La conversione di un migrante

Guardo gli occhi di mio figlio,
la croce al collo del mio vicino …
fisso l’immensità del mare,
ne misuro i nodi,
di lacrime e domande,
quei morsi di fame, di labbra tremanti …
 
urla migranti
e naufraghi di terrore,
in mulinelli di vortici profondi,
come messaggi in bottiglia,
arenati e confusi …
 
per Te,
che dall’alto ci guardi e non rispondi …
 
guardo a questa sofferenza,
al Tuo volere,
e a questa brama del mondo …
alla violenza, all’ingiustizia,
a questo razzismo indifferente …
 
mi domando se scegli i tuoi santi in base al grado di dolore,
a quello subito e “accolto” …
 
e mi sembra una bestemmia …
 
“ma non sei, Tu, l’Altissimo, l’ Onnipotente?
non senti questo grido strozzato,
che sale dal profondo?”
 
intanto il mio vicino prega …
 
lui dice che sei un Dio d’amore,
che prometti gioia e vita in abbondanza …
che non puoi volere, né tollerare, la sofferenza!!! …
 
eppure c’è,
dilaga,
la fa da padrona …
 
sembra inarrestabile e non conosce confini,
proprio come questo mare nostrum
che ingoia tutto,
tutto,
anche il dolore innocente dei bambini …
 
guardo quella croce,
e penso a ciò che rappresenta …
 
è inammissibile ! inconcepibile !
eppure …
eppure, davanti a questo mistero mi fermo,
sbando,
come un vortice,
una vertigine che mi prende …
 
come se non ci fosse ribellione che tenga ,
ma neanche un silenzio rassegnato …
 
solo una scelta da fare:
credere che questa sofferenza sia temporanea,
non voluta,
vissuta da Te
e da Te trasformata, “trasfigurata” –
in previsione di un Bene più grande …
 
o che tutto si riduca a questa attesa infinita,
a questo oceano senza tempo,
e senza senso,
che è la nostra vita …
 
pensare a Te, che guardi, e non intervieni,
o essere certi che sei già venuto,
e intervenuto,
e hai cambiato il corso delle cose,
facendole nuove …
 
anche quelle che adesso non comprendo …
 
Guardo gli occhi di mio figlio,
la croce al collo del mio vicino,
fisso l’immensità del mare,
la sua bellezza,
i suoi misteri insondabili,
insolubili …
 
e questa piena di speranza
che all’improvviso mi sommerge …
(Crescenzo)
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Categorie: La Cattedrale | Lascia un commento

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