Festa della Sacra Famiglia

SANTA FAMIGLIA – Card. Giacomo Biffi

1344_geburt_christiNella famiglia umana come è stata pensata da Dio, lo sposo è totalmente diverso dalla sposa ed essere genitori è totalmente diverso dall’essere figli; ma sposo e sposa, genitori e figli devono essere un’unica cosa nell’unità della casa. Ciascuno ha un volto, un cuore, un’anima sua; e dall’unità dei volti, dei cuori, delle anime nasce e sussiste il miracolo della famiglia.”Dio, nella Trinità, vive così: nella diversità delle persone e nell’assoluta unità dell’essere, della potenza, dell’azione. E alla divina realtà si ispira il disegno che Dio ha pensato per noi. Ma noi siamo sempre tentati di sovrapporre al disegno del grande Artista i nostri scarabocchi, che spesso sono rovesciamenti integrali della prospettiva originaria. Invece di avvalorare i pregi della singolarità personale ci proponiamo il livellamento; invece di mirare a fonderci nell’unità, esasperiamo l’individualismo. L’uomo, si dice, è uguale alla donna: devono avere le stesse funzioni, gli stessi compiti, lo stesso tipo di vita, in modo da essere interscambiabili. I padri e i figli devono essere messi sullo stesso piano: tutti devono giudicare, decidere, comportarsi esattamente nello stesso modo. In questa maniera il progetto divino è capovolto, e la famiglia, uscita dai binari che sono stati predisposti per lei, procede nella storia tra crescenti disagi.

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Festa della Sacra Famiglia – S. Em. Card. Carlo Caffarra

1. Cari fratelli e sorelle, vorrei iniziare la nostra meditazione sulla Parola di Dio dalla considerazione del fatto che la Chiesa nella celebrazione del mistero natalizio, ha voluto inserire la memoria della Santa Famiglia di Nazareth.
Il Verbo facendosi carne, ha voluto entrare nella vicenda, nella storia umana attraverso la famiglia. Egli infatti volle avere una madre: essere concepito nel grembo di una donna. Volle avere un padre legale. Nasce dunque e cresce dentro quelle fondamentali relazioni famigliari di cui ci ha parlato la prima lettura.
Il Concilio Vaticano II afferma del Figlio di Dio, che nell’Incarnazione «si è unito in certo modo ad ogni uomo» [Gaudium et spes 22]. La Chiesa quindi non può non considerare il servizio alla famiglia uno dei suoi compiti essenziali, poiché la famiglia è stata la via che il Verbo ha percorso per venir ad abitare in mezzo a noi; perché la famiglia è la prima e più importante via che ogni uomo percorre.
La pagina evangelica appena ascoltata narra precisamente le prime vicende della famiglia del Verbo incarnato.
L’inizio però di questa singolare storia è segnata misteriosamente dalla nascita del Bambino e dal pericolo che Egli deve subito affrontare. Il Neonato deve subito essere salvato da un potere che voleva ucciderlo. L’annuncio della vita – «oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore» – è subito fortemente contrapposto ad una minaccia di morte: «Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».
Questa pagina non è solo la narrazione di una storia; è anche un annuncio profetico: dentro alla storia umana esiste un conflitto fra il dono della vita e la minaccia della morte: la vita è insidiata dalle forze del male. E questo conflitto ha in primo luogo come “oggetto” la persona umana già concepita e non ancora nata.

La minaccia alla vita concepita non dimora solo nella coscienza di singoli, ma nel nostro tempo si è concretizzata come contenuto di una cultura che non è ingiusto chiamare «cultura della morte», come ideologia, come ordinamento giuridico. L’affermazione centrale di questa cultura ed ideologia è la seguente: il concepito non ancora nato non ha un diritto assoluto e incondizionato alla vita. In linea di principio oggi ogni concepito è così esposto alla minaccia di morte. Come il neonato bambino Gesù nel Vangelo.

Due sono le vie principali attraverso cui si cerca di entrare nelle coscienze per persuaderle a fare propria questa cultura di morte:
La prima è la negazione della dignità di persona al concepito, non ancora nato, contro ogni evidenza originaria e le più avanzate acquisizioni della scienza.

La seconda, più subdola, è un fenomeno linguistico: evitare di chiamare  le cose col proprio nome, così da esimersi dal coraggio di  guardare in faccia la verità.

Cari fratelli e sorelle, la pagina odierna del Vangelo ci invita a stare dalla parte non del potere che uccide ma della vita che nasce, senza ambiguità. La soppressione deliberata di un essere innocente, e tale è senza dubbio il concepito, non può mai essere giustificata.
Come, allora, si possono moralmente accettare leggi che permettono di uccidere la persona già concepita e non ancora nata? Il diritto alla vita non è appannaggio solo di persone adulte e sane.
Ma fra le minacce alla vita, fra le espressioni della cultura della morte non posso tacere tutte quelle condizioni obiettive, strutturali che rendono difficili e perfino ostacolano l’apertura al dono della vita: le difficoltà economiche; una politica della casa progettata a misura dell’egoismo di singoli; la difficoltà dei giovani nel mercato del lavoro.

2. «Al di sopra di tutto» ci ha appena detto l’Apostolo «vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione».
Queste parole ci indicano la via percorrendo la quale diamo vita ad una vera cultura della vita: la via della carità. È percorrendo questa via, ci dice l’Apostolo, che si costruisce una società nella quale ogni persona, anche la più debole, è accolta.

Accenno solamente, e termino, ad alcuni passi necessari per percorrere la via della carità.

Il primo e fondamentale consiste nella formazione di una retta coscienza morale circa il valore assoluto ed incondizionato di ogni vita umana.
Il secondo consiste nel riscoprire il legame fra la libertà e la verità: sradicare la libertà dalla verità delle cose e delle persone è la premessa della tirannia, anche se mascherata dal conteggio di maggioranze e minoranze.
Ma soprattutto, ed infine, al centro di ogni cultura, di ogni civiltà sta l’atteggiamento verso il mistero di Dio. Togliete dal cuore dell’uomo il timore di Dio e renderete possibile ogni prevaricazione dell’uomo sull’uomo.

La santa Famiglia è l’esemplare del vero amore. Protegga essa le nostre famiglie e le custodisca nella carità.

Holy Family

Categorie: Avvento - S. Natale, VITA sempre! | Tag: , , , , , , , , , , , | 18 commenti

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18 pensieri su “Festa della Sacra Famiglia

  1. Ogni volta che sento parlare di famiglia, penso al fratello di una mia amica che da sempre dice : ‘La mia famiglia sono io’. .. :|
    Buona e santa festa, ciao!

    • 61Angeloextralarge

      leavemeaphoto: è comunque una famiglia… il tuo amico ha sposato la solitudine e ha generato l’egoismo (o viceversa?). :-( O forse dice così rendendosi conto da solo che sta parlando a vanvera perché in realtà è uno dei tanti che non è stato “capace” di realizzare una unione seria (paura, immatutità affetttiva o quanto altro?). Quanti sinle “per scelta” conosco! Tanti lo sono per scelta perché bastonati da vecchie relazioni fallite.

      • No, ha ragione lui. Ha una storia impossibile.. a volta la famiglia che ti genera non sa fare altro e nel suo caso, la sua famiglia è davvero solo lui, perchè non può contare su altri ‘aiuti’ e ‘sostegni’… esistono anche casi così, purtroppo!
        Se fai un giro nelle case di accoglienza, ne trovi in quantità industriale .. figli che non vanno ai funerali dei padri, madri che non sanno e non vogliono saperne di figli sparsi chissà dove .. esiste anche un’umanità da educare alla vita!

        • 61Angeloextralarge

          leavemeaphoto: avevo capito male!
          L’ho già fatto un giro nelle case di accoglienza, anche piuttosto lunghetto.. e confermo quello che dici, anche se purtroppo queste situazioni ci sono anche al di fuori delle case di accoglienza. E’ triste ma andare d’accordo è una fatica da rinnovare ogni momento e non sempre bastano le buone intenzioni. Se poi le buone intenzioni non ci sono… il Ciel ci aiuti e ci perdoni!

          • Oh si, esistono. La mia stessa famiglia non era un esempio di famiglia. Spero tanto che tuo fratello sia credente, perché allora valgono per lui come lo è stato per me, le parole del Papa: “Chi crede, non è mai solo!” Ed è vero, anche nella vita pratica oltre che affettiva. Mi fanno pena e tenerezze queste persone nelle case d’accoglienza che conosco anch’io.
            Ma anche sua sorella è messa male così?

  2. 61Angeloextralarge

    Fuori tema ma recentissimi (scusate la lunghezza):

    Medjugorje

    25 dicembre 2012, apparizione alla veggente Marija:
    DOPO L’APPARIZIONE, LA VEGGENTE HA DETTO:
    La Madonna è venuta con Gesù Bambino tra le braccia e non ha dato Messaggio, ma Gesù bambino ha iniziato a parlare e ha detto: “Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti”. La Madonna e Gesù Bambino, insieme, ci hanno benedetto con il Segno della Croce.

    COMMENTO PERSONALE DI MARIJA SUBITO DOPO IL MESSAGGIO:
    È la prima volta che Gesù parla, e siamo tutti sorpresi. È stata una forte emozione per me, dopo l’apparizione ho cominciato a piangere, normalmente sono gioiosa ma oggi ancora più gioiosa perché è una cosa straordinaria, mi commuove, ci ha benedetto e ci ha detto queste parole, per la prima volta in assoluto. La Madonna è arrivata come ogni anno con Gesù Bambino in braccio… a un certo momento aspettavo il Messaggio, ma è rimasta in silenzio… e Gesù si è drizzato, è diventato come il Re della Pace… è rimasto Bambino, ma con autorità ha detto queste parole. Sono rimasta scioccata perché per la prima volta Gesù mi ha parlato, a Medjugorje Gesù non ha mai parlato… ha parlato con grande autorità… pur restando piccolo… con aspetto regale… una cosa così mai me l’aspettavo… la Madonna è venuta ogni anno per 31 anni a Natale col Bambino in braccio, ma è la prima volta che Gesù Bambino ha parlato…

    25 dicembre 2012, apparizione al veggente Jacov:
    “Cari figli! Donatemi la vostra vita e abbandonatevi completamente a me perché io possa aiutarvi a comprendere il mio amore materno e l’amore del mio Figlio verso di voi. Figli miei, io vi amo immensamente ed oggi, in modo particolare nel giorno della nascita del mio Figlio, desidero accogliere ciascuno di voi nel mio cuore e donare le vostre vite al mio Figlio. Figli miei, Gesù vi ama e vi dona la grazia di vivere nella Sua misericordia, ma molti dei vostri cuori sono presi dal peccato e vivete nelle tenebre. Perciò, figli miei, non aspettate, dite no al peccato e offrite i vostri cuori al mio Figlio perché soltanto così potrete vivere la misericordia di Dio ed incamminarvi sulla via della salvezza con Gesù nei vostri cuori”.

    28 dicembre 2012, apparizione al veggente Ivan:
    IL VEGGENTE HA DETTO:
    Desidero descrivere brevemente l’incontro di stasera con la Madonna con queste parole che io ho, perché descrivere l’incontro con la Madonna è molto difficile, poiché ogni parola è povera per poter descrivere a parole la bellezza di questo incontro e, in particolare, è veramente molto difficile descrivere l’amore della Madre. Perciò desidero dirvelo con queste parole che io ho, nel modo più breve e più semplice. Anche stasera la Madonna è venuta a noi molto gioiosa e felice. All’inizio ci ha salutato tutti col suo consueto materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.
    Poi la Madonna ha pregato qui su tutti noi per un tempo prolungato con le mani distese e ha pregato in particolare su voi malati presenti. Poi la Madonna ha detto:

    “Cari figli, anche oggi desidero invitarvi alla gioia, vi invito di nuovo alla gioia. Nello stesso tempo, vi invito alla responsabilità. Cari figli, accogliete responsabilmente i miei messaggi e vivete i miei messaggi, perché, vivendo i miei messaggi, desidero condurvi a mio Figlio. In tutti questi anni in cui sono insieme a voi, il mio dito è rivolto verso mio Figlio, verso Gesù, perché desidero condurvi tutti a Lui. Perciò, anche nei prossimi giorni, ponetevi questa domanda: “Che cosa posso fare perché il mio cuore sia più vicino a Gesù?”. Che questa domanda vi guidi. Dite a voi stessi: “Che cosa devo lasciare? Che cosa devo rifiutare, perché il mio cuore sia più vicino a Gesù?”. Pregate, cari figli! Io pregherò per tutti voi, affinché la vostra risposta nei vostri cuori sia: “Sì, desidero essere più vicino a Gesù!”. Grazie, cari figli, perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata e avete detto sì”.

  3. paola

    Spero di non “invadere” troppo, Karin. Siamo immersi qui a Roma nel clima di accoglienza verso i giovani pellegrini di Taizè. Il nostro caro BXVI li ha accolti in piazza San Pietro ieri pomeriggio. http://magisterobenedettoxvi.blogspot.it/2012/12/il-papa-ai-giovani-di-taize-il-canto-e.html

  4. Ho visto tutto, Paola, commovente il Papa, felice di trovarsi in mezzo a gente “normale” che prega e canta. Si vede che là dove abita abitualmente, l’atmosfera non è delle migliori. :(

  5. paola

    – …«Poi il Signore Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile”… Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: “Questa volta essa é carne della mia carne e osso delle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta”. Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie ed i due saranno una sola carne». (Gen 2, 8; 21-24)
    Alcuni elementi sono immediatamente evidenti:
    1. Dio ha creato l’uomo e la donna “a sua immagine e somiglianza”. Li ha quindi caratterizzati intrinsecamente con la stessa forza della sua intimità “circolare” che trova due ambiti naturali di attuazione, quello verso il proprio simile (uomo/donna) e verso Dio
    2. Dio ha creato l’uomo e la donna per la relazione reciproca e con Lui, sin dal concepimento del genere umano; la nascita dell’essere umano e del concetto di relazione sono contemporanei
    3. Le diversità dell’uomo e della donna non sono un ostacolo alla relazione, ma ognuno porta in essa i frutti della propria specificità ed, anzi, ciascuno è complementare all’altro
    4. L’intimità che le tre Persone della Trinità vivono reciprocamente è la stessa che esiste tra gli sposi, è un’intimità sponsale
    5. Dio ha posto nell’essere umano un tratto distintivo rispetto a tutte le altre creature: la ricerca della felicità, della pienezza dell’amore e dell’intimità (con lo/la sposo/a e con Dio).
    Più in dettaglio: a) Dio trinitario é fonte dell’amore e dell’intimità sponsale; b) l’uomo e la donna sono parte di tale realtà divina e la rendono visibile nel mondo ripetendo l’esperienza di relazione e di intimità di Dio all’interno del matrimonio; c) il matrimonio è sacramento che contiene tutte le dimensioni della vita spirituale; d) il matrimonio sacramento “istituzionalizza” la coppia e la proietta nella dimensione di famiglia; e) la santità è la risposta piena a questo piano divino. – …
    Che cos’è una coppia, che cos’è una famiglia,….
    Sembrerebbe una lettura ovvia, arcinota, e invece sappiamo che oggi è bene ricordarla, riproporre che “..l’erba è verde” come diceva Chesterton.

  6. Grazie, Paola!
    Oggi l’erba ha i colori che uno desidera di vedere intorno a se. L’uomo non sa più che cosa sia la felicità, quella profonda che unisce al Creatore e riempie ogni cellula del nostro essere. Ci si accontenta di soddisfazioni personali, del godimento sessuale di tutti i generi, di un lumicino intellettuale… Ciò che per la Chiesa è una mancanza grave, oggi è uno stato comune: non esiste quasi più, nella collettività, il senso religioso. Anche il semplice atto di andare a Messa, di per sé già buono, è spesso alimentato da un motore veniale: dopo ci vediamo con gli amici, così esco un po’, dopo ho giusto il tempo di prendere l’aperitivo, etc. Nulla di male in questo, ma se diventano lo stimolo per andare alla Santa Messa, il centro -Cristo- è stato spostato in periferia. E Cristo è li, nel Tabernacolo e nell’Ostia consacrata e aspetta ed accetta tutti…Ma rimane un ospite di periferia. E Dio si ritira non perché ci vuole punire, ma perché noi ci siamo già puniti con la Sua assenza. Io sono ancora cresciuta con il senso del bene e del male, la generazione dopo, confusa, non sa più distinguere nel viscido mare delle interpretazioni di queste parole, nella ricerca di soddisfazioni superficiali e abominevoli. Considerando che non soddisfanno mai veramente, il mondo si sta spingendo verso un abisso di “non ritorno”. Non possiamo far altro che essere cristiani contagiosi che, più che con le parole, convincano per trasmettere la vera gioia, la felicità di Dio. Singolarmente, in coppia e in famiglia.

  7. Mariella Santarelli

    Signore Ges benedici sempre le nostre famiglie ti prego per le famiglie dei miei figli Signore angeli e Santi tutti del paradiso pregate per queste famiglie e proteggetele Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome venga il tuo regno sia fatta la tua volont come in cielo cos in terra dacci oggi il nostro pane quotidiano rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori non indurci in tentazione liberaci dal male Signore ti prego libera dal male queste famiglie gloria al padre al figlio ed allo spirito santo ora e sempre buon 2013 a tutto il mondo

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