La sana stravaganza della divina misericordia

papa-bambinoDio è gioioso. Interessante questo: Dio è gioioso! E qual è la gioia di Dio? La gioia di Dio è perdonare, la gioia di Dio è perdonare! E’ la gioia di un pastore che ritrova la sua pecorella; la gioia di una donna che ritrova la sua moneta; è la gioia di un padre che riaccoglie a casa il figlio che si era perduto, era come morto ed è tornato in vita, è tornato a casa. Qui c’è tutto il Vangelo! Qui! Qui c’è tutto il Vangelo, c’è tutto il Cristianesimo! Ma guardate che non è sentimento, non è “buonismo”! Al contrario, la misericordia è la vera forza che può salvare l’uomo e il mondo dal “cancro” che è il peccato, il male morale, il male spirituale. Solo l’amore riempie i vuoti, le voragini negative che il male apre nel cuore e nella storia. Solo l’amore può fare questo, e questa è la gioia di Dio!
Gesù è tutto misericordia, Gesù è tutto amore: è Dio fatto uomo. Ognuno di noi, ognuno di noi, è quella pecora smarrita, quella moneta perduta; ognuno di noi è quel figlio che ha sciupato la propria libertà seguendo idoli falsi, miraggi di felicità, e ha perso tutto. Ma Dio non ci dimentica, il Padre non ci abbandona mai. E’ un padre paziente, ci aspetta sempre! Rispetta la nostra libertà, ma rimane sempre fedele. E quando ritorniamo a Lui, ci accoglie come figli, nella sua casa, perché non smette mai, neppure per un momento, di aspettarci, con amore. E il suo cuore è in festa per ogni figlio che ritorna. E’ in festa perché è gioia. Dio ha questa gioia, quando uno di noi peccatore va da Lui e chiede il suo perdono.

(Papa Francesco, Angelus, 15 settembre 2013)

ROMANTICISMO DIVINO — Dio può fare delle follie. Lui solo è capace di sane stravaganze. Poiché le sue follie non vivono come quelle degli uomini alle spese di un ordine anteriore che esse sconvolgono; esse hanno un ordine e una pienezza proprie, esse sono autosufficienti; invece di essere parassite dell’ordine e della misura, esse incoronano l’ordine e la misura.
Questi perdoni del Cristo alla donna adultera o al buon ladrone, da quale abisso partono, da quale eccesso di potenza e di purezza! Ma questi fantocci letterari che tentano di tutto comprendere e di tutto scusare quaggiù, dal livello del fango e della debolezza — questi perdoni più vili e più malsani delle colpe!
La clemenza che si diffonde dal Vangelo non contraddice la giustizia. Per un’anima nobile il perdono di Dio è la sanzione più profonda che esista, la sola sanzione che raggiunga il consentimento segreto al peccato, che separi veramente l’uomo dal suo peccato. Il perdono divino genera nell’anima della donna adultera e del buon ladrone una coscienza ultrasensibile del dovere violato e un allontanamento assoluto dal male. Quando Iddio, per un eccesso d’amore, ferisce la giustizia in suo favore, l’anima cristiana reagisce con un eccesso di giustizia verso se stessa. La clemenza di Dio le rende la sua colpa assolutamente estranea e impossibile il ritorno a questa colpa.
Quanto all’anima volgare (penso a certi commenti del Vangelo ispirati dall’ottimismo e dalla «generosità» democratiche!) lo spettacolo di questa clemenza finisce col familiarizzarla con il male; essa confonde clemenza ed incoraggiamento!

(Gustave Thibon, La scala di Giacobbe, trad. it., AVE, Roma 1947, p. 79)

Categorie: Papa Francesco, Thiboniana | Tag: , , , , | 7 commenti

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7 pensieri su “La sana stravaganza della divina misericordia

  1. E voilà…tu non ci crederai, Andreas, è perfino imbarazzante, ma mentre tu postavi questa meraviglia, io stavo pensando -nel treno che mi portava dal lavoro a casa- alla “leggerezza” della nostra fede che nasce dalla gioia. Questa leggerezza che non ha nulla a che vedere con impostazioni, formalismi, elaborazioni mentali o aggrovigli psicologici, ma è semplicemente il soffio dello Spirito Santo che ci desidera liberi, totalmente liberi. Dal peccato, di cui la gioia del perdono, dalla parte pesante di noi stessi, dalle circostanze, semplicemente LIBERI! E mi sono venute in mente le parole di Benedetto XVI nella sua Lectio Divina ai seminaristi (da leggere e rileggere, metto il link) dove afferma che noi dobbiamo essere contagiosi nella nostra fede…altrimenti non si va da nessuna parte. Riporto alcune sue parole:
    “Forse oggi siamo tentati di dire: non vogliamo essere gioiosi di essere eletti, sarebbe trionfalismo. Trionfalismo sarebbe se noi pensassimo che Dio mi ha eletto perché io sono così grande. Questo sarebbe realmente trionfalismo sbagliato. Ma essere lieti perché Dio mi ha voluto non è trionfalismo, ma è gratitudine, e penso che dobbiamo re-imparare questa gioia: Dio ha voluto che io sia nato così, in una famiglia cattolica, che abbia conosciuto dall’inizio Gesù. Che dono essere voluto da Dio, così che ho potuto conoscere il suo volto, che ho potuto conoscere Gesù Cristo, il volto umano di Dio, la storia umana di Dio in questo mondo! Essere gioiosi perché mi ha eletto per essere cattolico, per essere in questa Chiesa sua, dove subsistit Ecclesia unica; dobbiamo essere gioiosi perché Dio mi ha dato questa grazia, questa bellezza di conoscere la pienezza della verità di Dio, la gioia del suo amore.”
    E’ fantastico, Andreas! :D
    E mentre tu ti stai preparando a sposarti per ben bene, penseremo a un meraviglioso post sulla leggerezza dello Spirito.

    Il link alla Lectio Divina: http://magisterobenedettoxvi.blogspot.it/2013/02/lectio-divina-del-santo-padre-andando.html

  2. 61Angeloextralarge

    Andreas e Karin: smack! ;-) Ottimi pezzi, degni di entrare tra quelli da meditare… meditare… meditare. :-D
    Andrea… ti sposi? Che bello! Inizio subito a pregare la Santa Famiglia per te e per la tua futura moglie. ;-)

  3. Bel post! La leggerezza dello spirito nasce dalla gioia di sentirsi perdonati, accolti, al sicuro nell’ovile sotto lo sguardo benevolo, amoroso, misericordioso e mai distratto di Dio. Questa è la gioia della gratitudine! Auguri per il matrimonio……

  4. 61Angeloextralarge

    Ops! mi è sparito il commento di ieri sera e ci riprovo…

    “Cari figli! Anche oggi vi invito alla preghiera. Il vostro rapporto con la preghiera sia quotidiano. La preghiera opera miracoli in voi e attraverso di voi perciò figlioli la preghiera sia gioia per voi. Allora il vostro rapporto con la vita sarà più profondo e più aperto e comprenderete che la vita è un dono per ciascuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. (Messaggio alla veggente Marija, Medjugorje 25 settembre)

  5. Martina e Angela: un abbraccio e un grazie di cuore!

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