Miracolo Eucaristico – Trani

Premessa:

Conosco Trani molto bene, ci è nato mio marito e li ha trascorso gran parte della sua infanzia, prima di venire a Milano con sua madre, milanese doc, dopo la morte prematura di suo marito.

Oltre a visitare quella incantevole cittadina con il Duomo stupendo a picco sul mare, mio marito mi aveva raccontato la storia del “miracolo dell’Ebrea”. Andammo a visitare la casa ormai trasformata in chiesetta dedicata a S. Andrea e mi ricordo benissimo l’ombra sulla parete che dal pavimento saliva all’incirca per 30 cm (e vado per difetto) come segno visibile fin dove era salito il sangue di Cristo, traboccando dalla padella. Ho avuto la grazia di vedere anche la padella incrostata, ma parlo di ca. 30 anni fa.

Oggi, andando su internet e cercando i segni tangibili di quel miracolo, non c’è quasi nulla. La teca, si, ma non ci sono foto dell’interno della chiesetta, della padella…  nulla!

Presuppongo che per rispetto verso gli Ebrei ed i non credenti, si eviti di dare scandalo, e chi mai è Dio che possa turbare gli animi?

Politically correct sono le parole d’ordine a patto poi a gridare: “Ma dov’era Dio durante i terremoti?”, “Dov’è Dio quando muoiono di fame e di torture migliaia di persone, bambini?”.

Credo che le persone che oggi stanno soffrendo atrocemente, lo stiano facendo per noi, sono i martiri del nostro secolo, e lo sono per noi, per la nostra vita eterna. Noi, che abbiamo tolto a Dio il diritto di parlarci, il piacere di mostrarsi a noi.

 

Miracolo dell’ ostia fritta. Presente nel Duomo di Trani, dedicata a Maria SS. Assunta

Nella Puglia, la regione delle Murge e del Tavoliere, del Gargano e della Penisola Salentina, vi è la città di Trani, che custodisce nella chiesa Cattedrale il Miracolo Eucaristico dell’ostia fritta. Il Duomo, risalente al XII secolo, intitolato a Maria SS. Assunta, il 28 aprile del 1960 è stato elevato a Basilica Minore da Sua Santità Giovanni XXIII.

La vicenda del miracolo eucaristico ci porta a sostare davanti ad un’altro monumento d’arte che corrisponde alla chiesa di S. Andrea (in origine di S. Basilio), costruzione meravigliosa, tutta in pietra, in stile romanico-pugliese, officiata ai primordi dai monaci Basiliani.
In questa chiesa, intorno al mille, epoca della maggiore concentrazione di immigrati ebrei in città, come ne fanno fede la chiesa di S. Anna (ex sinagoga, con l’ingresso principale ad oriente) e le varie denominazioni ebraiche delle vie (Giudaica, Sinagoga ecc…), incise sulla pietra viva e tuttora leggibili, si consumò il primo atto del sacrilego proposito, che sta all’origine dell’evento miracoloso.
Una donna ebrea, con la complicità dolosa o colposa di una cristiana, riuscì a mescolarsi tra i fedeli durante la liturgia e, recitando bene la parte della devota, si accostò alla comunione, con intenzione malvagia.

Ricevuta l’ostia consacrata per le mani del celebrante, tornò al suo posto. Invece di consumare la particela, evitando ogni minimo sospetto, finì per avvolgere l’ostia in un panno o fazzoletto. Terminata la celebrazione, con fare discreto, riprese la via di casa, portandosi quel sacro pane. L’intenzione era quella di irridere e schernire la fede dei cristiani nell’Eucaristia, attuando un empio disegno, concepito nella mente, covato nel cuore e attuato con atto sacrilego.
Giunta a casa, senza frapporre indugi, passò alla attuazione del piano satanico. Accese il fuoco, vi pose su una padella con olio e, quando l’olio cominciò a friggere, vi immerse la santa ostia. A contatto, con l’olio bollente, la particola divenne miracolosamente carne sanguinolenta e l’emorragia di sangue, chiamiamola così, non si arrestò immediatamente. Dinanzi a tale imprevista reazione e a tale folgorante mutazione, l’incredula donna ebrea, presa da tremore e terrore, in un primo momento, cercò di occultare il misfatto. Ma, poi, costatata l’impossibilità di disfarsi del corpo del reato, vinta dal rimorso, si sciolse in lacrime amare e fece risuonare per l’aria alte grida di dolore. Dalle vie adiacenti fu un accorrere di gente curiosa e sgomenta. Alla vista dell’accaduto, tutti rimasero trasecolati e la notizia del prodigio, in un baleno, fece il giro della città.
Qualcuno giustamente si precipitò ad informarne il Vescovo.
Il Pastore, sgomento per l’orrendo sacrilegio, si portò tosto sul posto, si prostrò in un gesto di adorazione e di implorazione, indisse una processione penitenziale di riparazione.

I resti dell’Ostia fritta furono devotamente raccolti e portati in Cattedrale in processione, tra due ali di folla, che andavano ingrossando strada facendo, come arteria di fiume che scende verso la foce.

La reliquia contenente una ostia fritta fu messa in un artistico reliquiario, dono del tranese Fabritio de Cunio, che ha la forma di una casetta, con quattro colonnine, sormontate da una cupoletta. Al centro del reliquiario vi è un tubicino di cristallo, dentro il quale, in un batuffolo di ovatta, si trovano due pezzi ineguali di ostia fritta. Il colore della parte superiore è bruno nerastro; il colore della parte inferiore è bruno rossastro lucente.
Con ogni probabilità la differenza di colore è imputabile o meglio ascrivibile alla diversa intensità di frittura cui le parti dell’ostia andarono soggette.
I due pezzi o frammenti sono ben visibili, per cui ognuno può rendersene conto ancora oggi.
Il Couet, in una raccolta in lingua francese, dal titolo: «Les Miracles Historiques du Saint Sacrament», Tourcoing 1898, scrive: «La città di Trani in Puglia, possiede in un ricco reliquiario d’argento, un’Ostia miracolosamente convertita in carne… L’Ostia si è conservata in questo stato, senza corruzione, alla grande ammirazione dei fedeli. È tradizione, fra gli abitanti di Trani, che Dio operò questo miracolo per confondere l’audacia sacrilega di una donna giudea, che voleva fare bruciare la divina ostia su una padella di ferro».
Sei episodi del Miracolo in questione (consegna della sacra particola all’ebrea; sacra particela fritta in padella e convertita in carne; processione di penitenza; processo all’ebrea; ebrea giustiziata; lotta degli angeli e dei demoni per il possesso della sua anima) si trovano raffigurati nel Palazzo Ducale di Urbino, opera del pittore toscano Paolo Uccello, che fu ad Urbino nel 1465.

Alla processione penitenziale del Venerdì santo, chiamata dal popolo «la processione grande», tutti i partecipanti erano obbligati a camminare a piedi nudi, compreso l’Arcivescovo. Una indiretta conferma al miracolo di Trani la possiamo rintracciare nell’affermazione uscita dalla bocca di Padre Pio, lo stigmatizzato cappuccino, il quale ebbe a dire: «Trani è fortunata, perché per ben due volte il Sangue di Cristo ha bagnato la sua terra».

Il riferimento era diretto al miracolo eucaristico e al miracolo del Crocifisso di Colonna, dal cui naso, sfregiato da mano infedele, fuoriuscì un’abbondante fiotto di sangue. La tradizione narra che il Crocifisso, rubato da pirati turchi, fu messo in una barca, per essere portato via. La barca cominciò ad inclinarsi dalla parte dove era il Crocifisso. Uno dei predoni, attribuendo al Crocifisso l’inconveniente, pieno di sdegno, impugnò la scimitarra e vibrò un colpo sul volto del Cristo, colpendolo al naso, da cui uscì vivo sangue.
Impaurito e terrorizzato, il crudele pirata si affrettò a gettare in acqua il Crocifisso sfigurato. Lasciando una scia di sangue sull’acqua marina, si ritrovò rispinto sulla spiaggia dalle onde. Religiosamente e pietosamente raccolto dai cittadini di Trani, fu riportato in città e fatto oggetto di piissima venerazione. Da questa storia vogliamo riaprirci alla contemplazione dell’Eucaristia, vista come il pane dei pellegrini.

Eucaristia! È il Signore che viene a noi come il Pane di Vita disceso dal cielo, per comunicarci il principio di ogni virtù e santità, per farci condividere la sua visione delle cose, per darci la forza e il coraggio di mettere mano a tutto il bene che egli ci chiede di fare. L’anima che non si comunica non può aspettarsi di compiere grandi progressi spirituali. L’anima che vuole lavorare molto, deve nutrirsi molto.
S. Francesco di Sales era solito dire: «Due specie di gente devono comunicarsi spesso: i “perfetti”, perché essendo ben disposti, essi farebbero molto male a non avvicinarsi alla sorgente e fonte di ogni perfezione; e gli “imperfetti”, per poter giustamente aspirare alla perfezione».
Gli fa eco S. Vincenzo Ferreri, il quale dichiarava: «Una comunione porta all’anima più profitto che un digiuno di otto giorni a pane e acqua». 
Il Concilio di Firenze ci insegna a sua volta, che la santa Eucaristia «nutre lo spirito, promuove la crescita interiore, rinfranca e guarisce l’anima, trae fuori dal male, fortifica nel bene».
«Comunicarsi anche ogni giorno, ricevendo il santo Corpo e Sangue di Cristo, è cosa buona e salutare. Chi dubiterà che comunicarsi continuamente non sia vivere in pienezza?», catechizzava e ammoniva il grande Basilio.
L’altro grande vescovo, S. Ambrogio, replicava: «Se il pane è quotidiano, perché lo ricevi a distanza di un anno? Vivi in modo da essere degno di riceverlo ogni giorno. Chi non è degno di riceverlo ogni giorno, non è degno di riceverlo nemmeno a distanza di un anno».
La piccola-grande Teresa di Lisieux annotava:
«Quando il diavolo è riuscito ad allontanare un’anima dalla santa comunione, ha ottenuto tutto quello che voleva».

Fonti: Tutela Sacro Corpo Eucaristica, Domenico, filia ecclesiae

 

Dipinto secondo la narrazione del miracolo eucaristico di Trani

Categorie: Miracoli Eucaristici | Tag: , , , , , , , | 6 commenti

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6 pensieri su “Miracolo Eucaristico – Trani

  1. Elena Majocchi

    Non conoscevo il miracolo accaduto a Trani. E’ sconvolgente sai ?

    • Oh si, Elena! Ancora oggi la gente si reca alla sera a recitare il S. Rosario davanti alla casa. Io sono rimasta li a osservare, incredula, ma non c’è storia, si sente che li era accaduto qualcosa di sconvolgente, hai usato il termine giusto.
      Ma tutta Trani ha quest’atmosfera “mistico” perché anche quello della Croce, che vedi sopra, è una grandiosa testimonianza di Dio. Una croce stupenda! :)

  2. 61Angeloextralarge

    Grazie Karin! Il Signore è veramente misericordioso. ;-)

  3. mariella santarelli

    Dio sia benedetto benedetto il suo santo nome benedetto Iddio nei suoi angeli e suoi santi Gloria al Padre al figlio ed allo spirito santo buona e santa giornataa tutti Mariella

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