Regina della pace, l’arma di Dio

Premessa: gli errori grammaticali, le sviste e qualunque parola non esatta, sono espressamente voluti. :-)

Medjugorje-GnuckxPer poter riuscire a comprendere che cosa mi sia accaduto, devo iniziare il mio racconto su Medjugorje parecchio tempo prima, altrimenti perderebbe la grandezza della tattica usata da Dio per cambiare radicalmente la mia vita. Tuttavia cercherò di condensare la testimonianza il più possibile e aggiungo che mi costa moltissimo raccontare questi fatti perché sono un grande tesoro nascosto nel mio cuore e spero soltanto che possa essere di aiuto a maggior gloria di Dio e di Maria:

Avevo conosciuto Domenico, il mio fidanzato di allora e oggi mio marito, quasi al termine del mio soggiorno a Milano per svolgere il mio incarico da ragazza alla pari. Grazie a lui ho sentito parlare per la prima volta approfonditamente della religione cattolica, in un periodo poi, nel quale la fede mi era del tutto indifferente per vari motivi. Le sue parole echeggiavano nella mia mente una volta seduta in treno per tornare in Germania ed ero immersa in una profonda nostalgia e tristezza.

Tornata a casa mi sono riavvicinata alla mia vecchia comunità protestante per finire ad esser impegnata al massimo nelle attività del Centro di Evangelizzazione staccato da tutte le chiese ed autonomo, senza quindi percepire un sostenimento dallo stato. Ma come se non bastasse, ho anche accettato di lavorare per loro coprendo varie mansioni, da articoli per il giornale alle trasmissioni via radio e segretaria tuttofare.

Continuavo ad aggiornare Domenico sulle mie esperienze con Dio, ero piena di entusiasmo e finalmente tornata nel mio vecchio ambiente. Dalle sue lettere incominciò a trasparire la paura di perdermi e io, presa dalle tante attività, sentivo che qualcosa stesse per cambiare, per finire.

Quante volte avevo trovato la casella di posta strapiena di tanti libri cattolici, dalla “Summa Theologiæ” di San Tommaso d’Aquino al Catechismo della Chiesa, c’era di tutto, e in latino.

Col senno di poi, sento una tenerezza infinita per lui, perché vedo in questo gesto un tentativo, quasi disperato, di salvarmi in extremis, ma allora ero in uno stato di euforia causata da una fede ritrovata e con le belle novità che ne erano scaturite. Così non ero più in grado di considerare il suo amore come tale. Avevo dato un’occhiata veloce ai vari scritti che mi aveva inviato, ma non sapevo che cosa farmene,  troppo grandi erano le differenze tra quello che avevo letto e quello che stavo vivendo, due mondi diversi. Dopo uno scambio molto intenso di lettere, ci siamo lasciati e mi sono tuffata senza riserve nelle mie attività.

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 Però…

 …dopo due anni avevo avvertito un senso di insoddisfazione che, interpretandolo come tentazione, ho allontanato da me sono andata avanti per la mia strada. Ma nonostante le preghiere, questo mio stato interiore non solo era rimasto ma stava aumentando fino al punto da dargli voce: “E’ tutto qui? E’ davvero tutto ciò che Dio aveva da offrirmi?” Ma non ero ancora pronta a cercare una risposta e mi immersi ancora di più nel lavoro in questo Centro di Evangelizzazione.

Fu inutile, una domanda aperta richiede una risposta precisa e la mia “Tutto qui?” era urgente e importante e sapevo che non la potevo porre a nessuno là, dove stavo lavorando.

Una sera, tornando a casa, trovai nella mia cassetta della posta una lettera voluminosa di mia madre. Aprì la busta e ne trovai dentro un’altra, dall’Italia, da Domenico. Mi aveva scritto al mio vecchio indirizzo e mia madre mi aveva inviato la lettera. Leggendola, il tempo di lontananza è stato spazzato via in un colpo solo. Ho chiamato un centralino internazionale per farmi dare il suo numero di telefono e la sera stessa l’ho chiamato. Mi ha risposto subito, e quando ha sentito la mia voce e il mio nome, è rimasto sotto choc e mi ha attaccato il telefono in faccia. Giusto il tempo per riprendersi, informarsi sul mio numero e mi ha richiamato. Il fine settimana successivo è venuto a trovarmi, attraversando (sbagliando strada!) le Alpi con un braccio ingessato fino alla spalla. Ci siamo ritrovati come se non fossimo mai stati separati. Una grazia! Il problema della differenza fra la sua e la mia religione, ovviamente si è fatto vivo, con la differenza che finalmente ero pronta di ascoltarlo attentamente e prendere sul serio le sue argomentazioni.

01Nei mesi successivi, si è delineato maggiormente un piano di Dio su di noi, ma ancora non sapevamo come, perché né io, né tanto meno lui eravamo disposti a lasciare la nostra religione così com’era impensabile per noi un matrimonio basato su due religioni differenti. Ebbene, abbiamo incominciato a pregare per una conversione reciproca ma più pregavo il mio “Gesù protestante” più mi si apriva davanti agli occhi lo scenario che sarei stata io a dover cambiare, meglio: convertirmi.

Alcuni mesi dopo mi sono licenziata, ho fatto i bagagli e mi sono trasferita a Milano con l’unica certezza che il Signore avrebbe risolto i nostri problemi.

Un giorno ci siamo recati a Padova e mentre stavamo per visitare la Basilica di S. Antonio, ebbe inizio la Santa Messa. Ora non so se lo erano per davvero, ma ho visto i monaci belli, raggianti e per nulla sembravano così imbalsamati come spesso i sacerdoti venivano descritti nel mio ambiente. Mentre procedeva la Messa stavo osservando incantata la chiesa quando improvvisamente successe qualcosa che mi aveva colta completamente impreparata e soltanto parecchio tempo dopo ho compreso di che cosa si trattava: la consacrazione. Ricordo soltanto che mi venne a mancare l’aria, non riuscivo più a respirare e corsi fuori. Mi sono seduta in un Bar per prendere un cafè ed aspettare Domenico, non desideravo parlare di quel che era successo, volevo soltanto averlo vicino. Sembrava che il cuore dovesse scoppiarmi. Può sembrare assurdo, ma da quel momento avevo deciso di accompagnare il mio fidanzato ogni Domenica alla Santa Messa, sentivo il bisogno di farlo, e mai più mi capitò un “incidente” come a Padova, pur avvertendo che c’era qualcosa che mi rimaneva nascosta.

Dopo questa esperienza iniziò il periodo più intenso, più bello e più difficile della mia vita. Il vecchio stava per allontanarsi mentre il nuovo mi incuteva ancora paura. Mi ero rifiutata di lasciarmi andare a sensazioni che cercavano di conquistarmi, temevo di tradire Gesù, quel “Gesù protestante”, non volevo peccare avvicinandomi alla Chiesa cattolica.

Ero in grado di comprendere il culto dei defunti, il purgatorio era di una logica eloquente come altri dettagli del Cattolicesimo, ma assolutamente non potevo accettare e neanche comprendere la devozione a Maria e il Primato di Pietro. Nel mio cervello si ergeva un muro che mi impediva di andare oltre, di vedere oltre e la coscienza mi gridava se c’avessi provato, sarei caduta in grave peccato.

Avevo incominciato ad accompagnare mio futuro marito da Padre de Bernardi, Gesuita di San Fedele (bravissimo!), che mi stava ascoltando con tanta pazienza e affetto, senza mai entrare in merito, e solo dopo venni a sapere che stava pregando per me, come tanti altri, ai quali debbo molto.

Ma in uno di questi incontri incominciò a parlarmi di Medjugorje, della Madonna, di apparizioni. Oh mamma mia….! Stavo per salutarlo quando mi regalò un sottile libricino.

E poi…

 …venne quella notte che stavo seduta nel mio letto, gridando al Signore tutta la mia pena, disperatamente. Ero li, a Milano con un fidanzato che era il mio dono di Dio ma i problemi non si erano ancora chiariti, ero in confusione, disorientata. Mi ero messa a gridare per avere il Suo aiuto, avevo implorato l’illuminazione quando il mio sguardo cadde su quel libricino.

Lo presi, iniziai a leggerlo e rimasi si colpita dal racconto, ma ciò che mise il mio cuore in ginocchio furono le parole usate da Maria per parlare di Suo Figlio. Questo Suo amore totale per mendicare lo stesso amore verso Suo Figlio, mi toccò profondamente. No, di più.

Una breve, intensa battaglia e con le lacrime agli occhi dissi a Gesù:

“Signore, se tutto questo è vero, se è vero quello che la Chiesa cattolica afferma di Maria e del Papa, me lo devi far capire, da sola non ce la faccio, ho paura di peccare, aiutami perché senza di Te non ce la faccio!”

 “Ma tu, vuoi crescere o no?!” mi chiese una voce maschile forte e chiaro nel silenzio della notte. Risposi: “si”, e subito dopo mi ero ritrovata come spettatrice durante l’Ultima Cena e davanti a me appariva, come in un film, la Storia della Chiesa. Oh, Mamma mia!

Dopo questa esperienza che non so quanto sia durata, continuai a piangere e ridere tutto insieme con una gratitudine gioiosa e soprattutto perché mi è stata tolta la memoria di quello che avevo appena visto, meno la scena iniziale dell’Ultima Cena.

Era mezzanotte passata quando avevo chiamato Domenico per dirgli: “Io credo!”

Il giorno dopo siamo andati da Padre De Bernardi e gli ho raccontato tutto. Era il ritratto della felicità.

Qualunque giudizio la Chiesa esprimerà su Medjugorje, io non mi sono convertita li, ma era Medjugorje che era venuta a trovarmi. La Regina della Pace mi aveva donata la pace interiore per non dover mai più chiedere: “E’ tutto qui?”

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Karin

Categorie: Testimonianze | Tag: , , , , , , , , , , | 37 commenti

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37 pensieri su “Regina della pace, l’arma di Dio

  1. Ho pianto e riso nello stesso istante (Leggendo) La conversione non può essere regolamentata e Dio che decide tutto e nello stesso tempo apre il cuore di chi chiama a se! Nonostante che Egli lo faccia per tutti e in ogni momento! Sta a noi saper leggere attraverso l’ermeneutica esistenziale degli avvenimenti saperli leggere nella giusta dimensione e con il dono della Fede ricevuta saper attingere nella preghiera per dire sempre “Io Credo”

    • Bellissimo commento, Giovanni, hai ragione, è proprio così.
      Sono certa che Dio abbia uno spiccato senso dello humor, per non parlare della fantasia della quale è Padrone. :)

  2. 61Angeloextralarge

    Karin: che grandi cose fa il Signore per noi! E con un’Assistente specialissima!
    grazie per questa tua testimonianza. Supersmackgigante! :-D

  3. La tua testimonianza è stupenda, e ti ringrazio di averla condivisa con tanta semplicità. Intuisco qualcosa di quanto dev’esserti costato deciderti a raccontare tutto questo, e ti sono ancora più grata per questa ragione. Sono davvero commossa, ed anche per un motivo tutto personale: padre Debernardi, il gesuita di San Fedele che ha pregato e ti ha guidato su questa strada di conversione, era un intimo amico di mio padre. Per anni è stato una presenza abituale nei discorsi della mia famiglia. Avevo anche scritto alcune cose per la rivista che lui pubblicava. Vedi com’è piccolo (e bello) il mondo!… Grazie ancora :)

    • Ma dai?! Ci ha anche sposati, per la prima volta aveva lasciato l’Italia e si è recato in Germania per sposarci. Avrò di certo una foto con lui al matrimonio e quando la trovo te la posto.
      Grazie di cuore, Vittoria, sono commossa di questa “coincidenza”, e si, mi è costato molto, ma ora sono davvero felice di averlo fatto! :D

  4. Grazie della condivisione!
    Ogni conversione è una storia a sé stante, Dio non si ripete mai, ogni volta è nuovo, ama singolarmente ognuno di noi e ha una strada diversa per ognuno di noi.

    • Siamo unici e ognuno di noi è irripetibile. Così, come hai scritto agapetos, sono anche le nostre storie del incontro con Dio. Soltanto strada facendo capita spesso che ci si aiuta e possiamo trovare in un altra persona quello di cui avevamo bisogno. Ed è bellissimo perché non siamo soli.

  5. Grazie, Karin. Conosco la fatica di certe parole, ma proprio per questo ‘grazie’, anche da parte della Madonna ;)
    Un abbraccio grande!

  6. Paola

    Ho letto tutto……grazie.

  7. Questa testimonianza personale è una ricchezza per tutti. Tra i tanti spunti interessanti sottolineo la delicatezza e la fermezza che dobbiamo avere quando siamo di fronte ad una persona di un’altra fede o atea. Penso anche alla sofferenza unita alla speranza di Domenico che Dio ha premiato donandole la sposa che ha desiderato vestita a festa anche interiormente. C’è solo una piccolissima macchia in tutto il quadro: sei diventata anche interista. Grazie.

    • Sapessi, exileye, quanto mi fa soffrire se leggo, sopratutto su Fb, gli attacchi ai protestanti ed i vari sub-gruppi, e tanti commenti e post di una cattiveria non degna della Religione cattolica. Se io sono nel vero, nel giusto, non ho bisogno di attaccare ma cercare di comprendere. Se un protestante viene cresciuto con la convinzione che il Santo Padre impersona l’Anticristo, come si pensa che reagisca? Certo che loro sono aggressivi perché nella loro dottrina sono isolati, non hanno l’apertura mentale che caratterizza il cattolico, o almeno dovrebbe. Vedo aumentare una spaventosa bigotteria. Quanto sarebbe più proficuo di pregare per loro visto che la maggior parte prende molto sul serio la fede. Sarebbero degli ottimi cattolici e la loro radice è questa, ma non lo sanno, non lo percepiscono perché non gli viene data l’opportunità, almeno alla maggioranza.

  8. Renata

    Karim poche parole ma sento che in un certo senso sono tue..Eccomi sono la seva del Signore,avvenga di me cio’ che hai detto. :-)

  9. Mi hai commossa! Sigh! :’-) Un abbraccio forte.

  10. Grazie, Karin! Un fraterno abbraccio da adr.

  11. Avevo sentito questo racconto dalla viva voce di Karin, ma rileggerlo mi ha fatto comprendere meglio la bellezza di questa storia di due amori, quello umano e quello divino, che si sono intrecciati nella sua vita. Grazie, Karin!

  12. Lui ti ha proprio fatta Sua…

  13. Mariella Santarelli

    gloria al Padre al Figlio ed allo spirito santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli amen gloria gloria gloria al Padre

  14. Chiara

    Ciao Karin,
    leggo solo oggi perchè sono stata via qualche giorno.
    Che dire…Grazie a Gesù e Maria per il loro intervento “diretto”, ma anche per averti messo a fianco una persona così evidentemente speciale!
    E grazie a te per averci abbracciati con una cosa così personale e bella come la tua conversione.

  15. Pingback: Medjugorje: Commissione chiude lavori « filia ecclesiae - carpe gratiam

  16. Ogni conversione ha una storia particolare, ha un profilo personale … la tua ha la faccia materna di Dio: Maria … che il Signore ti benedica per questa bella testimonianza (seme garantito, per altre storie e per altre conversioni) …

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