Teologia della storia – 1

Con questo articolo prende il via una trilogia di appunti di  Palmiro Clerici  sulla Teologia della storia. Siamo nell’anno della fede, e questa fede è ancora tutta da scoprire per rendere alla Santissima Trinità il massimo della gloria.

Quale che sia la spiegazione che possiamo dare del libero arbitrio dell’uomo, non vi è dubbio che esso rappresenta uno dei nostri misteri più grandi e terribili; in ogni caso dobbiamo ammettere che la facoltà data all’uomo di scegliere tra il bene e il male, tra l’ordine e il caos, e di turbare, sia pure accidentalmente, la grande armonia stabilita da Dio in tutte le cose della creazione, è una facoltà tremenda e in un certo senso inconcepibile.

Volgete lo sguardo allo scorrere dei tempi, allo spettacolo per molti aspetti desolante della storia, e vedrete quanto sono torbide e fangose le acque del fiume in cui l’umanità sta navigando: dal primo sedizioso Adamo è tutta una ciurma ammutinata e furente che discende il vasto corso d’acqua; un grande naviglio apparentemente senza capitano che non sa da dove proviene né dove va, né come si chiama il naviglio che li trasporta né il vento che li sospinge. L’una accanto all’altra vengono continuamente distrutte e riedificate la città di Dio e la città dell’uomo, e figli delle tenebre continuano a combattere i figli della luce. I seguaci di Dio sono ovunque sconfitti ed ogni volta risorgono e ricominciano il loro paziente lavoro. Trascorse intanto, le settimane profetiche di Daniele venne Colui che doveva venire, inviato dal Padre a redimere il mondo e a confortare le genti, ma anche a Lui come agli altri profeti prima di Lui,  fu fatto bere il calice dell’ignominia. Crocifisso dai Giudei, chiamò i Gentili e i Gentili risposero al suo appello; ma anche in seguito il mondo proseguì lungo il cammino della perdizione, apparentemente avvolto come prima dalle ombre della morte. La sua Chiesa santissima ereditò dal  divino fondatore il privilegio della persecuzione e degli oltraggi e fu ingiuriata e perseguitata da popoli, re e imperatori. Dal suo stesso seno germogliarono quelle grandi eresie che ancora oggi stanno intorno al suo accampamento come fiere pronte a divorarla. Queste in sintesi, le immani vicissitudini che costituiscono il perpetuo argomento della storia. Non vi è uomo che  non sia soldato in questa battaglia, che, consapevole o no, non sia in parte responsabile della sconfitta o della vittoria dei figli di Dio. In questa singolare milizia tutti combattiamo per reclutamento obbligatorio, per il solo fatto di essere nati; in essa non vi è posto né per i sostituti né per i volontari, tutti siamo chiamati a fare la nostra parte. E non dirmi che non vuoi combattere, perché nel momento stesso in cui me lo dici stai già combattendo; né che non sai per chi parteggiare, perché nel momento stesso in cui lo dici hai già preso posizione; e non dirmi neppure che vuoi restare neutrale, perché nel momento stesso in cui pensi di esserlo già non lo sei più. Non sprecare le tue energie nel cercare un asilo sicuro che ti protegga dai rischi della guerra, è tempo perso: questa guerra ha le dimensioni dello spazio e la durata del tempo. Solamente nell’eternità potrai riposarti, perché solo lì non si conoscono battaglie: ma quelle porte ti saranno spalancate solo se prima avrai mostrato le tue cicatrici; quelle porte vengono aperte solo a coloro che quaggiù presero parte ai combattimenti del Signore, e a coloro che, come il Cristo, vengono sottoposti al martirio della croce. “  (J. DonosoCortès)

La lunga lezione della storia ci insegna come i piccoli progetti umani, che a noi paiono così importanti, sono destinati a fallire sulle soglie della Gerusalemme celeste, di fronte al collasso del Male, terribile e maestoso, che spazza via tutte le speranze di perfettibilità della natura umana. Certo le conosciamo le risposte date nel corso dei secoli: libertà, volere umano, l’uomo che non potrebbe amare, se non fosse in grado di scegliere l’amore, oppure il suo contrario. Notte e giorno, luce ed ombra. Tempo della semina e del raccolto, troni che sorgono e cadono. La Parola e l’Antiparola che si cingono l’un l’altra  senza fine in un combattimento dal quale non c’è via di scampo, né salvezza, né tregua. Tu sei un Dio fecondo. Molti semi vengono gettati nel terreno, molti non germogliano. Ma sotto l’apparenza della perdita, niente va sprecato o perso. Alberi giganteschi crollano sul fondo della foresta, si decompongono e divengono terreno su cui nascono nuovi alberi. In modo analogo, nelle questioni umane, si creano movimenti, nascono, compiono la Tua opera nel mondo o la contrastano, declinano, tornano al terreno, e forniscono quell’humus da cui nasce nuova vita. Le generazioni vanno e vengono come le stagioni, il sole e la pioggia, il tempo della semina e quello del raccolto. Solo la Tua parola dura in eterno.

La saggezza consiste semplicemente nel non insegnare a Dio come si debbano fare le cose. Dipendere solo dalla Sua volontà  è la nostra vera autonomia. In  verità i  progetti dell’uomo sono privi di interesse. Solo la storia è interessante: ovvero quello che Dio fa dei progetti dell’uomo.   (N. GòmezDàvila)

(CCC. da 396 a 409 )

Palmiro CLERICI

Anno della Fede

Seconda parte – segue….

ghent

Categorie: Minicatechesi | Tag: , , , , , , | 6 commenti

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6 pensieri su “Teologia della storia – 1

  1. Mariella Santarelli

    Cuore divino di ges io ti offro per mezoz del cuore immacolato di Maria le preghiera le azioni le gioe e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati Gloria al padre al figlio ed allo spirito santo come era nel principio ora e sempre nei secoli dei secoli amen

  2. 61angeloextralarge

    Bella questa serie nuova di post! Molto interessante. Smack! :-D
    Da meditare centellinando ogni parola.

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  4. Pingback: Luce dall’Apocalisse « filia ecclesiae - carpe gratiam

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