Luce dall’Apocalisse

Christ_King_of_Kings_(Greece,_c._1600)_bSi possono trovare strane, complicate e a volte persino sconcertanti le visioni, sempre grandiose, dell’Apocalisse di S. Giovanni apostolo. Senza dubbio castighi e punizioni divine fanno parte integrante di questo testo, ma ne rappresentano solo una parte e non la più essenziale. La parte sostanziale, quella più significativa, che l’apostolo ispirato intende trasmettere mi pare possa essere riassunta in due verità fondamentali.

La prima: la sovranità di Cristo su tutti gli avvenimenti della storia del mondo e della Chiesa. Solo il Signore, infatti, è degno di ricevere il libro della vita e “di aprirne i sigilli”, poiché è stato messo a morte e ci ha riscattato con il suo sangue.

La seconda verità è quella della vittoria di Cristo sul Demonio e i suoi seguaci, già preannunciata nel racconto della Genesi, e che si prolungherà nella vittoria della Chiesa e dei suoi Santi. Ma questa vittoria, lungi dal sopprimere la croce e renderla inutile, si realizzerà proprio per mezzo di essa. Si illude chi spera in una fedeltà a Cristo senza tribolazioni, o nell’avvenire della Chiesa come fervore di santità che non debba più subire dall’esterno la persecuzione del mondo, né dall’interno i tradimenti dei “falsi fratelli” e talvolta persino del clero e dei consacrati. Da qui fino al ritorno glorioso di Cristo, potremo rendergli testimonianza soltanto immergendo la “nostra veste nel sangue dell’Agnello”. Non andremo a Lui senza prima aver attraversato il fiume della “grande tribolazione”.

Vedete la parte considerevole che hanno il Drago e le due Bestie dell’Apocalisse nella diffusione della menzogna e dello scandalo. Sentite, ancora oggi, i loro furiosi latrati. Ma non abbiate paura, non sono loro i padroni; sono tenuti al guinzaglio e vinti in anticipo. In occasione del loro terribile scatenarsi, Gesù va incontro alla sua Chiesa al fine di prepararla per il giorno del suo avvento glorioso.  (R. T. Calmel)

Dopo l’Annunciazione, la Passione, la Risurrezione  e la Pentecoste, ci troviamo nella pienezza dei tempi. La Sposa (la Chiesa di Cristo) è scesa dal cielo, venendo da Dio, abbigliata per il suo Sposo (il Signore Gesù). Così la Chiesa sviluppa la sua storia all’interno della pienezza dei tempi e si affretta ad incontrare lo Sposo. La Chiesa grazie al sangue dei martiri, la purezza delle vergini, la forza dei confessori, le ragioni indistruttibili dei suoi dottori, ha sconfitto l’idolatria e ha fatto sorgere in mezzo a tutte le vicissitudini narrateci dalla storia una civiltà cristiana.

Sin dai primi secoli vi furono in seno alla Chiesa alcuni cristiani di grande ingegno, ma di smisurato orgoglio, i quali vollero rifare la dottrina della Chiesa e la sua disciplina in maniera diversa da come Gesù le aveva istituite e lo Spirito Santo le aveva difese, assistendo con la sua ispirazione la gerarchia apostolica. Molto più tardi, nel secolo sedicesimo, dopo la relativa stabilità della Chiesa nel medioevo, un’altra grande eresia, il protestantesimo, avrebbe a sua volta devastato la Chiesa di Cristo. L’originalità della nuova dottrina consisteva nel respingere l’organizzazione gerarchica della Chiesa e la presenza reale del Signore nel Sacramento dell’altare; secondo questi nuovi eretici la Scrittura era sufficiente a istruire e guidare senza ricorrere al magistero; così come la fede senza le opere era bastante alla salvezza delle anime.

Che si chiamassero Ario, Nestorio,  Lutero o Giovanni Calvino, tutti questi erranti dei secoli scorsi, affermavano e mantenevano comunque una Chiesa distinta dal mondo, una Chiesa il cui scopo, nonostante ogni sorta di compromessi e peccati, consisteva nel raggiungimento dei beni celesti, nella vita eterna e nella giustificazione dell’anima che quaggiù la prepara.

Ai nostri giorni è il demone dell’apostasia che avanza verso i fedeli a grandi passi, e un gran numero di essi ha incominciato a socchiudergli la porta della propria anima. Il corso dei secoli e lo sforzo della storia non ha affatto l’incarico di partorire un umanità migliore, una “città degli uomini” che finirebbe per sovrapporsi alla “Città di Dio”: perché la città terrena, anche se giusta, sarà sempre copiosamente intrisa di iniquità. Il corso dei secoli non può porvi rimedio. Lo sforzo della storia non può far nascere uomini esenti dal peccato originale. E’ un sogno che offende Gesù Cristo, nostro redentore, poiché viene rifiutata la sua croce, si pretende di abolirla in virtù del progresso storico. La Sacra Scrittura ci racconta invece un’altra storia: negli ultimi giorni del mondo il male e l’iniquità avranno raggiunto dimensioni spaventevoli, a tal punto che la fede sarà quasi scomparsa dall’umanità  Ne rimarrà comunque “un piccolo resto”, in modo che “le porte degli inferi non debbano prevalere”.

Palmiro CLERICI  

(CCC da 673 a 677 )

Teologia della storia – 3

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Categorie: ANNUS FIDEI, Minicatechesi | Tag: , , , , , , | 8 commenti

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8 pensieri su “Luce dall’Apocalisse

  1. 61angeloextralarge

    Grazie Karin e grazie Palmiro (e viceversa).
    Belli questi punti affrontati con realtà, senza sbavature.
    La sovranità di Cristo è una cosa che stiamo sottovalutando, sminuendo, soprattutto in questo momento, dove molti “cristiani” tendono a vedere un progetto del male ovunque. E’ vero che il male ha un progetto, ma Cristo ha vinto! Quindi è Lui il vincitore. Che paura dobbiamo avere? Solo quella di non essergli accanto, di non averlo nel cuore, ma soprattutto di non vivere per Lui.

    • Si, Angela, mi piace quel che hai scritto.
      Dobbiamo imparare di vivere Cristo ogni momento (santificare l’attimo) e non pensare a “Che sarà…”. Nulla possiamo ma intanto diventiamo cupi e ombreggiati, troppo per testimoniare la luce di Cristo con il nostro esempio, o la semplice luminosità cristiana che emaniamo.

      • 61angeloextralarge

        Credo che il problema stia nella nostra poca docilità. Dobbiamo sempre cercare di fare le cose a modo nostro, senza abbandonarci fiduciosamente nelle braccia di Dio. Che bello sarebbe vivere tranquilli e sereni come bimbi svezzati tra le braccia del Padre! ;-)

  2. PS: ho finito il restyling per la S. Quaresima. Ora sono davvero soddisfatta e spero anche Gesù. :)

  3. Mariella Santarelli

    sotto la tua protezione noi ci rifugiamo non disdegnare le nostre suppliche di noi che siamo nella prova gloria al padre al figlio ed allo spirito santo

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