La Via, la Verità, la Vita

«Egli si indignò, e non voleva entrare» (Luca 15,28).

IMG-20130824-WA0049Certo che ‘sto Papa è scandaloso! Come quell’altro che portava le scarpette rosse, o come quell’altro ancora fotografato in costume da bagno nella piscina di Castelgandolfo, o come quell’altro ancora, ve lo ricordate? Massì quello che andava a casa dei pagani e divideva con loro cibo impuro, tanto che poi gli fu rinfacciato da quelli della stessa “comunità” di cui era a capo: «sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!» (Atti 11,3).

Ecco: dopo duemila anni di storia della Chiesa, quando ormai avremmo dovuto ben imparare a comportarci col Vicario di Cristo, siamo invece ancora allo stesso punto. Ma tant’é: questo è l’uomo. Quello che, pur redento, salvato e rimasto nella casa del Padre, rimane ferito da un peccato originale che sempre tenta di renderlo diviso in sé stesso, in antitesi a quell’opera di unità cui chiama lo Spirito ricevuto nel Battesimo e senza il quale, si sa: «nulla è nell’uomo, nulla è senza colpa».

E così, agli albori di questo nuovo pontificato, siamo tutti ancora qui a cascare nell’antico tranello del divisore e gridando allo scandalo de: “il Papa ha detto, il Papa ha fatto”.

Proprio come nella parabola del Padre Misericordioso: sapendo che parla di noi e nostro malgrado costretti in coscienza ad identificarci con uno dei due figli, alla fine scegliamo sempre quello prodigo, poiché quell’altro, quello rimasto in casa del babbo, è in effetti il più antipatico. E invece anche noi, come lui, ci indigniamo perché il nostro Papa (senza accento) si comporta diversamente da come noi vorremmo che facesse, ritenendoci offesi, quasi attentati, dalle sue parole e dai suoi gesti, aggrappandoci al pretesto della tradizione per non vedere il nostro raffreddamento, quell’irrigidimento che alla fine ha colpito il nostro, di spirito, rendendolo schiavo delle nostre strutture e dei nostri schemi che ridisegnano Cristo e con Lui quel Suo vicario che non si comporta conformemente ad essi.

E il punto non è voler difendere la Chiesa, per la quale c’é un Altro che la difende, oppure Cristo, il quale non ha certo bisogno d’esser difeso, ma la questione è una sola ed è molto semplice: restare fedeli a Gesù nel dare fiducia alla Sua Parola. Poiché è Lui che ha detto: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa». E contro quest’affermazione non ci sono che due sole alternative: o ci si crede e si dà fiducia al Papa anche se non si comporta come ci si aspetterebbe, oppure ci si indigna e ci si ostina sulla soglia della Casa, rifiutandosi di entrare, come il fratello maggiore della parabola. Ma così facendo il rischio è di autoescludersi dal Regno equivocandone la natura misteriosa, la quale è simile ad un seme, o al lievito, e non manifesta la sua grandezza se non con il tempo.

Ecco perché, quando il Papa compie gesti anticonvenzionali, o addirittura se ne esce con esternazioni quantomeno eterodosse, l’unico atteggiamento possibile al cristiano è la custodia del silenzio ed il rinnovamento della fiducia in quel “Dolce Cristo in Terra” (per dirla con la santa senese) che, siccome eletto legittimamente, occupa il suo posto sul mandato di un Altro, il quale opera secondo vie misteriose e che si disvelano soltanto col tempo.

Seguiamo pertanto l’esempio di quello Emerito, di Papa, e rimaniamogli fedeli nella preghiera, fidandoci di quell’altra Parola del Maestro, il quale afferma perentoriamente di essere Lui: «la Via, la Verità e la Vita». Rivelazione, questa, che ricentrerà il nostro atteggiamento anche nei confronti degli eventuali exploit pontifìci: la nostra sequela a Cristo, e di conseguenza il nostro cammino nella Sua Chiesa, infatti, non devono essere motivati unicamente dal traguardo, ma dalla consapevolezza di essere sulla strada giusta. Viene così ribaltata l’ottica umana del fine e del mezzo: se la via è il Signore Gesù, il quale è “Verità”, allora la meta a cui conduce questa “Via” non può che essere quella esatta, quella che porta ad un destino di “Vita” eterna. Questo è il tipo di sequela vocata dal Cristo, sequela che richiede da una parte fiducia, ma che dall’altra comporta speranza, che è la fede proiettata nel tempo ed è quindi certa.

Smettiamo allora la veste farisaica ed evitiamo di cadere ancora nella trappola diabolica, che ci istiga a ridondare i presunti “strafalcioni” papali malcelando scandalo ed istillando il dubbio sulla sua autorità, ma rinnoviamo ogni volta la nostra fiducia silenziosa ed orante in quella Pietra preposta a reggere la Chiesa, certi che lo stranimento che oggi ci lascia esterrefatti, domani ci sorprenderà per i suoi frutti.

Come quella primigenia ecclesia basita dallo scandalo della Croce, che richiusasi nel quieto cenacolo della preghiera, il terzo giorno si ritrovò ad esultare per l’inaspettata gioia della Risurrezione.

Andrea Torquato Giovanoli

Categorie: Andrea Torquato Giovanoli, Papa Francesco | Tag: , , , , , , , , , , | 4 commenti

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4 pensieri su “La Via, la Verità, la Vita

  1. Republicou isso em O LADO ESCURO DA LUAe comentado:
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  2. 61Angeloextralarge

    Ho ricevuto due mail proprio ieri e sono rimasta colpita dalla facilità con la quale si è smontato a pezzettini tutto quello che Papa Francesco ha fatto fino ad ogi. Mi era venuto il mal di stomaco per tanta malafede. Soprattutto perché inviatemi da persone che fino a pochi mesi fa erano entusiasti di lui. Quanta malizia nell’interpretare i suoi gesti e le sue parole!
    Grazie, Andrea, perché con questo post mi hai fatto passare il disgusto avuto nel leggere quelle due mail. Smack! :-D

  3. Bravo Andrea! Aspetto il 15 novembre… ;-)

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