Santa Teresa di Gesù Bambino – Carmelitana, Dottore della Chiesa

“Se il Buon Dio non s’incaricava di tutto non so come farei. Ma ho una tale e grande fiducia in Lui che non potrà mai abbandonarmi, rimetto tutto nelle sue mani.”   (Manoscritto LT 32 14 novembre 1887)

Teresa, al secolo Marie Françoise Thérèse Martin, nacque il 2 gennaio 1873, ultimogenita di Louis Martin e Marie Zélie Guérin, in rue Saint-Blaise, 36 (oggi 42), ad Alençon, cittadina della Normandia situata nel nord della Francia. I suoi genitori (beatificati il 19 ottobre 2008 a Lisieux, in occasione della Giornata Mondiale delle Missioni) avevano desiderato entrambi di abbracciare la vita monastica: tuttavia i due si conobbero e, dopo un breve fidanzamento, il 13 luglio 1858, decisero di sposarsi pur vivendo il loro matrimonio nella castità. Andati ad abitare in via del Pont-Neuf, vissero per dieci mesi come fratello e sorella. Accadde invece che il loro confessore e padre spirituale li dissuase da questo proposito: nacquero loro così nove figli di cui quattro morirono ancora neonati.

Dopo la morte della madre, avvenuta il 28 agosto 1877, Teresa si trasferisce con tutta la famiglia nella città di Lisieux.

Verso la fine del 1879 si accosta per la prima volta al sacramento della penitenza. Nel giorno di Pentecoste del 1883 ha la singolare grazia della guarigione da una grave malattia, per l’intercessione di nostra Signora delle Vittorie. Educata dalle Benedettine di Lisieux, riceve la prima comunione l’8 maggio 1884, dopo una intensa preparazione, coronata da una singolare esperienza della grazia dell’unione intima con Cristo.

Poche settimane più tardi, il 14 giugno dello stesso anno, riceve il sacramento della cresima, con viva consapevolezza di ciò che comporta il dono dello Spirito Santo nella personale partecipazione alla grazia della Pentecoste.

Desiderosa di abbracciare la vita contemplativa, come le sue sorelle Paolina e Maria nel Carmelo di Lisieux, ma impedita per la sua giovane età, durante un pellegrinaggio in Italia, dopo aver visitato la Santa Casa di Loreto e i luoghi della Città Eterna, nell’udienza concessa dal Papa ai fedeli della diocesi di Lisieux, il 20 novembre 1887, con filiale audacia chiede a Pp Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903) di poter entrare nel Carmelo all’età di 15 anni.

Fu così che, a poco più di quindici anni, il 9 aprile 1888, Teresa fa il suo ingresso al Carmelo di Lisieux. Il 10 gennaio dell’anno seguente riceve l’abito dell’Ordine della Vergine ed emette la sua professione religiosa l’8 settembre del 1890, festa della Natività della Vergine Maria; assume il nome di “Teresa di Gesù Bambino”, aggiungendovi in seguito “del Volto Santo” così che il nome completo di Thèrèse da religiosa è “Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo”.

Intraprende nel Carmelo il cammino della perfezione, tracciato dalla Madre Fondatrice, Teresa di Gesù, con autentico fervore e fedeltà, nell’adempimento dei diversi uffici comunitari a lei affidati. Illuminata dalla Parola di Dio, provata in modo particolare dalla malattia del suo amatissimo padre, Louis Martin, che muore il 29 luglio del 1894, si incammina verso la santità, ispirata dalla lettura del Vangelo, insistendo sulla centralità dell’amore.

Teresa ci ha lasciato nei suoi manoscritti autobiografici non solo i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, ma anche il ritratto della sua anima e le sue esperienze più intime. Scopre e comunica alle novizie affidate alla sue cure la piccola via dell’infanzia spirituale; riceve come dono speciale di accompagnare con il sacrificio e la preghiera due “fratelli missionari”. Penetra sempre di più nel mistero della Chiesa e, attirata dall’amore di Cristo, sente crescere in sé la vocazione apostolica e missionaria che la spinge a trascinare tutti con sé, incontro allo Sposo divino.

Il 9 giugno del 1895, nella festa della SS. Trinità, si offre vittima di olocausto all’Amore misericordioso di Dio. Nel frattempo redige il primo manoscritto autobiografico, che consegna a Madre Agnese di Gesù nella sua festa, il 21 gennaio 1896.

Pochi mesi più tardi, il 3 aprile, durante la notte fra il giovedì ed il venerdì santo, ha una prima manifestazione della malattia che la condurrà alla morte e che lei accoglie come la misteriosa visita dello Sposo divino. Nello stesso tempo entra nella prova della fede che durerà fino alla sua morte e della quale offrirà una sconvolgente testimonianza nei suoi scritti. Durante il mese di settembre conclude il Manoscritto B, che costituisce una stupenda illustrazione della piena maturità della Santa, specialmente mediante la scoperta della sua vocazione nel cuore della Chiesa.

Mentre peggiora la sua salute e continua il tempo della prova, nel mese di giugno 1897 inizia il Manoscritto C, dedicato alla Madre Maria di Gonzaga; nuove grazie la conducono ad una più alta perfezione ed ella scopre nuove luci sull’estensione del suo messaggio nella Chiesa a vantaggio delle anime che seguiranno la sua via.

L’8 luglio 1897 viene trasferita in infermeria. Le sue sorelle ed altre religiose raccolgono le sue parole, mentre i dolori e le prove, sopportati con pazienza, si intensificano fino a culminare con la morte, nel pomeriggio del 30 settembre del 1897.

“Io non muoio, entro nella vita”, aveva scritto al suo fratello spirituale missionario don Bellier. Le sue ultime parole “Dio mio, io ti amo” sono il sigillo della sua esistenza, che all’età di 24 anni si spegne sulla terra per entrare, secondo il suo desiderio, in una nuova fase di presenza apostolica in favore delle anime, nella comunione dei Santi, per spargere una pioggia di rose sul mondo.

Fu canonizzata da Pp Pio XI  (Ambrogio Damiano Achille Ratti, 1922-1939) il 17 maggio 1925 e dallo stesso Papa proclamata “Patrona universale delle missioni”, insieme a S. Francesco Saverio, il 14 dicembre 1927; dal 1944, assieme a Giovanna d’Arco, è considerata anche patrona di Francia.

Dal 19 ottobre 1997, dopo che la richiesta di dottorato era stata fatta alla Santa Sede, una prima volta nel 1932 e poi ripresa nel 1987, il Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) l’ha nominata Dottore della Chiesa: è il 33° Dottore della Chiesa e la terza donna a ricevere questo riconoscimento dopo Teresa d’Avila e Caterina da Siena, entrambe dichiarate Dottore della Chiesa dal Servo di Dio Pp Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978) nel 1970.

Significato del nome Teresa : “donna amabile e forte” (tedesco).

Fonte: Vangelo del giorno

Categorie: Cose da Santi..., Vox catholicae Ecclesiae | Tag: , , , , , , , , , | 9 commenti

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9 pensieri su “Santa Teresa di Gesù Bambino – Carmelitana, Dottore della Chiesa

  1. 61Angeloextralarge

    Grandissima Santa! :-D

  2. Già che sono in giro per blog, eccomi qui dopo tanto tempo, filia.
    Posso chiederti una cosa che ti sembrerà un po’ banalotta? Perchè piace santa Teresina più di altre? Di lei ho letto libri ed ho apprezzato la sua vita e quel che ha detto e fatto, ma non più di altre sante :-(

    • Bella domanda, Flavia, e non so la risposta. Non è neanche la mia santa preferita, ma mi piace.
      Forse per il suo carattere gioioso, scherzoso, legato a Cristo come una bimba anche in età più adulta (pur sempre giovane però), per la sua audacia e le idee chiare subito, tutto questo anche durante la sua grande sofferenza fisica e spirituale. Ha veramente percorso la via della santità in tempi brevissimi, come desiderava, sulla via dritta, con costanza e tantissimo amore.
      Il dono della contemplazione profonda fin da piccola. L’insieme fa un fiore all’occhiello di Dio.
      Ecco, credo perché sia una santa che lascia(-va) intorno a se il profumo di santità.

      Qui mi ricordo un episodio capitata a me e mio marito.
      Era il 2000, l’anno del giubileo, e l’urna (non so adesso la parola precisa, comunque quella che si vede nelle foto di sopra) doveva tornare a Roma dopo un lungo peregrinare attraverso l’Italia e la Francia. Noi eravamo in vacanza a Massa quando un ragazzo ci ha messo un foglio in mano mentre stavamo prendendo un caffè al bar. Leggendolo abbiamo scoperto che all’indomani, l’urna si sarebbe fermato al Duomo di Massa, per la seconda volta quell’anno. Ci siamo andati e all’interno attendevamo l’arrivo dei Papaboys con l’urna pregando. Quando sono arrivati e man mano che avanzavano con l’urna sulle spalle, la gente è caduta in ginocchio, proprio caduta. Cosi anche noi, non si poteva resistere, non si poteva restare in piedi, una dolce forza invisibile ma ben presente, ci ha dato il colpo di grazia per cadere in ginocchio. C’era una pace esteriore ed interiore in tutto il Duomo, un silenzio straordinario, e una grande gioia.
      Ecco, questo mi ricordo di santa Teresina. di più non saprei dirti, ma forse sta proprio li, nella sua intimità con le persone, il segreto di essere tanto amata. Lei stessa ha distribuito intorno a se per prima tanto amore.

  3. mariella santarelli

    Cara e Santa Teresina di Ges Bambino io ti prego proteggi a tutti noi intercedi per noi presso Ges ti affido tutti i miei cari Padre nostro che sei nei cieli sia snatificato il tuo nome venga il tuo regno sia fatta la tua volont come in cielo cosi in terra dacci oggi il nosto pane quotidiano rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori non ondurici in tentazone liberaci dal male signore Pieta di noi Mariella

  4. Sonia

    Prego S.Teresina di aiutare mio figlio Gianluca a superare le prove del 13.04.2015 per aeronautica. Grazie a chi si unisce alle mie preghiere!

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