I monasteri di clausura servono?

I mondani, i quali hanno una visione materiale della vita, non comprendono a cosa servano i monasteri di clausura, e spesso criticano le monache contemplative ritenendo inutile la loro esistenza. Coloro che invece hanno una visione soprannaturale della vita, hanno grande stima per le suore di clausura, perché sanno che con le loro preghiere e penitenze ottengono da Dio innumerevoli grazie e conversioni. Sentite questo fatto accaduto anni fa.

Un giorno una donna si recò nel monastero delle Benedettine di Fermo per chiedere di pregare per un suo parente che stava molto male (aveva una grave “malattia spirituale”). Le monache accettarono volentieri di pregare per lui, soprattutto suor Raffaella si impegnò molto per ottenere la guarigione spirituale di quell’uomo, anche se non sapeva nemmeno chi fosse. La missione delle monache di clausura non consiste solo nel ricercare la propria personale santificazione, ma anche di offrire incessantemente a Dio le proprie penitenze e preghiere per il bene delle anime. Ecco perché bisogna avere stima e riconoscenza per le claustrali, le quali immolano la propria vita per la salvezza delle anime e la maggior gloria di Dio.

Anche se ormai anziana e ammalata, suor Raffaella continuava a pregare e offrire sacrifici per quell’uomo tormentato da un grave malessere. Ma per questa zelante monaca, il tempo del pellegrinaggio terreno era giunto al termine, stava per entrare nell’eternità. Nonostante i dolori dell’agonia, continuava a soffrire con cristiana pazienza e ad essere di edificazione per le sue consorelle, alle quali, poco prima di morire, disse: “Vi voglio bene”. Poi, recitando il Salmo 32, “Exultate justi in Domino”, “Esultate giusti nel Signore”, spirò serenamente la sua candida anima.

Il giorno prima della sua morte, quell’uomo per cui aveva tanto pregato, ottenne la guarigione. Ma la notte successiva, mentre stava dormendo, sognò Padre Pio, il quale gli disse di andare nel monastero delle Benedettine di Fermo per ringraziare una monaca appena defunta, che con le sue preghiere gli aveva ottenuto la guarigione.

Il giorno dopo, di buon mattino, quell’uomo si recò dalle benedettine per vedere se davvero era morta una monaca, oppure il sogno era stato frutto di immaginazione. Entrato nella chiesa del monastero, con suo grande stupore vide la bara di suor Raffaella oltre la cancellata della clausura. Si avvicinò il più possibile ad essa per vedere il volto della sua sconosciuta benefattrice. Le altre monache, vedendo quell’uomo che contemplava il feretro, pensavano che fosse un parente della monaca. Una di esse si avvicinò a lui per domandargli se fosse un familiare, e così quell’uomo gli confidò il sogno che aveva avuto la notte precedente. Rimase colpito nell’apprendere che suor Raffaella, pur senza conoscerlo, aveva offerto le sue preghiere e penitenze per la sua guarigione. Da allora è ritornato a vivere più unito a Dio, che lo ha convertito grazie a una fervorosa suora di clausura.

Fonte: Vocazione religiosa

Cari fratelli e sorelle!

In ogni epoca, uomini e donne che hanno consacrato la vita a Dio nella preghiera – come i monaci e le monache – hanno stabilito le loro comunità in luoghi particolarmente belli, nelle campagne, sulle colline, nelle valli montane, in riva ai laghi o al mare, o addirittura su piccole isole. Questi luoghi uniscono due elementi molto importanti per la vita contemplativa: la bellezza del creato, che rimanda a quella del Creatore, e il silenzio, garantito dalla lontananza rispetto alle città e alle grandi vie di comunicazione. Il silenzio è la condizione ambientale che meglio favorisce il raccoglimento, l’ascolto di Dio, la meditazione. Già il fatto stesso di gustare il silenzio, di lasciarsi, per così dire, “riempire” dal silenzio, ci predispone alla preghiera. Il grande profeta Elia, sul monte Oreb – cioè il Sinai – assistette a un turbine di vento, poi a un terremoto, e infine a lampi di fuoco, ma non riconobbe in essi la voce di Dio; la riconobbe invece in una brezza leggera (cfr 1 Re 19,11-13). Dio parla nel silenzio, ma bisogna saperlo ascoltare. Per questo i monasteri sono oasi in cui Dio parla all’umanità; e in essi si trova il chiostro, luogo simbolico, perché è uno spazio chiuso, ma aperto verso il cielo.

Domani, cari amici, faremo memoria di Santa Chiara di Assisi. Perciò mi piace ricordare una di queste “oasi” dello spirito particolarmente care alla famiglia francescana e a tutti i cristiani: il piccolo convento di San Damiano, situato poco al di sotto della città di Assisi, in mezzo agli uliveti che digradano verso Santa Maria degli Angeli. Presso quella chiesetta, che Francesco restaurò dopo la sua conversione, Chiara e le prime compagne stabilirono la loro comunità, vivendo di preghiera e di piccoli lavori. Si chiamavano le “Sorelle Povere”, e la loro “forma di vita” era la stessa dei Frati Minori: “Osservare il santo Vangelo del nostro Signore Gesù Cristo” (Regola di S. Chiara, I, 2), conservando l’unione della scambievole carità (cfr ivi, X, 7) e osservando in particolare la povertà e l’umiltà vissute da Gesù e dalla sua santissima Madre (cfr ivi, XII, 13).

Il silenzio e la bellezza del luogo in cui vive la comunità monastica – bellezza semplice e austera – costituiscono come un riflesso dell’armonia spirituale che la comunità stessa cerca di realizzare. Il mondo è costellato da queste oasi dello spirito, alcune molto antiche, particolarmente in Europa, altre recenti, altre restaurate da nuove comunità. Guardando le cose in un’ottica spirituale, questi luoghi dello spirito sono una struttura portante del mondo! E non è un caso che molte persone, specialmente nei periodi di pausa, visitino questi luoghi e vi si fermino per alcuni giorni: anche l’anima, grazie a Dio, ha le sue esigenze!

Ricordiamo, dunque, Santa Chiara. Ma ricordiamo anche altre figure di Santi che ci richiamano all’importanza di volgere lo sguardo alle “cose del cielo”, come Santa Edith Stein, Teresa Benedetta della Croce, carmelitana, co-patrona d’Europa, celebrata ieri. E oggi, 10 agosto, non possiamo dimenticare san Lorenzo, diacono e martire, con un augurio speciale ai romani, che da sempre lo venerano quale uno dei loro patroni. E alla fine rivolgiamo il nostro sguardo alla Vergine Maria, perché ci insegni ad amare il silenzio e la preghiera.

Benedetto XVI

Fonte: Santa Sede

A che cosa servono quindi i monasteri di clausura e non?

Loro lavorano per tutta la Chiesa e per ognuno di noi. Bussano continuamente alla porta del Cuore di Dio per farci entrare tutti. Ci sostengono con la loro preghiera, sono davvero delle colonne portanti della Cristianità. Nei momenti cruciali della nostra vita, sarebbe un bene affidarci alle loro preghiere.

E infine, preghiamo per loro, il mondo si è dimenticato della loro esistenza ed importanza. Facciamo conoscere i monasteri ai nostri figli perché se ci dovesse essere una vocazione alla vita monastica ma questa non viene riconosciuta come tale, è perché non si sa di cosa si tratta e potremmo essere corresponsabili di una vita di seconda scelta.

Categorie: Domande scottanti - risposte chiare, Monachesimo | Tag: , , , | 24 commenti

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24 pensieri su “I monasteri di clausura servono?

  1. 61Angeloextralarge

    Le claustrali sono una parte fondamentale della Chiesa, la parte nascosta ma essenziale. Dobbiamo pregare per nuove e sante vocazioni nella Chiesa, in particolare le chiamate al sacerdozio e alla vita claustrale.

  2. Di Spam ne ricevo qui ma nulla di strano, sono pure gentili.
    Ma oggi ho ricevuto un commento a dir poco “indiavolato” per il post.
    Direi che ha fatto effetto! :D

  3. PS: Angela, non ci dimentichiamo de “i claustrali”, Dio ha creato pure l’uomo! Strano, ma vero… ;)

    • 61Angeloextralarge

      Karin: non me li sono dimenticata… perlomeno nel cuore. Sono rimasti lì e non li ho scritti. Anche se non ne ho mai conosciuto uno (ovviamente), qundi se penso alla vita di clausura, la prima cosa che mi viene in mente sono le claustrali… i “miei Angeli” di un carissimo Monastero della Visitazione e quelle degli altri Monasteri che pregano con me e c. per le intenzioni che sai.

  4. 61Angeloextralarge

    Preghiera per i religiosi e le religiose

    O Dio, che ispiri e compi ogni santo proposito, guida il tuo popolo sulla via della salvezza eterna, e fa’ che i tuoi figli, che si sono consacrati a Te abbandonando ogni cosa per seguire Cristo casto, povero e obbediente,, ti servano con piena fedeltà. Per Cristo nostro Signore. Amen.

  5. Mariella Santarelli

    Gloria al Padre al figlio ed allo spirito santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli amen grazie Signore di tutto noi saremo tuoi nella volont forma in noi la vita del tuo Ges accompagna tutte le nostre pi piccole azioni buona e santa giornata atutti

  6. Fonte Avellana…conosco grazie Viviana, sembra un posto stupendo!
    Conosco i monaci per telefono, ma non ci sono mai stata.

  7. Anna

    Le ns. sorelle claustrali e i ns. fratelli, in ogni parte dell’universo, nel silenzio che si fa propizio all’anima per dare spazio a Dio con la Sua voce e il suo tutto di Amore, portano ‘il mondo nel cuore di Lui’ perchè lo converta, perchè lo aiuti; portano la loro preghiera e compagnia al Signore per la ‘riparazione’;sn le radici che portano la ‘linfa’ all’albero della Cristianità. L’Amore con cui si sentono chiamate/i da Dio, lo riversano su tutti i Suoi Figli. Solo chi non conosce questa realtà può parlare di inutilità di vita! A noi nn rimane che ringraziare e pregare che quel silenzio non diventi sterilità di orizzonti ma che continui per ognuno di loro ad essere sempre fecondo di Amore! Ale mie ?sorelline’ di Norcia. vi voglio tanto bene!(ma loro….già lo sanno…).

    • Anna! Quanto è bella ed ispirata la tua risposta! Ti ringrazio e condivido ogni singola parola!

      :D

      • Anna

        Mah…! Sai… spesso riesce più facile scrivere, stando un pò in disparte, là sul monte della ‘Trasfigurazione’…diventa ‘quasi’ facile… Poi arriva la quotidiana routine, che stritola anche i migliori propositi, è divento anch’io, direi, molto…meno ispirata..,cosa che non vorrei.. Buona Domenica e buon inizio di Avvento!

  8. Anna

    x Filia ( e gli altri): ti presento l’Eremo Francescano di Fontecolombo ( a 3 Km. da Rieti), frati minori. Preghiera, silenzio, natura e anche,in parte,…vita di comunità e…un piccolo aiutino per cena..soprattutto per preparala! L’ho conosciuto tanti, ormai, anni fa e ci sono tornata lo scorso settembre, dopo 18 anni!

    • Grazie tantissimo, Anna! Spero che troverò qualche notizie, non ne avevo mai sentito parlare.
      Quante cose si imparano gli uni dagli altri. Grazie davvero!

      • Anna

        E’ uno dei 4 santuari francescani della Valle santa reatina. Qui Francesco scrisse la regola e subì la causticazione agli occhi con il ferro.Da un anno nn è più noviziato, per cui c’è della belle quiete (per chi la ama).I Frati Minori sn stupendi nella semplicità (visibile a tutti) e fraternità condivisa. Ospitalità in foresteria con lenzuola proprie e autogestione con a disposizione la cucina comune.Offerta libera. Ecco un pò di informazioni e buo
        na giornata a tutti!!

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