E se fosse vero?

Da  Reimarus a Corrado Augias

Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti. Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti. Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. (I  Cor. 1,27ss.)

jesus-christusDa  quando Reimarus nel  ‘700 incominciò a dubitare della storicità dei Vangeli, per almeno due secoli, la linea ispiratrice è stata questa:  “che cosa avvenne non lo sappiamo. La sola cosa certa è che non avvenne quello che i Vangeli raccontano. Qualunque cosa raccontino.”  Oggi, grazie a Dio, le nuove scoperte archeologiche e documentali, con innumerevoli conferme incrociate da parte di esperti cattolici e non, fanno emergere questi Evangeli come un racconto di storia (sebbene di tipo particolare) tutto concretezza e verosimiglianza, aderenza ai costumi e alle leggi del tempo e del luogo, ed infine consonanza alla psicologia umana, che non possono essere stati inventati da nessuno storico, ne da uno scrittore dotato di un’enorme genialità. Il criterio della coerenza narrativa è particolarmente efficace per escludere tutte quelle ipotesi formulate nell’Ottocento e nella prima parte del Novecento, che puntavano a demolire il nucleo centrale della fede cristiana. Si tratta delle cosiddette ipotesi critica ed ipotesi mitica, entrambe ormai smentite dall’avanzamento degli studi.

L’ipotesi critica pretendeva che Gesù, da uomo qual era, fosse stato progressivamente trasformato in un Dio. Il Cristo della fede sarebbe dunque profondamente diverso dal Cristo della storia. Sarebbe stato divinizzato progressivamente dalla fede mistificante dei discepoli lungo i secoli.

L’ ipotesi mitica  sostituisce alla storicità di Gesù  accettata nell’ipotesi precedente, l’ipotesi del “mito” Gesù. All’origine del cristianesimo non vi sarebbero eventi reali, neppure un uomo; ci sarebbe invece un mito, antichissimo e preesistente al cristianesimo.

Ma come hanno oramai stabilito gli studi più approfonditi, l’ultima cosa che ci si aspettava per i tempi messianici erano una croce e un sepolcro vuoto in mezzo alla storia. Gesù si è davvero mostrato come un Messia che sconvolge le attese. Oggi, solo pochi disinformati o in mala fede (Dan Brown, C. Augias), possono continuare a negare che il personaggio storico di Gesù sia veramente esistito e che sia morto giustiziato intorno all’anno 30 della nostra era.

In questo campo, coloro che si presentano come “moderni”, in realtà spesso non sono che banali ripetitori di argomenti tanto antichi da essere quasi contemporanei alle origini stesse del cristianesimo. Anche se nessuno scritto del Nuovo testamento è dichiaratamente apologetico, quasi tutti contengono tracce degli sforzi della Chiesa nascente di rendere nota la credibilità del suo messaggio e di rispondere alle ovvie obiezioni che potevano venire dagli avversari, dai potenziali convertiti e dai sinceri credenti. Un vaglio critico del materiale contenuto nel Nuovo testamento rende indubitabile che la Resurrezione di Gesù abbia un posto di importanza unica nella prima apologetica cristiana.

In realtà, i quattro evangelisti trasmettono ognuno la propria peculiare prospettiva sul modo con cui Gesù manifesta se stesso quale divino redentore. Marco lo fa evocando sentimenti di timore e fascinazione indicibili. Egli ritrae vividamente l’impatto che il Figlio dell’Uomo, mentre cammina per le strade della Palestina, ha sui suoi discepoli. Sono abbagliati e stupefatti, come se fossero stati investiti da una luce troppo intensa per essere accolta. Matteo, indirizzandosi a cristiani non ancora staccatisi dal Giudaismo, descrive Gesù come il nuovo Mosè che insegna una giustizia nuova e più alta. Luca, sia nel Vangelo che nel suo secondo volume, gli Atti degli Apostoli, descrive l’inserimento della Chiesa come comunità piena di Spirito Santo nel centro della storia mondiale, e mostra i suoi legami con Gerusalemme e Roma. Giovanni, infine, propone l’immagine di Gesù quale luce che è venuta nel mondo per risplendere sui figli di Dio in ogni nazione, e per dar loro in abbondanza una vita di libertà, verità e amore reciproco. Il segno primario di credibilità, a giudicare dai Vangeli, doveva essere la persona di Gesù, e il suo modo unico di insegnare e di agire. Inoltre, sempre secondo gli evangelisti, Gesù stesso interpreta i suoi miracoli in base a quanto “fu scritto” di Lui nelle scritture ebraiche. Così nel Nuovo Testamento i miracoli, la Resurrezione e le profezie messianiche si fondono in un unico argomento formato di molti elementi convergenti.

Dio ha disposto che il Nuovo Testamento fosse nascosto nel Vecchio, e che il Vecchio divenisse chiaro nel Nuovo. (S. Agostino) [rif. CCC: da 128 a 130]

E se fosse vero?

344701858_91d93b2972Gesù risponde alle nostre domande guardandoci negli occhi e scavandoci nell’anima in quel suo modo unico che nessuno più riusciva e riesce a scordare: Pietro per tutta la vita porta impresso nel cuore lo sguardo indimenticabile e sconvolgente di Gesù. C’è un momento in cui il fascino umano per Gesù diviene domanda: chi è mai costui? Compie cose stupende, per negarlo bisognerebbe non credere ai propri occhi e alla propria testa. Ma essere accecati dal pregiudizio non è razionale. E se davvero Dio si fosse fatto uomo? Sembra pazzesco, ma il saggio Eraclito, filosofo dell’antichità, invitava ad essere leali: “Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspettavi”. Del resto la nostra umanità ha fame di Lui, dalla notte dei tempi lo ha atteso, bramato, cercato. Tutta l’umanità si dibatte nella fame, non solo di pane, ma anche di amore, di bellezza, di significato.

Cristo è veramente risorto!!! Succede infatti che, caso unico nella storia, di quel “veramente” appiccicato a quel “risorto”, ci siano testimoni oculari giudicati credibili, oggi da circa due miliardi di persone ragionevoli. Luca nel suo Vangelo questi testimoni, li chiama proprio così “autòptai”. Persone affidabili che hanno prima detto e poi messo nero su bianco, (rimasto in carte originali come nessuna altra di quel tempo e verificate in mille modi da scienziati e archeologi), che quel Gesù “veramente risorto” loro non solo lo hanno visto con i loro occhi, ma lo hanno toccato con le loro mani, lo hanno ascoltato con le loro orecchie anche dopo che era morto, e con Lui hanno mangiato in riva al lago e camminato lungo le strade della Palestina. Roba scritta da duemila anni, in frasi calme e per niente enfatiche o eccitate da suggestioni di gloria. Anzi. Per quella testimonianza tutti, o quasi, hanno prima rischiato e poi perduto la stessa vita. Ricordiamo quelle testimonianze: la tomba vuota, il lenzuolo e le bende che avvolgevano il cadavere ancora come se lo avessero dentro, intatte, ma afflosciate. Giovanni infatti scrive: “èisènatòpon”, nella medesima posizione; e continua che allora, dopo aver visto si è convinto: “vide e credette”. Non ci si venga a dire che prima avevano creduto e proprio per ciò, poi, a loro “parve” di aver visto. E che anche se quello non fosse risorto si crederebbe ancora. E che anche se si trovasse il sepolcro ancora pieno sarebbe lo stesso!!! “Se infatti Cristo non  è veramente risorto, noi che abbiamo creduto in Lui siamo i più miserabili di tutti gli uomini!” (S. Paolo)

Possibile che solo per un apparenza tutta quella gente, subito già tanta, e poi nei secoli ancor di più, si sia giocata “veramente” la vita? Per un impressione soggettiva? Perché lo aveva preso sul serio, e credendo gli piaceva immaginarlo risorto? E anche quel Saulo, poi divenuto Paolo, prima ostile e carnefice, poi si era messo a girare il mondo di allora per annunciare proprio che Quello là era non solo “veramente risorto”, ma era la salvezza del mondo. E così gli altri. Pare che Tommaso, ritardatario ed esitante a credere, sia addirittura arrivato in India. Gli era sembrato vero? O era sicuro che fosse vero, perché proprio lui ci aveva messo la mano? Proprio Tommaso con quella sua palpitante confessione di fede: “Mio Signore e mio Dio”.

E allora? Allora stiamo ai fatti: Lui è venuto veramente in carne ed ossa, a mettere la sua tenda tra di noi. I suoi, anche a nome nostro, sulle prime non lo hanno riconosciuto, anzi lo hanno rifiutato, tradito e crocifisso. Ma Lui è risorto veramente, e tutti quelli che lo accolgono nella loro vita hanno la sorte, aperta a tutti senza eccezioni, purchè liberamente lo vogliano, di essere figli di Dio per grazia, come Lui lo è per natura. L’uomo-Dio, Gesù Cristo, è venuto  ad indicarci una via che la ragione umana non avrebbe mai potuto scoprire da sola. Cristo con la sua morte ha calpestato la morte, ma doveva essere vera morte e vera resurrezione perché l’intero universo risuonasse stupefatto di fronte a quel sepolcro vuoto. E questa è un’affermazione che non può essere falsificata o elusa, e sarà sempre una pietra d’inciampo o una fonte di ispirazione, come lo è stata per duemila anni. Duemila anni di fede, di santità, di martirio, ma anche di arte, architettura e musica. Milioni di pietre trasformati in cattedrali, suoni trasfigurati da matematiche divine, colori esaltati in riflessi celesti. E come dimenticare la preghiera!! Duemila anni trascorsi in adorazione davanti ad un Dio crocifisso hanno prodotto uno splendore mai visto nella vita degli uomini. Laddove è arrivato il Vangelo la civiltà è esplosa in termini di tecnologia, laboriosità, iniziativa privata, ricchezza materiale e commercio. In un mondo apparentemente dominato dall’assurdo, l’incontro con Gesù Cristo esige che si punti lo sguardo sul Mistero.

Dovremmo dunque credere alla follia della croce, allo scandalo di un Dio che si è fatto carne e sangue; morendo è risorto alla vita senza tramonto, promettendo di fare altrettanto con noi alla fine dei tempi? Il cristianesimo è scandaloso proprio perché pretende di salvare anche i corpi e non solo le anime. E se fosse vero? (V. Messori)  [rif. CCC: da 441 a 451]

Palmiro CLERICI

 

Categorie: ANNUS FIDEI, Minicatechesi | Tag: , , , , , , | 3 commenti

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3 pensieri su “E se fosse vero?

  1. dal post
    “Oggi, solo pochi disinformati o in mala fede (Dan Brown, C. Augias)….possono continuare a negare che il personaggio storico di Gesù sia veramente esistito”

    Sono pochi, ma per il credito che è loro dato, sono pure troppi.

    I sopracitati, come molti altri oppositori che hanno costruito intere “carriere” contro la figura di Cristo, lungi dall’essere solo atei, più che disinformati, e oltre che in malafede,
    appartengono a gruppi di potere molto influenti, da sempre nemici della Chiesa in maniera militante, e di cui non si parla mai volentieri, anche perchè è diventato tabù o quasi illegale parlarne:
    di solito la loro formazione, affiliazione e provenienza si snoda tra massonerie, neo-gnosticismo, un certo tipo di ebraismo.
    Molto spesso, quando si assiste a prolusioni di sedicenti intellettuali, sempre anticristiane, a scavare un po’ si coglie l’appartenenza a uno e a volte anche a tutt’e tre le categorie sopraddette, è solo che spesso non vengono apertamente confessate nei grandi media.
    Grandi media che di solito vedono anche una notevole presenza (quando non addirittura proprietà, e maggioranze in c.d.a.) da parte delle 3 categorie. Non stupiamoci di nulla…

    • Scusami Josh, ma il tuo commento non mi è stato segnalato e quindi non l’ho visto.
      Concordo con te, e ancora ho la testa dura di stupirmi…anche se so bene che per la mia stessa salute mentale non dovrei stupirmi di nulla.
      Ma ci rendiamo conto QUANTI soldi girano per fare disinformazione e per mettere la Chiesa in pessima luce? E poi parlano delle *ricchezze* della Chiesa?
      Si, questi poteri forti che sono sfruttati da satana perché qui, sulla terra, è l’unico luogo dove possono essere forti o meglio: prepotenti.
      In quanti si rendono conto che ormai stiamo vivendo in una grande prigione globale?

  2. Mariella Santarelli

    gloria al padre al figlioed allo spirito santocime era nel principo ora e sempre nei secoli dei secoli amen

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