Verso quale libertà?

Anno della Fede – Verso quale libertà? 

Tutti nella vita almeno una volta ci siamo posti questa domanda: come può esistere Dio se esiste il male? Che Dio è un Dio che si dice amore ma lascia morire i nostri cari, soffrire i bambini, devastare il mondo (ccc,284)?

Nella vita di ogni uomo non c’è una predestinazione, ma una destinazione, un cammino in cui ciascuno di noi ha la possibilità di dire sì o no a ciò che la provvidenza gli offre (ccc,311).

Ma l’uomo, dopo la cacciata dal Paradiso terrestre, è chiamato a partecipare attivamente all’opera della creazione. Adamo ed Eva perdono l’innocenza e diventano liberi di scegliere. E la conseguenza, annunciata da Dio, è che l’uomo da quel momento inizierà a morire (ccc,400); scegliendo la libertà, sceglie la morte perché decide di condividere il mistero del male (ccc,390). Il male è la conseguenza della nostra libertà; se non ci fosse la libertà non ci sarebbe il male, se non ci fosse il male noi non saremmo soggetti liberi. Se noi non fossimo liberi non potremmo partecipare all’opera della creazione, amando Dio o non amandolo liberamente. Se non si accetta la colpa originaria di Adamo, non si capisce il significato della croce, che attende ogni uomo, e che diviene quindi un sacrificio vano ed assurdo (ccc,385). Il peccato originale, da cui tutti gli altri discendono, è sempre un peccato di superbia, quando si pensa cioè che la propria autodeterminazione sia più importante della volontà di Dio (ccc,387). Noi siamo liberi, questa è la struttura fondamentale dell’universo.

Il problema principale, alla fine resta: perché Dio permette il male (ccc,310)? Perché ha creato un universo dove c’è la libertà. Un luogo dove la bellezza è stata fatta per crescere incessantemente, dove esseri unici si amano reciprocamente e creano ancora più vita. Avrebbe potuto creare l’universo senza il suo lato oscuro? Avrebbe potuto prevenire la possibilità del Male senza trasformare ogni essere vivente in una marionetta, in una semplice parte di un ingranaggio?  Noi così spesso assordati dalle grida di dolore che salgono dalla creazione, sentiamo con difficoltà la parola di Dio che parla alla nostra anima. Satana ci cerca, uno ad uno, e ci tiene in ostaggio spingendoci alla rivolta contro le leggi dell’universo, iscritte da Dio nella materia (ccc,407). Il trofeo a cui mira è niente di meno che coinvolgere tutto il genere umano nella sua ribellione (ccc,272).

La questione consiste  nell’indagare in che modo sia possibile conciliare la volontà di Dio e la libertà della creatura, l’unione che Uno vuole e la separazione che l’altro sceglie, affinché né la creatura cessi di essere libera né Dio di essere sovrano. Il grande problema consiste nel conciliare queste due cose all’apparenza contrarie, in modo tale da non compromettere né l’una né l’altra. La creazione dunque è simile ad un cerchio, del quale Dio è al tempo stesso circonferenza e centro: come centro l’attrae, come circonferenza la contiene. L’uomo si allontana da Dio, rinunciando spontaneamente alla sua grazia, ma così facendo s’avvicina alla circonferenza cadendo in mano alla sua giustizia o divenendo oggetto della sua misericordia. La libertà degli esseri intelligenti consiste nel fuggire dalla circonferenza, che è Dio, per rifugiarsi in Dio, che è centro, e nel fuggire dal centro, che è Dio, per incorrere in Dio che è la circonferenza. S. Agostino il santo dominato dall’amore e pervaso dalla grazia, esclamava dolorosamente: “Povero mortale, vuoi fuggire da Dio? Gettati tra le sue braccia!” (Juan Donoso Cortès)

Una volta nella storia, circa 2000 anni fa un manipolo di uomini e donne hanno creduto: hanno gustato fino in fondo cosa significa credere nell’Amore e il mondo è cambiato per sempre. Ma nonostante ciò, le consolazioni che continuamente il Signore riversa nella nostra anima non bastano mai, l’antica cicatrice di Adamo, dentro la nostra natura, ci trascina indietro, ogni volta, inesorabilmente, ripetutamente verso il desiderio di certezza (ccc,389). L’illusione di comprendere tutto aumenta solo la nostra confusione, alla ricerca di una spiegazione più grande e poi ancora più grande, fino a quando nessuna spiegazione riesce a riempire l’abisso del nostro dubbio. Il senso del dolore e della futilità del tutto a volte ci colpisce duramente: perciò il tempo deve aver avuto un inizio ed avrà una fine. Il Male non può avere il permesso di divorare il bene indefinitamente. Il Tuo popolo è chiamato solo e ancora, generazione dopo generazione, alla fede costante e incrollabile, l’unica sicurezza che vale la pena di possedere. Tu hai piantato questo desiderio dentro di me. Tu hai creato quest’anima che ti supplica. Dacci il fuoco della fede, perché stiamo morendo di freddo (ccc,274).

L’uomo moderno non vuole accettare la dottrina cattolica che la vita umana è una battaglia; vuole solo sentirsi dire, di volta in volta, che è una vittoria.  (G. K. Chesterton) (ccc,409)     

 A cura di Palmiro CLERICI

 

(ccc: catechismo della Chiesa Cattolica)

Fine Minicat III – Leggi I e II

Categorie: ANNUS FIDEI, Minicatechesi | Tag: , , , | 6 commenti

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6 pensieri su “Verso quale libertà?

  1. 61Angeloextralarge

    Da leggere con mooolta calma! ;-)
    L’immagine è tutto un programma… :-D

  2. Mariella Santarelli

    Ges santifica i sarcerdoti infevora gli ordini religiosi consola gli aflitti dona lavoro ai poveri proteggi i bimbi solleva gli infermi assisti i moribondi libera le anime del purgatorio gloria al padre al figlio ed allo spirito santo buona e santa giornata atutti

  3. Pingback: Cos’è la Rivelazione Cristiana? « filia ecclesiae – carpe gratiam

  4. Pingback: Il Mistero del Male e la Provvidenza Divina « filia ecclesiae – carpe gratiam

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