Un ANNO della FEDE: qualche ragione per credere (I)
Non siamo fatti per il vuoto. La nostra natura più profonda si ribella alla mancanza di senso, anzi alla non corrispondenza tra il senso per il quale siamo stati creati (ccc,1), e quelli artificiali che di volta in volta cerchiamo di darci.
La disperazione esistenziale, oggi così diffusa anche tra i giovani, è legata al fatto che non sappiamo cosa farcene della vita e della libertà, avendo rinunciato all’unico senso che questa può avere.
Il bisogno di infinito, che si riflette nella nostra incessante ricerca di felicità e bellezza, appartiene a tutti – fingono coloro che dichiarano di non averne necessità. Il desiderio di Dio è inscritto nel cuore dell’uomo, perché l’uomo è stato creato da Dio e per Dio; e Dio non cessa di attirare a sé l’uomo e soltanto in Dio l’uomo troverà la verità e la felicità che cerca senza posa (ccc,27).
La rivelazione giudeo-cristiana ha portato nuove risposte alle domande di sempre, ma ha posto anche nuove domande alla ragione umana, costringendola a prendere atto che la realtà è principalmente una questione d’amore, che il motore stesso della conoscenza umana è una questione d’amore. L’incontro fecondo tra fede e ragione permette, quindi, di inoltrarsi nel mistero della realtà creata (ccc,50).
Ma perché dovremmo realmente interrogarci sull’esistenza di Dio?
Rifletti su questo: se Dio esiste Egli è tutto e tutto esiste per mezzo di Lui, se Dio esiste gli devi tutto, se Dio esiste devi aspettarti tutto da Lui (ccc,34). E dopo trai le tue conclusioni.
Si può dunque affermare senza timore di cadere nel panteismo (corrispondenza assoluta tra Dio e il mondo) , che tutte le cose sono in Dio e che Dio crea e mantiene in vita tutte le cose create (ccc,279). Ciò serve, inoltre, a spiegare perché nella stessa misura in cui retrocede la fede, diminuisce nel mondo la conoscenza della verità e perché le società che dimenticano Dio, vedono presto il loro orizzonte coprirsi di tenebre; come la storia umana efficacemente insegna. Per questo la religione è stata considerata da tutti gli uomini e in ogni tempo la base indistruttibile delle società umane (ccc,28). Secondo Platone: “chi estirpa la religione, mina alle fondamenta ogni società umana.”
La fede e la ragione sono come due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità. E’ Dio ad aver posto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso. (Giovanni Paolo II – Fides et Ratio)
A cura di Palmiro CLERICI
ccc = catechismo della Chiesa Cattolica
Segue II



Platone aveva ragione, ma non del tutto.
E’ vero che “chi estirpa la religione, mina alle fondamenta ogni società umana.”, ma una società (anche piccola) veramente convertita, non può essere mai eliminata quando è fondata su una fede e non su una religione!
Ciao
Su che cosa è fondata “una fede”?
Su una Persona!
Non è possibile, Flavia, ci sono come minimo due persone: la persona, oggetto di questa fede e la persona che crede. Un rapporto interpersonale quindi…da vivere secondo le proprie decisioni, sentimenti, interpretazioni, etc.
Come fai a sapere quando si tratta della verità o meno?
o.O
Grande dono la fede. Grande Benedetto XVI che ha istituito l’Anno della Fede!
Buona domenica a tutti. :-D
Anche a te, Angela! :)
l’eterno riposo dona a loro o Signore splenda ad essi la luce perpetua riposinoin pace gloria al padre al figlio ed allo spirito santo buona e santa giornata atutti
Pingback: Ma come ci si pone il problema di Dio? (II) « filia ecclesiae – carpe gratiam
Pingback: Cos’è la Rivelazione Cristiana? « filia ecclesiae – carpe gratiam
Pingback: Il Mistero del Male e la Provvidenza Divina « filia ecclesiae – carpe gratiam