Provvidenza e Giustizia nel corso della nostra esistenza

La Provvidenza e la Giustizia si uniscono per darci, durante la vita presente, quello che ci è necessario per raggiungere il nostro fine, cioè affinché possiamo vivere onestamente, secondo la retta ragione, affinché possiamo conoscere Dio soprannaturalmente, amarlo, servirlo, e con questo mezzo ottenere la vita eterna.

Certo vi è qui tra gli uomini una gran disuguaglianza di condizioni naturali e soprannaturali. Gli uni sono ricchi, gli altri poveri; gli uni sono naturalmente ben dotati, gli altri hanno una natura ingrata, una salute debole, un temperamento brutto. Ma il Signore non comanda mai l’impossibile, e nessuno è tentato oltre alle sue forze, aiutate dalla grazia che gli è offerta.

Certamente il selvaggio dell’Africa o dell’America hanno ricevuto meno di noi; ma, se egli fa quel che gli è possibile secondo che la coscienza gli detta, sarà condotto dalla Provvidenza, di grazia in grazia, fino a quella della buona morte; la vita eterna gli è accessibile. Gesù morì per tutti gli uomini e tra gli adulti sono privi della grazia necessaria alla salute solo quelli che la rifiutano con la loro resistenza. Dio che non comanda mai l’impossibile, offre a tutti il necessario per la salute.

Anzi, non è raro che la Provvidenza e la Giustizia, con la distribuzione dei beni soprannaturali, compensino la disuguaglianza delle condizioni naturali. Non è raro che il povero nella sua semplicità, piaccia più a Dio che il ricco, e riceva maggiori grazie. Ricordiamo la parabola del ricco malvagio in S. Luca (XVI 19, 31): « C’era un uomo ricco che vestiva porpora e bisso e tutti i giorni dava grandi banchetti. C’era anche un mendico, chiamato Lazzaro, il quale pieno di piaghe giaceva alla porta di lui, bramoso di sfamarsi con le briciole che cascavano dalla tavola del ricco, ma nessuno gliene dava; soltanto i cani andavano aleccargli le piaghe. Il mendico morì e fu portato dagli angeli in seno ad Abramo; morì anche il ricco…; mentre egli era neitormenti, invocò Abramo… che gli rispose: “Figliolo, ricordati che tu ricevesti la tua pane di beni durante la, vita, mentre Lazzaro ebbe nel medesimo tempo la sua parte di mali, perciò ora questi è consolato e tu sei tornentato”». Vale a dire che a volte la Provvidenza e la Giustizia divina per mezzo delta distribuzione dei beni soprannaturali compensano la disuguaglianza delle condizioni naturali. Si dice anche nelle beatitudini evangeliche che colui che è privo delle gioie di quaggiù a volte si sente più attratto degli altri verso le gioie della vita interiore. Nostro Signore ce lo fa intendere: «Beati i poveri di spirito… Beati i mansueti… Beati quei che piangono, quei che hanno fame e sete di giustizia… quei che soffrono persecuzione per la giustizia, perche il regno dei cieli sarà di loro » (1).

Certi suoi servi, Gesù li ama inchiodati sulla croce, perché così sono più simili a, lui, a cagione dell’oblazione effettiva di tutto il loro essere per la salute dei peccatori. Egli continua a vivere in essi; la sua preghiera e la sua sofferenza durano in essi in certo modo sino alla fine dal mondo, e specialmente il suo amore, perche l’amore perfetto è la donazione completa di sé.

Per certe persone, tutte le strade della vita in un momento sono sbarrate, nessun avvenire umano si offre più a loro. Qualche volta è il momento in cui è data loro una vocazione superiore.Certe sono inchiodate sopra un letto di dolore per lunghi anni. Non vi è più che una strada aperta, quella della santità (2).

Così la Provvidenza e la Giustizia, dando a ciascuno il necessario, sovente compensano con la grazia la disuguaglianza delle condizioni naturali. Ci ricompensano anche, fino da questa vita, dei nostri meriti, e ci ricordano i nostri grandi doveri con salutari avvertimenti, con correzioni ben meritate, che sono pene mrdicinali per farci rientrare nel diritto sentiero. Così una madre che ama il suo figliuolo d’un amore illuminato e forte, lo eorregge. Se accettiamo bene queste correzioni salutari, noi espiamo le nostre colpe e in tale occasioni il buon Dio c’ispira un’umiltà più sincera, un amore più puro e più forte. Le anime si dividono secondo che ascoltano o non vogliono ascoltare questi avvertimenti di Dio.

Note

(1) Cfr. il «Cantico d’Anna», I Reg., II, 1-10 e il Magnificat.

(2) Così avvenne in questi ultimi tempi del santo abate Girad, di Coutances, la cui vita di sofferenza fu raccontata da Myriam de G. nei Vingt-deux ans de martyre. Altre volte sono atroci calunnie che danno occasione a un grandissimo pro­gresso spirituale. Sotto il pontificato di Pio X, visse a Roma un gran cristiano di nome Aristide Leonori, architetto di professione, che aveva costruito belle chiese in vari paesi e che aveva istituito a Roma un’opera di protezione di orfanelli. Egli fu calunniato davanti al tribunale civile di Roma, nel modo più infamante, da uno di quegli orfanelli, pagato da nemici di quest’opera di carità. Sembrava che ciò fosse la fine dell’opera. Leonori, i cui capelli erauo diventati bianchi un una notte, comparì davanti al tribunale, udì l’accusa formulata pubblicamente contro di lui da questo giovane che egli aveva ricolmato di benefizi. Quando costui ebbe finito, Leonori lo mirò profondamente e si contentò di dirgli: «Come, sei tu, amico mio, che parli così, dopo tutto quello che ho fatto per te fin dalla tua infanzia!». Allora questo giovane non potè frenare la sua commo­zione, scoppiò in un pianto dirotto, e dichiarò di essere stato pagato per calunniare così Leonori e rovinare l’opera sua. Leonori aveva trovato lì definitivamente la via regia della croce; era un amico di Pio X, e morì in concetto di santità.

(Réginald Garrigou-Lagrange O.P., La Provvidenza e la confidenza in Dio. Fedeltà e abbandono, trad. it., SEI, Torino 1933, pp. 244-246)

Categorie: Saggezza | Tag: , , , , | 7 commenti

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7 pensieri su “Provvidenza e Giustizia nel corso della nostra esistenza

  1. 61Angeloextralarge

    Eccola la garrigoulagrangite! Mo mi devo infettare con calma! Il commento serio… dopo l’infezione! ;-)
    Bentornato untore! Smack! :-D

  2. mariella santarelli

    Gloria alpadre al figlio ed allo spirito santo buona e santa giornata atutti

  3. Rileggo per assorbire e non dimenticare. :)

  4. 61Angeloextralarge

    Quante volte ho fatto esperienza di questa Provvidenza! Quante volte il Signore ha compensato i miei bisogni! Grazie Signore! :-D

    “Non è raro che il povero nella sua semplicità, piaccia più a Dio che il ricco”: credo che questo valga anche per le cose alle quali siamo attaccatissimi, anche se hanno poco valore, come le “nostre ricchezze”, quelle egoistiche. :-(

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