Il prodigio della vita!

Come sono grandi le tue opere Signore, quanto profondi i tuoi pensieri. (Sal. 91)

65371-preview-pressemitteilung-prosieben-television-gmbh-das-wunder-des-lebens-bei-galileoL’uomo può fare molte cose, manipolando con la tecnica la realtà fisica che lo circonda, ma non sarà mai in grado di produrre l’essere dal nulla. Tutto ciò che esiste, dal granello di sabbia alle vette dei monti, dal filo d’erba al bimbo che nasce, riceve da Dio l’essere in ogni momento della sua esistenza. Ma l’Altissimo assegna anche alle cose create un fine da conseguire, e verso questo fine le guida e le dirige. Questo scopo è Dio stesso, il primo principio che da nulla dipende, da cui tutto deriva, a cui tutto ritorna: “alfa e omega, primo e ultimo, principio e fine.” (Ap. 22,13)

Una cellula nel corpo di una donna, inizia a dimezzare il numero di cromosomi e si prepara ad essere fecondata da un’altra, che proviene da un corpo mai visto e di cui non conosce nemmeno l’esistenza. Lo spermatozoo ha fatto lo stesso percorso e si prepara ad affrontare un viaggio nell’ignoto di uno spazio che non conosce. Solo i gameti maschile e femminile compiono queste trasformazioni: tutte le altre cellule del nostro corpo, e sono miliardi, non lo hanno mai fatto e mai lo faranno. L’uovo accetta la penetrazione dello spermatozoo: nessun’altra cellula accetta di fondersi con una cellula estranea. L’uovo è stato fecondato e così parte la freccia di una nuova vita. L’embrione, questo corpo estraneo che “stranamente” non viene rifiutato, ha iniziato la sua esistenza autonoma: che la madre vegli o dorma, egli si sviluppa secondo leggi e percorsi minuziosamente stabiliti. Una rete stupenda di eventi biologici si estende lentamente e inesorabilmente facendo emergere la sagoma di un nuovo individuo. Ci pensa lui, fa tutto lui, basta conservargli il cordone ombelicale che lo lega alla “vita” della madre. Terminato lo sviluppo, il bambino avvisa la madre che è ora di uscire, e così induce il parto. Passando attraverso un foro strettissimo e con opportune torsioni esce all’aperto ed inizia ha respirare con un apparato (i polmoni) che fino a pochi secondi prima non serviva a nulla e nemmeno sapeva di avere. Bastano queste semplici considerazioni per spingerci a chiedere: da dove viene questo inesauribile miracolo? La vita, lo sappiamo, non si genera dalla “non vita”, ogni essere vivente deriva da un altro essere vivente della stessa specie. L’uomo vive, le sue cellule vivono, ma le molecole e le sostanze chimiche che le compongono non sono “vive”, sono semplicemente i requisiti necessari per la vita così come la conosciamo. La stessa materia di cui sono fatte le stelle e i pianeti, compresa la terra su cui camminiamo, è in  grado di produrre esseri pensanti. L’uomo si nutre di animali, i quali a loro volta si nutrono di erbe, le quali a loro volta dalla terra nascono e traggono nutrimento. In definitiva tutta la massa corporea di cui siamo fatti, fino al capolavoro del nostro occhio e alla cellula più delicata del nostro cervello, trae origine da sostanze chimiche contenute nel suolo che calpestiamo. Si rifletta sul prodigio di un corpo vivente formato da miliardi di cellule, che continuamente replicano e vengono sostituite da altre cellule; questo corpo che cambia nel tempo, pur restando immutabilmente se stesso. Tutto è sgorgato da quella prima cellula germinale, quel microscopico ovulo fecondato, così delicato che basta un soffio e un po’ di luce per distruggerlo.

Questo è il vero, il supremo capolavoro di Dio: il prodigio della vita.

Qualcuno ha paragonato l’universo ad un immenso orologio, solo un po’ più complicato. Pensiamo ora al colossale meccanismo, mirabilmente solidale, dell’universo in movimento. Di fronte alla complessità e bellezza delle sue parti e del suo tutto, allo splendore delle sue leggi, che vanno dalle meraviglie della chimica e della fisica alle stupefacenti proprietà della vita, dei sensi e del pensiero, la perfezione dell’orologio appare ben misera cosa, un niente. Il fiore sbocciato dell’universo  è una cattedrale di cattedrali, e a noi non resta che toccare col ginocchio la terra e recitare: “Dominus non sum dignus”. (P. Landucci)

(CCC 31,32,33,36,37,39,41,43,50,159, 282 al 289)

Palmiro CLERICI 

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Minicatechesi per l’ Anno della Fede – Fine Minicat VIII

Categorie: Minicatechesi, VITA sempre! | Tag: , , , , | 13 commenti

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13 pensieri su “Il prodigio della vita!

  1. 61angeloextralarge

    Bello, bello, bello! L’ho letto velocemente e lo mediterò con calma, ma non posso non dire che è pieno di verità. Grazie! :-D

  2. Mariella Santarelli

    Il 15/01/13, filia ecclesiae – carpe

  3. paola

    L’uomo può fare molte cose, manipolando con la tecnica la realtà fisica che lo circonda, ma non sarà mai in grado di produrre l’essere dal nulla.
    Sembrerebbe un’affermazione lapalissiana, e invece….

    Comunque, è vero questo articolo ha un sapore contemplativo. La meraviglia e lo stupore ci tengono in vita, e cosa più stupendo dell’uomo e del creato?

  4. Sapete, in questi ultimi tempi, nei quali le brutture hanno il sopravvento, mi sto battendo contro il diffondersi di notizie che non glorificano Dio ma accusano il Suo personale di terra, rivelando pecche e peccati.
    Certo, anch’io li conosco, ma davvero è il nostro compito di mettere in piazza i malfatti degli uomini della Chiesa? Secondo me, no! Il nostro compito è di andare in ogni angolo della terra e annunciare il Vangelo. Stop! Perché è la luce che scaccia le tenebre, che rivela la sporcizia. Un panno sporco non diventa pulito aggiungendo ulteriore sporcizia. Ed ecco perché sono così entusiasta di questo articolo: è portatore di luce, come un bimbo che viene messo alla luce, capace di cacciare via le tenebre anche sul volto più rabbioso. Di questo abbiamo tanto bisogno.

    • 61angeloextralarge

      Concordo in pieno! C’è un proverbio puzzolente che dice che più la giri e più puzza. quindi conviene pregare ed esaltare le cose belle, piuttosto che dare la possibilità alla puzza di aumentare. ;-)

      • 61angeloextralarge

        N.B.: questo non vuol dire far finta di non vedere, o fare come se niente sia successo, pero! ;-)

        • No di certo, Angela, vuol dire solo che le mie chiacchiere possono amplificare lo scandalo. Stare in silenzio spesso significa davvero “mordersi la lingua” perché si vorrebbe gridare allo scandalo, ma possiamo cambiarlo? No! Dio si.
          Portiamo Dio e non il Suo più grande nemico, sconfitto, ma nemico rimane. ;)

    • paola

      Penso che tu abbia ragione Karin, è un buon atteggiamento dare spazio e divulgazione alle belle notizie, ai gesti positivi, alla chiarezza della dottrina. Senza illudersi sul fatto che il male non possa permeare anche ambienti “impensabili”….
      Ma là dove c’è un “di meno” di verità-giustizia-amore si può rispondere solo con un “di più” di amore. Volontario, gratuito, offerto, secondo l’esempio di un tale salito sulla croce.
      E’ amore anche sorridere in tempi bui, la vera rivoluzione è sperare quando tutto sembra perso. E sorridiamo, allora!!!

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