghiera è incenso a lui quanto mai gradito. Figlioli miei, il vostro cuore è piccolo, ma la preghiera lo dilata e lo rende capace di amare Dio. La preghiera ci fa pregustare il cielo, come qualcosa che discende a noi dal paradiso. Non ci lascia mai senza dolcezza. Infatti è miele che stilla nell’anima e fa che tutto sia dolce. Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole. Anche questo ci dà la preghiera: che il tempo scorra con tanta velocità e tanta felicità dell’uomo che non si avverte più la sua lunghezza. Ascoltate: quando ero parroco di Bresse dovendo per un certo tempo sostituire i miei confratelli, quasi tutti malati, mi trovavo spesso a percorrere lunghi tratti di strada; allora pregavo il buon Dio, e il tempo, siatene certi, non mi pareva mai lungo. 

Patrono dei Parroci

Giovanni Maria (Jean-Marie, in francese) Vianney, quarto di sei figli, nacque a Dardilly l’8 maggio 1786, da Mathieu e da Marie Béluse. La sua era una famiglia contadina di discrete condizioni, con una solida tradizione cristiana, prodiga nelle opere di carità.

I suoi studi sono stati un disastro, e non solo per la Rivoluzione francese…: è lui che non ce la fa col latino, non sa argomentare né predicare… Per farlo sacerdote c’è voluta la tenacia dell’abbé Charles Balley, parroco di Ecully, presso Lione: gli ha fatto scuola in canonica, l’ha avviato al seminario, lo ha riaccolto quando è stato sospeso dagli studi e, dopo un altro periodo di preparazione,  lo fa ordinare sacerdote a Grenoble il 13 agosto 1815, a 29 anni, mentre gli inglesi portano Napoleone prigioniero a Sant’Elena.

Giovanni Maria Vianney, appena prete, torna a Ecully come vicario dell’abbé Balley. Vi rimase per poco più di due anni, fino alla morte del suo protettore, avvenuta il 16 dicembre 1817. Allora lo mandano vicino a Bourg-en-Bresse, ad Ars, un borgo con meno di trecento abitanti, che diventerà parrocchia soltanto nel 1821: poca gente, frastornata da 25 anni di sconquassi.

Il curato d’Ars è tra questa gente, con un suo rigorismo male accetto, con la sua impreparazione, tormentato dal sentirsi incapace. Aria di fallimento, angoscia, voglia di andarsene…ma dopo alcuni anni ad Ars viene gente da ogni parte : quasi dei pellegrinaggi. Vengono per lui, conosciuto in altre parrocchie dove va ad aiutare o a supplire parroci, specie nelle confessioni. Le confessioni: ecco perché vengono. Questo curato deriso da altri preti, e anche denunciato al vescovo per le “stranezze” e i “disordini”, è costretto a stare in confessionale sempre più a lungo (10 e più ore al giorno).

E ormai ascolta anche il professionista di città, il funzionario, la gente autorevole, chiamata ad Ars dai suoi straordinari talenti nell’orientare e confortare, attirata dalle ragioni che sa offrire alla speranza, dai mutamenti che il suo parlare tutto minuscolo sa innescare. Qui si potrebbe parlare di successo, di rivincita del curato d’Ars, e di una sua trionfale realizzazione. Invece continua a credersi indegno e incapace, tenta due volte la fuga e poi deve tornare ad Ars, perché lo aspettano in chiesa, venuti anche da lontano.

Sempre la messa, sempre le confessioni, fino alla caldissima estate 1859, quando non può più andare nella chiesa piena di gente perché sta morendo. Paga il medico dicendogli di non venire più: ormai le cure sono inutili, ed infatti raggiunge il Padre il 4 agosto.

Annunciata la sua morte, “treni e vetture private non bastano più”, scrive un testimone. Dopo le esequie il suo corpo rimane ancora esposto in chiesa per dieci giorni e dieci notti.

S. Pio X (Giuseppe Sarto, 1903-1914) lo ha proclamato Beato l’8 gennaio 1905: è stato canonizzato il 31 maggio 1925 da Pp Pio XI (Ambrogio Damiano Achille Ratti, 1922-1939 ), che nel 1929 lo ha anche dichiarato Patrono dei parroci.

Nel centenario della morte, il 1 agosto 1959, il Beato Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli, 1958-1963) , gli dedicò una enciclica: “Sacerdotii Nostri Primordia” additandolo a modello dei sacerdoti : «Parlare di San Giovanni Maria Vianney è richiamare la figura di un sacerdote straordinariamente mortificato, che, per amore di Dio e per la conversione dei peccatori, si privava di nutrimento e di sonno, s’imponeva rudi discipline e praticava soprattutto la rinunzia di se stesso in grado eroico. Se è vero che non è generalmente richiesto ai fedeli di seguire questa via eccezionale, tuttavia la Divina Provvidenza ha disposto che nella Chiesa non mancassero mai pastori di anime che, mossi dallo Spirito Santo, non esitano ad incamminarsi per questo sentiero, poiché sono tali uomini specialmente che operano miracoli di conversioni… »

Il Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005), era un grande ammiratore e devoto del santo curato d’Ars (cfr. Dono e mistero, LEV,  Città del Vaticano, 1996 – pag. 65-66).

In occasione del 150° anniversario della sua morte, è stato indetto, da Pp Benedetto XVI,  un “Anno Sacerdotale” dedicato alla sua figura di cui, qui di seguito, un estratto del discorso ai partecipanti alla plenaria della congregazione per il clero (sala del concistoro lunedì, 16 marzo 2009): « Proprio per favorire questa tensione dei sacerdoti verso la perfezione spirituale dalla quale soprattutto dipende l’efficacia del loro ministero, ho deciso di indire uno speciale “Anno Sacerdotale”, che andrà dal 19 giugno prossimo fino al 19 giugno 2010. Ricorre infatti il 150° anniversario della morte del Santo Curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney, vero esempio di Pastore a servizio del gregge di Cristo… »

[cucina del Santo Curato d’Ars]

Riassunto degli avvenimenti più importanti nella vita di Giovanni Maria Vianney:

8 maggio 1786 : Nascita e Battesimo di Giovanni Maria Vianney a Dardilly.

1797:   Prima confessione nella cucina di casa sua.

1799:   Prima comunione in una casa privata presso Ecully, durante la persecuzione.

1806:   Inizio degli studi sacerdotali presso don Balley.

1807:   Pellegrinaggio a “Lalouvesc” presso S. Francesco Regis per riflettere sulla sua vocazione sacerdotale.

1810:   Renitente alla leva.

1812 -1813: Seminarista a Verrières, poi a Sant’lreneo a Lione.

13 agosto 1815: Ordinazione sacerdotale a Grenoble.

13 febbraio 1818: Giovanni Maria Vianney arriva ad Ars.

1820-1837:  Restauro della chiesa e costruzione del cappelle laterali.

1824:  Apertura della casa-convitto “Provvidenza”.

1830: Comincia l’afflusso sempre crescente dei pellegrini, la fama della sua santità si diffonde poco alla volta, è ricercato come confessore e direttore spirituale.

Negli ultimi anni trascorrerà in confessionale fino a 17 ore al giorno, incontrando oltre 100.000 pellegrini l’anno.

4 agosto 1859: Morte del curato d’Ars, alle 2 del mattino.

[Basilica di Ars che conserve il corpo incorrotto del Santo]

Parrocchia S. Giovanni Maria Vianney, Borghesiana, Roma

Da Sabato 21 a mercoledì 25 maggio 2005, per la prima volta, il Cuore incorrotto di San Giovanni Maria Vianney è uscito dal Santuario francese di  Ars per essere esposto alla venerazione dei fedeli nella nostra Chiesa parrocchiale.

Giunta a Roma nella mattinata di sabato 21 maggio,  la preziosa Reliquia ha sostato fino alle ore 18.00 presso il Seminario Romano, dove S.E. Mons. Guy Marie Bagnard, Vescovo di Belley – Ars, ha predicato un ritiro spirituale per i seminaristi.  Alle ore 18.00 dello stesso giorno, scortata dai motociclisti dell’Arma dei Carabinieri, la Reliquia è stata trasferita in Parrocchia dove è stata accolta da una folla di fedeli.

Domenica 22 maggio, al mattino è stata celebrata la S. Messa solenne nella piazza antistante la Chiesa parrocchiale e subito dopo è iniziata una solenne processione per le strade del territorio parrocchiale al termine della quale Mons. Bagnard ha benedetto una statua in bronzo che la nostra parrocchia ha voluto erigere a ricordo dell’evento.

Nel pomeriggio, dopo i Vespri solenni, il Cuore incorrotto del Santo è stato trasferito nella Cappella Privata del Santo Padre Benedetto XVI, dove è rimasto fino alle 9.30 di lunedì 23  maggio, per essere di nuovo trasferito  nella Chiesa Parrocchiale.

Il Cuore incorrotto del Santo Curato d’Ars, nel Reliquiario donato dalla nostra Parrocchia al Santuario francese in occasione del Centenario della Beatificazione.

L’opera in bronzo argentato, è stata fusa con la tecnica della cera persa nella fonderia dei laboratori della Domus Dei di Albano su progetto dell’artista Alessia Bernabei di Roma.

Il Reliquiario prende spunto da una frase tratta dalle omelie del Curato, “Il Cuore dei Santi é saldo come una roccia tra i flutti del mare”, e rielabora il  portale della Cappella del Cuore di Ars trasformandolo in un tempietto, edificato sopra una roccia che si erge tra le onde.

Fonti:  

http://arsnet.org/111.php

http://www.curatodars.com/%5ccentenario.html

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