San Francesco di Sales, il Dottore per eccellenza della pietà, volendo condurre un’anima ad un’alta perfezione le scriveva: “Pensiamo solamente a far bene oggi; quando l’indomani sarà arrivato si chiamerà oggi ed allora ci penseremo”.
C’è in queste parole un mirabile programma, un segreto meraviglioso di santità. E’ la pratica della santificazione del momento presente. Questa pratica, d’una saggezza, d’una semplicità, d’una efficacia incomparabili, è allo stesso tempo della più grande, della massima importanza. A che cosa infatti ci servirebbe il possesso di tutti i metodi della spiritualità, se non ci applichiamo a santificare bene il momento presente? Non assomiglieremo forse a chi conoscesse molte città e poi si sbagliasse ad entrare in casa sua?
Ascoltiamo ancora il santo Vescovo di Ginevra. Un giorno egli si domandava quale fosse il tempo più adatto per darsi tutto a Dio e concluse: “E’ il tempo presente, proprio adesso, il tempo giusto, perché il passato non è più a nostra disposizione e il futuro non è ancora in nostro potere. E’ dunque il tempo presente il migliore, il più adatto, quello che si deve impiegare fedelmente”.
D’altro canto un Religioso eminente scriveva: “Bisogna ridurre tutto il lavoro della perfezione ad un solo punto ben preciso, cioè al momento presente: bisogna limitare la vita, l’attività al dovere presente, mettere ogni cura, tutta la vigilanza a ben impiegarlo”. E aggiungeva: “La nostra vita non è che una successione di momenti. In essa niente di reale fuorché il breve istante attuale che passa ininterrottamente. Noi non viviamo che nel presente. Santificarlo, tale è il nostro solo dovere. Non possiamo fare niente di più per la nostra perfezione e per la gloria di Dio”. “E’ – dice Mons. D’Hulst – il momento presente che ci è richiesto, poiché è il solo che ci appartenga”.
Infatti, il meglio di tutto per noi non è forse ciò che Dio vuole da noi al presente e tutto il resto non dobbiamo riguardarlo con indifferenza? Ohimè Quante anime perdono il loro tempo, o s’attardano nel cammino che conduce al Cielo, perché non conoscono e non mettono in pratica questa verità così semplice ed insieme così consolante! Esse s’inquietano del passato che non è più, dell’avvenire che non appartiene loro, ovvero stanno ai margini del dovere che Dio loro domanda, e a causa di ciò, e malgrado tutto il daffare che si danno, esse non avanzano, ma restano dove sono. […] La nostra unica ambizione, il nostro dovere incessante deve essere quello di santificare questo momento presente.
Questo dovere obbliga tutti gli uomini senza eccezione, poco importa se siano ricchi o poveri, sapienti o ignoranti, religiosi o laici, vivano nel mondo o nel chiostro, e niente, assolutamente niente, potrebbe dispensarli.
A queste anime, un giorno, parlando della pratica che noi raccomandiamo, un sacerdote secondo il cuore di Dio, lanciava questo invito: “Venite – diceva loro – io vi renderò la perfezione così accessibile che voi la troverete sempre sotto i vostri piedi, sopra la vostra testa e intorno a voi. Io vi unirò a Dio, ve lo farò tenere in mano fin dal primo momento che praticherete ciò che dirò. Venite, non per imparare la geografia del paese della spiritualità, ma per possederlo e percorrerlo a vostro agio, senza timore di smarrirvi. Venite, non per studiare la teoria della grazia divina, non per apprendere ciò che essa ha fatto in tutti i secoli e ciò che può fare ancora, ma per essere i docili soggetti delle sue operazioni.”
Tratto dal libro: “Santifichiamo il momento presente” di Abbé P. Feige
E questo è soltanto l’aperitivo!




Caro Ges cara mamma Maria angeli e santi tutti del paradiso anche oggi affido sotto la vostra santa protezione i miei cari e le mie intenzioni angelo di Dio che sei il nostro custode illumina custodisci reggi e governa noi ti prego per i nostri cari defunti il mio caro marito Roberto tutti i cari defunti l’eterno riposo dona al oro o Signore splenda ad essai la luce perpetua riposino in pace gloria al padre al figlio ed allo spirito santo buona e santa giornata tutti Mariella
Karin: stragrazie! Smack! :-D
Ma il commento te lo lasci tra qualche settimana, ahahahahaha! Questo va ben meditato e soprattutto bisogna darsi da fare per metterlo in pratica! ;-)
No, ora li vedo, meno male.
Bisogna assorbire letteralmente questo invito, respirarlo, nutrirsi di questo imperativo, non abbiamo scelta visto che siamo di Cristo: bisogna diventare santi. L’ha detto Lui, e se l’ha detto, è la verità. Se l’ha detto, significa che è possibile.
Possibile? Yesssss! :-D
Karin, “non abbiamo scelta” … :-D sei una massimalista!
Dinanzi al mistero gli unici atteggiamenti realmente validi sono quelli di un rifiuto assoluto o di una accettazione incondizionata. … Dio ci ama infinitamente; questo esige che noi lo riamiamo al massimo e cioè ci sforziamo di camminare verso la santità. (GG)
“…non abbiamo scelta.visto che siamo di Cristo…” :)
Si, lo sono! :D
Ora, capirete che sono curiosa come … non so che cosa, ma:
Questo è soltanto l’aperitivo…..DI CHE? Aspetto con impazienza il piatto forte. :-D
Un’altro aperitivo e poi bisogna pur sapere come si fa… ;)
Sto sintetizzando il libro. :D
Aspetta……..:)
Questo post l’hanno scritto per me… mi sa che mi devo dare una regolata :-)
Benvenuta nel Club… :D
Mica male sto blog-club! :-D
Bisogna diventare santi! :D
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