Il Mistero del Male e la Provvidenza Divina

Mini-catechesi per l’Anno della Fede!

Dio non permetterebbe affatto il male, se non fosse abbastanza potente e abbastanza buono per ricavarne un bene più grande!” (S. Agostino)

Alluvioni, epidemie, guerre, sconvolgimenti storici e naturali di ogni genere hanno accompagnato fin dalle origini la vita dell’uomo. Ma se tutto è Divina Provvidenza, ciò significa che nulla accade senza che sia voluto o permesso da Dio: “Anche i capelli del vostro capo sono contati”, dice Gesù (Lc. 12,7).

La Divina Provvidenza non è altro che Dio, considerato non in se stesso, ma nel suo rapporto con le cose create. Così, sempre nell’animo umano, i terremoti, le catastrofi naturali, ma anche le guerre, le malattie o le persecuzioni provocate dall’uomo, furono considerate voci di Dio. Ciò non contrasta, per nulla, con il fatto che esista una spiegazione scientifica dei fenomeni naturali o che si debba fare ogni sforzo per limitare l’azione devastatrice di disgrazie naturali o provocate. Questo vuol dire che lo scienziato deve continuare ad indagare ed il filosofo ad interrogarsi sul significato del mondo, ma l’Autore della natura, con le sue forze e con le sue leggi, rimane Dio, che guida ogni cosa al suo fine, e permette talvolta che il male fisico o morale alteri il mirabile equilibrio insito nelle leggi dell’universo, e questo sempre e solo per portare a compimento i suoi misteriosi disegni, che spesso non comprendiamo.

Si possono offrire due immagini del mondo: una magnifica e l’altra orribile. La sapienza non sta forse nel dire: quello che io vedo di bene mi insegna ad affidarmi al Creatore per il male che  non comprendo? Non dimentichiamoci che il male non è mai altro che la cessazione di un bene. Un giudizio sulla Provvidenza non appartiene che all’eternità!  ( A. Sertillanges)

Nel corso degli eventi storici la giustizia di Dio non è mai separata dalla sua misericordia. La collina del Calvario è il luogo e il momento in cui l’opera della creazione trova il suo compimento e l’amore di Dio per gli uomini raggiunge il suo apice. L’uomo ha però un anima immortale e un destino ultraterreno: se rifiuta la misericordia di Dio nel tempo conoscerà la sua giustizia nell’eternità. Per questo premio o castigo nell’eternità sono atti di giustizia inappellabili e conclusivi, mentre i castighi nel tempo sono atti di misericordia verso gli uomini o verso i popoli per chiamarli al pentimento.

Dio è buono, Dio è amore, afferma chi rifiuta l’idea che, in Dio, giustizia e misericordia siano inscindibili. Ma il Figliol Prodigo è perdonato dal Padre perché si è pentito del suo peccato, e può dunque fare ritorno alla casa paterna. Il Dio che punisce è anche il Dio che perdona. Inoltre, non si deve scordare che il male fisico serve anche per uniformarsi alle sofferenze redentive di Cristo: “Sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa”. (Col. 1,24)

Dio guarda le cose nella prospettiva dell’eternità: permette la sofferenza degli innocenti perché sa che questa, non solo è un occasione per la salvezza propria e degli altri, ma è anche insignificante rispetto all’immensa gioia del Paradiso. Il cristianesimo ci insegna che il male che dobbiamo davvero temere non è quello innocente, ma quello colpevole, cioè il peccato: perciò è fondamentale sapere cosa è bene e cosa è male, conoscere i divini comandamenti e metterli in pratica. Il cristiano non è un masochista, sa che la sofferenza, in se stessa, resta un male, ma diventa un bene in quanto trasformata da Cristo per la nostra redenzione. Infine, sapere che le mie sofferenze sono ordinate ad un fine superiore è certamente più consolante di credere che siano frutto delle cieche forze del caso, per un credente il caso non esiste! Non c’è santo che non sia diventato tale senza percorrere consapevolmente la via della croce.

“Dì ai peccatori che nessuno sfuggirà alle mie mani. Se fuggono davanti al mio cuore misericordioso, cadranno nelle mani della mia giustizia”. ( Dal diario di Santa Faustina Kowalska)

Palmiro CLERICI

(CCC. 272,273, da 302 a 308)

 

Fine Minicat V

Leggi anche I – II – III – IV

Categorie: Minicatechesi | Tag: , , , , , , | 7 commenti

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7 pensieri su “Il Mistero del Male e la Provvidenza Divina

  1. 61Angeloextralarge

    Questo è un altro di quei post da meditare e centellinare con cura. Grazie Karin! Smacl! :-D

  2. Meditate, gente, meditate! :D

  3. il male elementare watson molti non vogliono farsi il problema di dio e dio nella sua bonta’ sta facendo rivelare satana in tutta la sua malignita’ affiche’ l’umanifa’ se vuole salvarsi deve chiedere la sua misericordia altenativa non c’è o con dio o contro dio zona neutra non c’è

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