Finchè morte non vi separi

“Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola”  (Mt. 19,5)

segnung brautpaarOggi molti, anche tra coloro che si considerano cattolici, si domandano perché questi preti e questi Papi, nel corso della storia, sono sempre intervenuti in questioni che non li riguardano, loro che non si sposano, non convivono, non hanno figli? Ma il matrimonio è sempre stato sentito presso tutti i popoli come una cosa pubblica e sacra. Esso infatti fin dall’età della pietra, fu celebrato dal capotribù o dallo stregone e circondato da ogni genere di tabù. Solo le eresie nate in casa cristiana (marxismo, illuminismo e femminismo) hanno osato ridurlo ad affare puramente privato. Il cristianesimo, fondandosi su quel diritto naturale che esplicitamente Cristo dichiarò di voler portare a perfezione, afferma che i ministri del sacramento matrimoniale sono gli sposi, che per la validità è essenziale il solo consenso, che il sacerdote è solo un teste qualificato.

Nessuno, ragionevolmente, può negare che fu la Chiesa, elevando il matrimonio ad istituzione divina, a introdurre l’inaudita novità dell’uguaglianza dell’uomo e della donna sia riguardo al dovere della fedeltà reciproca, sia riguardo al diritto di esprimere un libero consenso. Il Cattolicesimo ha insegnato che il matrimonio è una vocazione, e la sessualità va vissuta come dono reciproco. Durante i primi secoli, la Chiesa rifiutò decisamente l’eresia manichea  che riteneva il mondo profondamente corrotto, è lottò sul piano teologico contro l’idea che il sesso fosse un male in sé.

S. Paolo tratteggia magnificamente, nel celeberrimo cap. 5 della sua lettera agli Efesini, quello che ancora oggi rappresenta la bellezza e  l’importanza incommensurabile del matrimonio cristiano, per la Chiesa e per la società intera. “Per la durezza del vostro cuore”, dice Gesù al suo popolo, Mosè vi ha dato queste leggi che io sono venuto a perfezionare. Cristo introduce la pari dignità, spirituale, tra uomo e donna: per questo vieta la lapidazione e condanna il ripudio.

A ben vedere tutto il mondo antico, prima dell’avvento di Nostro Signore, conosceva una donna sottomessa: dove al ripudio, dove alla poligamia, dove a pratiche ancor più terribili come l’uccisione delle vedove indiane sulla pira dei mariti defunti. Col cristianesimo invece, è qui la grande novità di cui spesso non capiamo interamente la portata, l’uomo riconosce appieno il significato dell’amore: viene invitato alla fedeltà, al sacrificio, alla pienezza del rapporto; in una parola alla monogamia, realizzazione concreta della pari dignità e della complementarietà tra uomo e donna.

Oggi è in atto la più grave aggressione della storia all’avvenimento cristiano, ai valori cristiani, al suo patrimonio esistenziale. Solo delle anime eccezionalmente candide o eccezionalmente sciocche possono negarlo o non riconoscerlo. E questa aggressione trova uno dei principali bersagli proprio nella famiglia. Così esplicitamente riconoscendo, nella famiglia, il suo carattere centrale e determinante nella visione evangelica.  (Card. G. Biffi)

Due contrapposte concezioni della famiglia si fronteggiano oggi: da una parte quella radicata nell’insegnamento della Chiesa, che potremmo definire nel modo che segue. La famiglia esprime una verità e uno scopo, cioè una vocazione. I coniugi hanno un progetto di vita. La sessualità all’interno della coppia è disponibilità al dono reciproco, al perdono, all’apertura alla vita. La famiglia costruita sull’amore è  un luogo dove ciò che conta è la felicità dell’altro, perché è intimamente connessa con la mia felicità; un luogo dove si esercita l’autorità e dove l’obbedienza è ancora una virtù. Dove si insegna che la libertà è un mezzo per raggiungere il bene comune, e non un fine come insegna la cultura dominante. Totalità, fedeltà e fecondità sono i suoi tre pilastri.

A questa idea della famiglia si contrappone il modello oggi dilagante, che piace al mondo: non esiste alcuna verità, ne alcunotrauung200px scopo per la famiglia. Prevale un concetto individualista dove il marito o la moglie e i figli vanno bene fin che mi servono. Mi sono sposato per essere felice e se scopro che non è così saluto tutti e me ne vado. L’apertura alla vita non è totale, anzi se un figlio arriva quando non lo voglio posso sempre sbarazzarmene. Tanto ci hanno spiegato che i figli si fanno solo con l’uomo giusto, nella casa giusta, con il lavoro giusto. Ci hanno spiegato che i figli desiderati, non più nati per caso, saranno esseri umani migliori, perché più amati e meglio educati. Se ci pensiamo e proviamo a fare un bilancio di queste generazioni programmate, bisogna invece riconoscere che i frutti della “pianificazione famigliare” non sono poi così esaltanti.  (CCC da 1601 a 1632 – da 2360 a 2363)

Palmiro CLERICI

Minicatechesi per “L’anno della Fede”

Categorie: ANNUS FIDEI, Minicatechesi | Tag: , , , , , , , , , | 17 commenti

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17 pensieri su “Finchè morte non vi separi

  1. l’ho sempre detto che Biffi è un grande il Signore c’è lo conservi a lungo(99 come tonini) a te cara sorellina auguro buone vacanze nel Signore vvb

  2. Molto molto bello questo pezzo.
    Ha però in difetto veniale : parla la lingua della cristianità, usa le parole tipiche del messaggio evangelico che in molti non conoscono o peggio è stato spiegato loro in modo maliziosamente errato. Credo sia quindi opportuno parafrasarlo usando il vocabolario del mondo per esser nel mondo senza essere del mondo ma per portare lo stesso la buona notizia a tutti quelli che la cercano senza averla ancora trovata.

    • Ciao, Raphael, non è mica facile, trattasi di una catechesi. Però mi hai incuriosita… :)
      Tu come l’avresti scritto per i tempi nostri? Te lo chiedo sinceramente, per davvero.

      • Non lo sò di preciso, però mentre lo leggevo pensavo alla reazione che avrebbero avuto alcuni miei amici che si dicono atei ed agnostici alla lettura di questo testo ed quanto invece sarebbe stata diversa la loro lettura se si fosse dato lo stesso messaggio parlando con il loro linguaggio. Se vuoi ci provo…. ma lasciami qualche giorno, che ho sempre millemila cose da fare e 13 dozzine di pezzi mezzi finiti sul blog…. però questo vale la pena.

      • Mi sta uscendo da sola la riproposizione, scritta come se la scrivesse un mangiapreti che man mano che ne scrive si convince della bontà del messaggio che voleva condannare.

  3. paola

    Sono anch’io molto interessata alla questione posta da Raphael, la trovo fondamentale, e aspetto di leggere la sua “riproposizione”.
    E comunque, Karin, questo pezzo è molto bello e molto vero.
    Penso a
    “ci hanno spiegato che i figli si fanno solo con l’uomo giusto, nella casa giusta, con il lavoro giusto. Ci hanno spiegato che i figli desiderati, non più nati per caso, saranno esseri umani migliori, perché più amati e meglio educati. ”
    poi mi guardo intorno, anche in casa mia, per carità, non solo in casa altrui, e mi accorgo che la vita non smette mai di sorprenderci, e di quanto il mio limite, che potrei vivere come una sconfitta e motivo di rabbia o disperazione, diventa invece fonte di pacificazione, perché mi consente di percepirmi parte di un tutto, di un’azione infinitamente più grande e ampia dove tutti i miei desideri e i miei sforzi come coniuge e come genitore (specie quelli che sembrano non aver portato il risultato atteso) trovano senso e compimento.
    “La famiglia esprime una verità e uno scopo.”
    “La felicità dell’altro è intimamente connessa con la mia felicità.”
    Grazie e buona giornata! :-D

    • Il nostro limite è l’opportunità che Dio coglie per “intromettersi” nella nostra vita allo scopo di compiere meraviglie. Normalmente gli stiamo sempre fra i piedi e non riesce a muoversi… :)

  4. paola

    Sarà OT, capisco che in questi giorni la nostra attenzione è tutta sulla legge antiomofobia, ma…questo dovrebbe almeno strapparci un sorriso di soddisfazione, anzi regalarci allegria!!

  5. 61Angeloextralarge

    Fino qui… direi tutto OTTIMO! Smack! :-D

  6. Mariella Santarelli

    Gloria al padre al figlio ed allo spirito santo come era nel principio ora esempre nei secoli dei secoli amen

  7. Pingback: Finchè morte non vi separi | Per tutti i giorni della nostra vita

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