Qui c’è Dio!

CHI ACCOGLIE QUESTI MIEI FRATELLI PIÙ PICCOLI ACCOGLIE ME

original_AFB03F6B0CB04991990C03D57E0FB21FDomenica  16 dicembre scorso, con i miei familiari, ho partecipato al Family Day del nostro Movimento che si è svolto a Verona. È stata una giornata ricca di emozioni, sia perché abbiamo incontrato i padri, le suore e gli amici che non vedevamo da tempo, ma soprattutto per la relazione del  prof. Giuseppe Noia che ha parlato della difesa della vita dei concepiti in maniera davvero speciale: il tempo è volato e in molti ci siamo commossi davanti alle immagini tenerissime ed al racconto di storie strazianti ma meravigliose.

Quando poi il professore ha parlato dei bambini malformati o disabili e del fatto che ora molti di questi vengono abortiti anche se hanno problemi curabili e operabili, mi sono passati davanti agli occhi i tanti bambini e ragazzi in difficoltà che ho conosciuto nella mia ormai lunga carriera di assistente educatrice.

Probabilmente, se venissero concepiti ora, molti di essi sarebbero eliminati perché il pensiero comune è che la qualità della loro vita è tale da non meritare di essere vissuta. Ma loro sono pieni di gioia di vivere e sono felici di essere al mondo, ne ho avuto più volte la prova, anche se hanno problemi fisici che richiedono cure continue e dolorose.

 Chiara e la sua forza

Ho lavorato tanti anni con Chiara, che ho seguito dalla quarta elementare fino alla maturità. Era una splendida bambina bionda, bella come un angelo, intelligente e forte come una roccia, sensibile,dolce, ironica, affetta da spina bifida. A 8 anni ha subito l’amputazione delle gambine per poter utilizzare due arti artificiali e spostarsi autonomamente con l’aiuto delle stampelle. A 15 anni ha iniziato a sottoporsi a dialisi: questo voleva dire recarsi in ospedale tre volte in settimana e rimanervi 4-5 ore.

Ebbene, lei era sempre contenta. Faceva pochissime assenze a scuola, era sempre gentile e non faceva assolutamente pesare a nessuno i suoi problemi, neanche a me che ero lì per lei. Un giorno, parlandomi di una sua cugina che era depressa e le aveva detto di voler morire mi disse: “Quella sciocca! Se dovesse fare tutta la fatica che faccio io per vivere, non penserebbe a morire!”

Finita la scuola, grazie alla sua grande forza di volontà ed all’aiuto dei suoi genitori, era riuscita anche ad avviare una sua attività, gestendo un piccolo studio di grafica. Ebbene, la mamma mi ha raccontato che spesso c’erano delle persone che sentivano il bisogno di passare a salutare Chiara, perché fare quattro chiacchiere con lei aiutava molto a“tirarsi su il morale”.

Chiara è morta qualche anno fa, a 33 anni, improvvisamente, per una polmonite. Il suo funerale è stato una festa! La sua mamma ora fa volontariato in un centro per disabili perché, mi ha detto, “Tu non sai quanto io ho bisogno di questi ragazzi per andare avanti!”.

 Francesco, la gioia di vivere!

Ho seguito a lungo anche Francesco, affetto da tetraparesi spastica. Nato prematuro in seguito ad un distacco di placenta, ha avuto un danno cerebrale ma è un ragazzo amabile, sensibile, allegro, che ama stare con gli altri. Ha una grandissima voglia di vivere, nonostante non abbia alcuna autonomia motoria e sia anche ipovedente. È un ragazzo che sta sulla sedia a rotelle e che ha bisogno costantemente di qualcuno che lo aiuti negli spostamenti ed in tutto il resto: dal mangiare, alla cura della persona.

Amava molto venire a scuola e ce la metteva tutta per imparare. Nonostante le sue molte difficoltà, imparò a leggere ancora in prima elementare, con grandissima soddisfazione prima di tutto per lui, ma anche per i genitori e per noi che ci lavoravamo. Crescendo ha dovuto subire anche lui diversi interventi chirurgici per l’allungamento dei tendini delle gambe e per la lussazione delle anche, ma questo non gli ha tolto la gioia di vivere: quando vado a trovarlo parliamo del tempo trascorso a scuola, dei fatti divertenti che sono accaduti e anche di quelli meno divertenti e dei nostri ricordi comuni. È un ragazzo che ama seguire l’attualità e lo sport e col quale è piacevole conversare! È molto amato e ben curato dalla sua famiglia.

 Raffaella: “chiede perdono a Gesù”!

Ricordo con affetto anche Raffaella, una ragazzina di 11 anni con la quale ho lavorato per un anno scolastico in una scuola di montagna. È stata la mia prima esperienza di lavoro con i disabili ed è stata veramente difficile, perché questa bambina era veramente “terribile”: con un ritardo mentale grave, aggressiva (dava calci, pugni, graffiava, mordeva, sputava) ed autolesionista (si mordeva le mani fino a farle sanguinare e batteva la testa contro il muro) non era facile costruire un rapporto con lei, perché metteva in crisi le persone che le si avvicinavano. Dopo i primi giorni veramente avvilenti, ho trovato la strategia per entrare in relazione con lei e sono riuscita a farmi accettare.

Come sempre, anche con i disabili gravi, quello che serve nell’educazione è il far rispettare poche e semplici regole con fermezza e autorevolezza, senza sconti: questo dà loro molta sicurezza! Loro sono aggressivi non per cattiveria, ma perché non conoscono altri modi per manifestare il loro disagio e la loro ansia provocata da persone che non conoscono e da situazioni nuove.

Quello che mi stupì molto di Raffaella e che mi fece riflettere (e ogni tanto ci penso ancora) furono le parole che disse e che ripeteva, ogni tanto, dopo essersi comportata male ed essere stata sgridata: “È stata cattiva, va a confessarmi. Chiede perdono a Gesù!”. Lei, che parlava in terza persona – come succede ai gravissimi – , lei che non ha mai imparato a leggere e scrivere, capiva cos’è il bene e il male, e sapeva che doveva chiedere perdono al Signore. Certo, questo le era stato insegnato dalla sua splendida mamma affidataria che, da sola, l’aveva cresciuta, dopo che era stata abbandonata dalla sua povera famiglia. Ma le sono state insegnate anche tante altre cose, che non ha mai imparato. E allora ho pensato che davvero l’anima dei bambini ha la sapienza data da Dio e questa emerge anche se c’è poca intelligenza.

Lorenzo, down tifoso “per convenienza”

Ho conosciuto anche dei meravigliosi ragazzi down. In particolare Lorenzo, con il quale ho lavorato fino all’anno scorso. Lui è stato adottato subito dopo la nascita perché non era stato riconosciuto dai suoi genitori naturali ed è cresciuto in una famiglia che lo ama tantissimo e che lo stimola costantemente  facendogli fare molte esperienze. È simpaticissimo, sempre contento, amico di tutti e benvoluto da tutti. Grande tifoso di calcio, cambia squadra del cuore a seconda delle persone con cui parla, per cercare di risultare più simpatico agli altri. Dai suoi compagni di classe era molto ricercato come compagno di banco e, nei momenti di pausa, ascoltavano insieme la musica con l’mp3 usando un auricolare ciascuno. Era molto autonomo negli spostamenti in città: veniva da solo a scuola con l’autobus di linea ed aveva imparato i nomi della vie principali. Durante le uscite, mi stupiva sempre la gran quantità di persone che lo salutavano: lui, che abita in una frazione della città, conosce un sacco di gente, molta più di quella che conosco io. Ora, finita la scuola, frequenta un centro per disabili e senza di lui nel nostro istituto c’è un po’ meno allegria.

Accogliere i figli così come sono

Proprio lavorandoci e conoscendo le storie dei ragazzi ho capito che è una pura illusione, quella di eliminare la disabilità con gli aborti, perché con le diagnosi prenatali vengono diagnosticate solo alcune patologie. Infatti molti disabili che ho conosciuto hanno elettroencefalogrammi nella norma, non hanno danni genetici ma presentano gravi ritardi mentali dei quali non si conosce la causa.

Altri invece, sanissimi nel grembo materno, a causa di sofferenza durante il parto, riportano danni cerebrali e presentano gravi deficit. E poi ci sono i problemi psichiatrici, l’autismo, i danni dovuti a malattie come la meningite, le patologie rare che non sono studiate dalla medicina e delle quali non si sa quasi niente.

Ho conosciuto anche una bambina disabile gravissima, diventata tale in seguito ad un incidente stradale.

Dalla mia esperienza, direi che la maggior parte dei problemi non si possono diagnosticare prima della nascita. Questo significa che bisogna far capire ai genitori che non è eliminando un bambino down che si eliminano i problemi, ma quando si concepisce un bimbo, bisogna essere disposti ad amarlo e ad accettarlo così com’è, anche diverso da come ce lo saremmo aspettato. Certo, ogni genitore desidera un figlio sano, intelligente e bello, ma un figlio è un figlio e bisogna amarlo ed accoglierlo comunque, sia prima che dopo la nascita.

Purtroppo non sempre le cose vanno bene, come speriamo, e non si può prevedere quello che la vita ci riserva, ma con l’aiuto del Signore ci si può far fronte.

Che si deve fare se dopo un gravissimo incidente stradale, come è accaduto ai genitori di Gloria, ci si ritrova con una bambina in coma, cerebrolesa e tetraplegica? La buttiamo via? O se a un anno di età, come capitato ai genitori di Christian, ci si accorge che il bambino è affetto da una forma di autismo? Lo rimandiamo al mittente?

Grazie a Dio, quando succedono questi eventi a bambini che sono già nati, i genitori solitamente, se pur con grande sofferenza, li accettano, li amano e li accudiscono con amore, facendo fronte alle difficoltà che incontrano. E, dal canto loro, i bambini, seppur con tempi ed in modi diversi dai “normali” danno grandi soddisfazioni ai genitori e alle persone che si occupano di loro essendo di esempio a chi si lamenta per niente.

Inoltre, con il loro attaccamento alla vita, il loro candore, la spontaneità, la sincerità, l’impegno per imparare, hanno molto da insegnare anche a quei loro coetanei annoiati e “vuoti” che spesso sprecano il tempo senza combinare nulla di buono.

Nel disabile, nel più debole c’è Gesù

In tutti questi anni ci sono stati e ci sono ancora dei momenti difficili da gestire, con alunni particolarmente impegnativi: ecco, quando ero maggiormente in difficoltà, magari con ragazzi aggressivi e mi veniva la voglia di mollare tutto, pensavo che in quella creatura c’era Gesù e questo mi ha aiutato a sopportare le umiliazioni e le frustrazioni del momento.

Nonostante le difficoltà che incontro, spesso ringrazio il Signore che mi ha dato la possibilità di svolgere questo servizio: è proprio un bel lavoro che mi ha permesso di crescere e di imparare moltissimo dai ragazzi e dai genitori che ho conosciuto. Mi consente di prendermi cura di persone speciali che mi ricompensano in mille modi: con un sorriso, con un disegno, correndomi incontro la mattina, dicendomi che sono “bella e giovane” (anche se nessuna delle due affermazioni è vera!), ascoltandomi a bocca aperta mentre racconto una storia, eseguendo diligentemente il compito assegnato, rispondendo bene a una domanda del prof, facendo silenzio quando è necessario farlo, … la lista sarebbe lunghissima!

Infine vorrei ringraziare di cuore tutti i genitori che con coraggio, amore, sacrificio, dedizione hanno fatto nascere e crescere questi bambini e ce li hanno affidati con fiducia, collaborando con insegnanti ed educatori affinché potessero sviluppare al meglio le loro potenzialità, diventando adulti sereni e felici.

Grazie infinite anche al prof. Noia. Grazie per l’amore con il quale ha parlato di tanti bambini e delle loro mamme e grazie perché ci ha fatto conoscere la storia di molti piccoli angeli.

Marilena Pilati Gatti

Fonte: Famiglia del Cuore Immacolato di Maria

Categorie: VITA sempre! | 4 commenti

Navigazione articolo

4 pensieri su “Qui c’è Dio!

  1. paola

    Karin, è bellissimo!
    Dovremmo saper riflettere e contemplare, perché Dio sia annunciato là dove la gente combatte la propria battaglia quotidiana fatta di sacrificio e offerta. Nell’intimo di ognuno può affiorare sempre più la consapevolezza di essere con Gesù che dice “Consacro me stesso, perché anche loro siano consacrati nella verità”.
    Buona domenica a tutti

  2. 61Angeloextralarge

    Vvvva bbeh! A quest’ora auguro “buon lunedì a tutti”… ;-)
    Molto bello questo post. Grazie di cuore. Smack! :-D

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: