La connivenza inconfessabile

gustave-thibon-il-etait-une-foi_70886812_1Una certa indignazione – forse perfino ogni specie di indignazione – si nutre di una connivenza inconfessabile e ferita col male che condanna. Con quale faciltà la difesa della purezza mobilita in noi l’impurezza! L’indignazione è come uno spasimo impotente provocato in noi da un veleno che non possiamo né eliminare né consumare. Tentiamo invano di rigettare all’esterno (sugli altri) ciò che non possiamo bruciare all’interno – questa combustione che, del resto, è la sola eliminazione possibile.

(Gustave Thibon, L’ignorance étoilée, Fayard, Paris 1974, p. 50)

Chiusura mentale e fanatismo delle anime fragili. Si precipitano in una convinzione come dentro a un rifugio e respingono ciecamente tutto quel che potrebbe sloggiarle da lì, compresi i fatti più evidenti. Il fanatismo risponde a due istinti assai profondi dell’essere umano: il bisogno di sicurezza e la tendenza all’aggressività. Rassicura la debolezza e giustifica la violenza: fornisce al tempo stesso la corazza e la spada…

(Gustave Thibon, Le voile et le masque, Fayard, Paris 1985, pp. 195-196)

Categorie: Thiboniana | 3 commenti

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3 pensieri su “La connivenza inconfessabile

  1. 61angeloextralarge

    Ah, la thibonite!

    “Tentiamo invano di rigettare all’esterno (sugli altri) ciò che non possiamo bruciare all’interno”: e se gli altri non sono abbastanza forti? Che disastro combiniamo per “salvare” noi stessi?

    “due istinti assai profondi dell’essere umano: il bisogno di sicurezza e la tendenza all’aggressività”: residui del peccato originale…

  2. gino

    Ciao Karin!
    In questo periodo della vita terrena che il Signore mi concede, provo, con non poche difficoltà,ad uscire dai condizionamenti schematici propri della connivenza, seguendo gli insegnamenti di Gesù di questa 5^ Domenica di Pasqua: ” Non sia turbato il vostro cuore”.

    Credo che il miglior antidoto contro la connivenza, principalmente consista nel mettere in pratica le Opere che Lui ci ha insegnato, ponendoci di fronte alle nostre responsabilità di credenti in Cristo. Cioè, quello di amarci gli uni gli altri,così come Lui ci ha amato per primo, e continua ad amarci, nonostante le nostre umane fragilità.

  3. Amare, si! L’amore con rispetto, fermezza e prima di tutto: misericordia.
    Ciao, Gino, ogni bene!

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