Il vostro parlare sia sì sì, no no…

Tolleranza, bellissima parola. Ma usata troppo spesso per nobilitare la soddisfatta indifferenza degli agnostici e la pigrizia e il dubbio dei credenti. Molti cristiani credono che essere tolleranti significhi sforzarsi di essere tollerabili. Così, per farsi tollerare annacquano il loro vino e diluiscono il loro lievito. (Thomas  S. Eliot)

163513_383245995121946_1211347015_nC’è una parola che nella società contemporanea  ha conosciuto un successo senza precedenti, la  parola  “dialogo”. Una significativa parte del mondo cattolico si è lanciata in una specie di epopea del dialogo a tutti i costi. Sono sempre di più i cattolici che pensando di essere moderni e aperti,  credono che la carità cristiana imponga di astenersi dal giudicare se una certa religione è vera o falsa, se una certa ideologia è giusta o sbagliata, e tutto ciò in nome del dialogo. Par quasi che per essere buoni cattolici si debba parlare con entusiasmo di ogni religione, tranne che della propria. Si giustifica così una certa visione del cattolicesimo, completamente svirilizzato, per la quale non si sarebbe cristiani se non si accettasse il dialogo a qualunque costo, se non si rinunciasse ai propri principi pur di non urtare gli altri. Gesù era umile, ma non pusillanime. Il Nuovo Testamento ha parole terribili per i vili, coloro che non si espongono e non sono pronti allo scontro quando necessario:  (Ap. 3,16).

Il fatto è ancora più sorprendente, se si pensa che questa parola, dialogo appunto, è del tutto sconosciuta alla dottrina cattolica dei secoli passati, e soprattutto   è  assente anche  nel Nuovo Testamento. Gesù non ha detto: “andate in tutto il mondo e dialogate, dal libero confronto delle opinioni germoglierà la verità”, ma iniziava così i suoi discorsi: In verità, in verità vi dico…  Nonostante questo, tutti oggi devono essere per il dialogo. Verrebbe da dire che l’uomo esiste solo per dialogare. Se qualcuno prova solo ad eccepire viene subito bollato come intollerante, talebano e integralista.  La società della tolleranza non tollera che qualcuno sia convinto che la Verità esiste, che la Chiesa Cattolica ne sia la testimone e custode, e che di conseguenza ogni cristiano sia  “posseduto” dalla Verità.

Ma, attenzione, che una verità esista, che sia riconoscibile per ogni uomo attraverso l’uso della ragione aperta al trascendente, è principio pericolosissimo per le ideologie moderne che, puntando sull’interiorizzazione del relativismo morale, ottengono lo scopo di poter meglio manipolare le coscienze e di indirizzarle a proprio piacimento in tutti i campi della vita. Ma allora, vien da chiedere, dove la mettiamo tutta la retorica a proposito dell’accoglienza e dell’ecumenismo che infarcisce le tante omelie, oggi alla moda? In fondo Gesù stesso non ci esorta ad amare i nostri nemici? Verissimo, ma nel senso che bisogna cercare la conversione anche dei più lontani ed ostili, sempre alla luce della suprema legge della salvezza delle anime. Ma se questo disgraziatamente non avviene, come tante volte è successo in due millenni di storia della Chiesa? Non gettate le vostre perle ai porci; non date le cose sante ai cani” , ci esorta il Signore nel discorso della montagna. E ancora Gesù, rivolto agli Apostoli: “Se qualcuno non darà ascolto alle vostre parole, scuotete la polvere dai vostri calzari”.

Sono grandi lezioni di realismo cristiano che i seguaci del “Vangelo secondo Me”, un vangelo che nessuno ha scritto ma che in tanti sono convinti di aver letto, preferiscono ignorare. La Chiesa è missionaria e, dunque, ha lo scopo di convertire le genti alla Verità, non di accettare gli errori delle altre religioni. La vera religione è quella indicata dal Figlio di Dio e i cristiani sono chiamati a rendere partecipi di tale realtà anche coloro che sono nell’errore.

Lo ammetto, non sono concetti facili da assimilare per chi, sia pure cattolico, è imbevuto di cultura illuministica. Si tratta di andare decisamente controcorrente, ed i cattolici hanno perso il gusto e la capacità di farlo. A forza di essere contestati e attaccati, molti di loro hanno finito col credere di essere davvero in errore se non seguono la mentalità dominante, reagendo con insofferenza alle indicazioni della Chiesa di cui sono figli.

Eppure la Chiesa  nei secoli ha affascinato tanti grandi uomini, penso soltanto a quel giovane Manicheo che giunse a Milano nel 384 d.c. e che rispondeva al nome di  Agostino d’Ippona; era quella una Chiesa senza compromessi, che non rincorreva il mondo e non attenuava il rigore del suo insegnamento, ma al contrario era certa della verità di cui era depositaria, della bellezza della sua dottrina, del fascino divino del suo Fondatore. Non una Chiesa dialogante, ma santamente inflessibile, perché fondata sull’unica verità che salva. S. Ambrogio, il grande vescovo milanese scriveva: “Quando c’è in gioco la verità, è in gioco la nostra sorte, perciò non si può venire a nessun compromesso!” Ambrogio sapeva bene che la Chiesa aveva ricevuto come mandato dal suo divino Fondatore l’incarico di annunciare la “verità tutta intera” (Gv. 16,13), e a noi, oggi, ancora suoi discepoli ricorda il giusto approccio,  così dimenticato: “Il vostro parlare sia sì sì, no no, poiché tutto il resto viene dal Maligno!” (Mt. 5,37) (rif. CCC da 2464 a 2468)

Palmiro CLERICI

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Minicatechesi per l’Anno della Fede

Categorie: Minicatechesi | Tag: , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “Il vostro parlare sia sì sì, no no…

  1. Che chiarezza!

  2. 61Angeloextralarge

    Me lo porto in preghiera. Troppo importante per leggerlo velocemente. Smack! :-D

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