Maschio e Femmina li creò

L’impossibile e suicida auspicio del femminismo è che la donna non sia più ciò che è, ma quello che potrebbe o che vuole essere. Con questo satanico attacco alla donna, descritto in maniera magistrale nel terzo capitolo della Genesi, la guerra alla tradizione cattolica viene fatta, oltre che attraverso la lotta delle idee, soprattutto corrompendo coloro che trasmettono questa tradizione. Viene colpita colei che per essenza è educatrice e attraverso cui inevitabilmente passano le generazioni. Colpendo la donna, distruggendo la matrice, si disfa il futuro tessuto sociale; perché ella non sarà più legata ad alcun destino, ma trasmetterà soltanto la propria volontà egoistica di essere il centro di tutto. (E. Samek Ludovici)

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Quella che oggi sta crescendo in tutto l’occidente è un ideologia particolarmente insidiosa, che per evitare ogni supremazia di un sesso sull’altro tende a cancellare le loro differenze, considerate come semplici effetti di un condizionamento storico-culturale. Una specie di livellamento dove la dimensione corporea, chiamata sesso, viene minimizzata, mentre la dimensione culturale, chiamata genere, è sottolineata e ritenuta primaria. Insomma, il tentativo di sradicare sia l’uomo che la donna dalla loro stessa natura, nella convinzione che ciascuno possa essere maschio o femmina, a seconda del desiderio o della vicenda personale.

Il femminismo radicale è tornato, così facendo,alle sue origini egalitarie, contribuendo enormemente alla diffusione della cultura del vittimismo in occidente, che permette di ottenere vantaggi politici sulla base dell’appartenenza ad una qualche categoria “supposta” discriminata. Inoltre le “femministe di genere” hanno chiesto, e in larga misura ottenuto, la riscrittura dei libri di storia che facesse giustizia dei pregiudizi maschilisti ed eurocentrici. Queste loro idee fanno oggi parte dei programmi scolastici e sono praticamente egemoni sui media. Oggi sta procedendo, quasi incontrastato, un processo di omologazione culturale di cui le femministe sono uno dei principali motori.

Le elites femministe (che non sono solo donne) si sono installate gradualmente, a partire dagli USA, all’ONU e poi all’Unione Europea, ai vertici di commissioni e lobby internazionali con la precisa intenzione di riconvertire la mentalità di tutti, compreso quelle donne che la volessero pensare diversamente. Lo scopo è di rendere possibile l’avvento di una società pianificabile in cui uomini e donne, trasformate in masse di individui “uguali”, non oppongano resistenza ad orientamenti di vita che li rendano utili là dove servono. La causa del “femminismo di genere”, vessillo delle burocrazie stataliste e mondialiste, ribalta il principio cattolico della sussidiarietà, costituendo il pretesto per un controllo senza precedenti di ogni aspetto della vita.

Non si parla qui di chissà quale cospirazione segreta per rivoluzionare la società tradizionale, ma di una volontà dichiarata di trasformare la società e i comportamenti collettivi per mezzo di una cultura pervasiva. L’imposizione di questa utopia ai paesi del terzo mondo  sembra costituire lo scopo principale di molte organizzazioni internazionali, e condiziona aiuti finanziari e rapporti diplomatici.

A questo si affianca come logico complemento, la visione irenica di chi crede che solo l’abolizione delle religioni, in particolare quelle monoteiste, possa realizzare la fine dei conflitti per l’umanità. Si tratta di un pregiudizio diffuso e molto ben radicato, soprattutto nelle sedi internazionali. E chi osa criticarlo, come appunto fa la Chiesa cattolica, viene accusato di voler ostacolare la costruzione di un radioso futuro di armonia planetaria. Per come si è manifestata nella storia nessuna convivenza è possibile tra la visione del mondo femminista e l’antropologia cattolica.

Oggi il femminismo di ultima generazione cavalca il “mito” della libertà di scelta. Ma con questa terminologia non si riferisce più all’assunzione della responsabilità materna, alla decisione se avere o meno un figlio, ma al modo in cui averlo e alle caratteristiche del figlio stesso. Introducendo, di fatto, un’eugenetica strisciante in camice bianco. Non si sceglie più se essere madri, ma come e di chi essere madri. La separazione tra sesso e procreazione si va approfondendo: nella retorica della libera scelta sta per confluire tutto il nuovo mercato della procreazione assistita, attraverso il quale si arriverà alla distruzione del senso stesso della maternità e dell’essere donna.

Se questo scenario desolato non si realizzerà sarà, in gran parte, grazie alla resistenza del Vaticano, alla capacità della Santa Sede di reggere alle pressioni internazionali e di mantenere il proprio radicale rifiuto di fronte a tutte le forme di manipolazione della maternità e dell’identità sessuale. L’immagine che si vuol diffondere della Chiesa come “grande nemica” delle donne andrebbe rivista, e rovesciata in quella di una preziosa e fedele alleata. (rif. CCC da 369 a 373 – da 2331 a 2336)

Palmiro CLERICI

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Minicatechesi per “L’anno della Fede” 

Categorie: Minicatechesi | Tag: , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “Maschio e Femmina li creò

  1. 61Angeloextralarge

    Stampato! Smack! :-D

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