Cos’è la Rivelazione Cristiana?

Anno della Fede – La Rivelazione Cristiana (IV)

La rivelazione è l’atto con cui Dio si manifesta all’uomo. Egli si fa conoscere prima di tutto tramite la creazione dell’universo, che riflette gli attributi divini di per sé invisibili, ed è questa la rivelazione naturale: attraverso cui con la semplice ragione l’uomo può avvicinarsi alla conoscenza di Dio. Poi in maniera particolare, Dio si è manifestato per mezzo dei profeti e di Gesù Cristo, facendoci conoscere direttamente verità di per sé naturali, come l’immortalità dell’anima, ma anche verità che superano la ragione umana, come il mistero della Santissima Trinità (ccc,da 54 a 67).

Rivelazione soprannaturale: questa si definisce quindi come un insegnamento fatto da Dio agli uomini, in ordine alla loro santificazione e alla vita eterna. Essa si è chiusa con la morte dell’ultimo apostolo, e la Chiesa ricevette dal Signore il mandato di annunciarla a tutte le genti perché, tramite la fede nelle verità rivelate, gli uomini potessero giungere alla salvezza. Compito della Chiesa è dunque trasmettere la Rivelazione intatta e approfondirla senza alterarla, attingendo dalle sue fonti che sono la Sacra Scrittura e la Tradizione (ccc,76/78/80/81/82).

Tradizione vs. Sacra Scrittura: Se poi focalizziamo la nostra attenzione sul rapporto esistente tra la Chiesa Cattolica, la Sacra Scrittura e la Tradizione come fonte orale della Rivelazione divina, possiamo osservare che la Tradizione apostolica è la fonte da cui sgorgò la Sacra Scrittura: la Scrittura è divinamente ispirata (ccc,105), la Tradizione è assistita dallo Spirito Santo sulla base delle ripetute promesse di Cristo; l’una raccoglie le verità contenute nel Credo, l’altra l’intera rivelazione divina; entrambe rappresentano la Parola di Dio: l’una,  in quanto parola scritta non può permettersi quella libertà espositiva che, al contrario, è la caratteristica dell’altra, in quanto parola detta. E poiché il Magistero non viene prima, e non sta al di sopra della parola di Dio, ma solo al suo servizio, esso non è mai autorizzato ad interferire sulla continuità oggettiva della parola detta e scritta (ccc,86).

Sbilanciare la propria attenzione sulla sola Sacra Scrittura e sulla sua esegesi storico-critica, come fanno da secoli i protestanti e come fanno, oggi, sempre più spesso anche i cattolici, significa dimenticare che la Chiesa ha, dunque, nella scrittura e nella tradizione le due fonti , non interamente sovrapponibili, alle quali attinge le sue verità e le sue certezze; viceversa le due fonti stesse hanno nella Chiesa Cattolica, e solo in quella, l’organo che riconosce e proclama la validità delle fonti stesse, asserendo con fermezza che, fin dagli inizi, non la Chiesa trasse la propria autorità dalle scritture, ma queste dalla tradizione (ccc,120). Fu Cristo, infatti, che stabilì Fede e dottrina su un tale fondamento. Donde il seguente principio: “Soltanto la parola di Dio, trasmessa per rivelazione alla Chiesa, è la regola della fede, la quale consta di due elementi: quello scritto e quello orale.” (R. Bellarmino)

Tra rivelazione e tradizione si dà fin da subito un evidente rapporto, in modo che la tradizione rappresenta il respiro stesso della Chiesa: una serie di eventi posti in essere da Dio attraverso Cristo e i dodici, una volta per tutte (ccc,75), e quindi circoscritti da ben determinati confini di spazio e di tempo, ma anche da far rivivere come un’eredita preziosa, in ogni tempo e in ogni dove, attraverso la mediazione degli organi ecclesiali a ciò predisposti. Grazie a tale mediazione, Cristo e gli apostoli continuano ad essere contemporanei di ogni battezzato, e grazie all’assistenza dello Spirito Santo la Parola continua a risuonare tra noi;  quella Parola al cui confronto tutte le altre ammutoliscono, poiché tutte le altre portano in sé lo stigma dell’effimero e il loro suono si spegne con il tramontare delle stagioni storiche, mentre la Parola divina è per sempre. Si deve dunque ribadire  che la tradizione assume un ruolo di particolare rilevanza, per due precisi motivi: in primo luogo, perché se ognuno si affidasse alla propria interpretazione del Testo Sacro, senza alcun riferimento all’autorità del Magistero, si cadrebbe nella deriva protestante; in seconda istanza, perché non tutto quanto Gesù a detto nel corso della sua vita terrena è contenuto nei Vangeli (ccc,113).E’ chiaro dunque che la sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio sono tra loro talmente connessi e congiunti che non possono indipendentemente sussistere e che tutti insieme, ciascuno secondo il proprio modo, sotto l’azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime” (ccc,95).

A cura di Palmiro CLERICI

(ccc: catechismo della Chiesa Cattolica)

Fine Minicat IV / Leggi anche IIIIII 

Categorie: Minicatechesi | Tag: , , , , , , , | 5 commenti

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5 pensieri su “Cos’è la Rivelazione Cristiana?

  1. 61Angeloextralarge

    Me lo sono letto con calma e ti ringrazio perché ci stai dando delle vere perle. Smack! :-D

  2. Mariella Santarelli

    benedetto il nome di maria vergine e madre benedetto Iddio nei suoi angeli e nei suoi santi gloria al padre al figlio ed allo spirito santo

  3. Pingback: Il Mistero del Male e la Provvidenza Divina « filia ecclesiae – carpe gratiam

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