Il parto della Vita (non solo Halloween)

Natale 2004. Prima dei funerali di mia sorella scrissi alcuni versi, che mio figlio lesse in chiesa durante un momento di preghiera.

Lo so, qualcuno potrebbe chiedermi: “ma che voglia avevi di farlo?”. Nessuna.

Successe così, all’improvviso, un’esigenza del momento, quasi a voler trasferire fuori quelle che erano le emozioni forti – le parole strozzate – che mi premevano in gola e nel petto.

Inoltre, quella cara sorella mi aveva insegnato tanto in quel periodo, soprattutto con il suo contagioso sorriso ed ottimismo. Andavo a trovarla quasi tutti i giorni in ospedale, pensando di portarle un po’ di conforto, sia affettivo che spirituale. Indubbiamente lo feci, e con passione.

Scoprii, in seguito, che le cose però ebbero un duplice effetto: fu anche lei, soprattutto, a confortare la mia anima con la sua forza.

Non potevo, quindi, non dedicarle qualcosa, non fosse altro per sopperire con un po’ del mio “sangue”, della mia povera vita poetica, alla mancanza di quei globuli rossi di cui era afflitta.

Qualche tempo dopo feci leggere anche al mio direttore spirituale di allora (un sant’uomo, morto anche egli in circostanze drammatiche) quella sorta di dedica/poesia.

I versi iniziavano più o meno con una triste considerazione: mi rivolgevo al Signore mettendo in rilievo il fatto che mia sorella fosse morta proprio il giorno in cui si festeggiava l’evento della Sua nascita.

Don Piergiorgio – così si chiamava il sant’uomo – mi disse che era tutto molto bello, tranne l’inizio….

Secondo lui non era giusto dire che Gesù “nasceva” mentre mia sorella “moriva”, perché anche lei, in un certo qual modo, era “nata” quel giorno … in Cielo.

A distanza di tempo rifletto su questo episodio … complici, forse, anche questi giorni grigi, quasi novembrini, che ci preparano alla commemorazione dei nostri defunti.

Ci rifletto su, e penso che don Piergiorgio non avesse poi tutti i torti.

Eh sì, perché per tutti noi la morte sarà come una nuova nascita …

Prima di nascere, “carnalmente”, eravamo chiusi in uno spazio angusto, buio, a tratti anche soffocante e pieno di “ostacoli”. Tuttavia, paradossalmente, anche rassicurante, intriso di momenti di profonda dolcezza.

“Avvertivamo” – anche se non lo ricordiamo – di essere parte di un “tutto”, di nostra madre.

Sentivamo le carezze, la voce calda del papà che ci parlava, sfiorandoci teneramente in superficie …

Quel primo parto fu un turbinio di emozioni, e non fu per niente indolore, anzi, soprattutto per la mamma …

Noi eravamo talmente restii a venire al mondo che facevamo di tutto per non uscire, tanta era la “paura” di perdere quella calda tranquillità e di scoprire un “ignoto” che non conoscevamo ancora …

Ma, subito, quella sofferenza, quell’angoscia, si trasformò in gioia, una gioia indescrivibile …

Potemmo finalmente scoprire quel “tutto”, vederci, toccarci, senza più “avvertirci” solo sensibilmente …

e fu “tutta un’altra cosa” …

Ebbene, quando avverrà questo nuovo parto usciremo finalmente da questo spazio angusto – che è la vita – troppo “stretto” per il nostro desiderio d’amore, d’infinito, spesso buio, a tratti soffocante, pieno di insidie …

Certamente, grazie ai nostri cari, anche zeppo di momenti di serenità e di dolcezza…

Gioie terrene che non mancano, certo, ma che ci proiettano verso “Qualcos’altro”, perché la nostra fame d’Amore è immensa, soprattutto quando avvertiamo di essere parte di un “Tutto”, figli di un Padre nostro, che ci parla attraverso le Sue carezze “sensibili”, la sua Parola, la Sua promessa di Vita eterna …

Avremo comunque timore di lasciare questa vita, di andare verso un ignoto che non conosciamo ancora …

Proprio per questo, come allora, opporremo resistenza … ma anche stavolta, più di prima, sarà vana …

Non si sa quando avverrà questa seconda nascita, ma sarà “inevitabile”, proprio come la prima…

Certo, sarà sempre un parto non-indolore, anzi, indicibilmente più sofferto e angosciante di quello “vecchio”, ma la gioia che ne scaturirà sarà imparagonabile, e la cosa più bella è che questa gioia che ci attende non solo sarà infinitamente più grande, ma durerà per sempre …

Una nuova nascita – seppur ancora “spirituale”, “incompleta” – ma questa volta in Cielo, nella beatitudine di Dio, insieme a tutti i nostri cari che ci hanno preceduto … e a quelli che in seguito “nasceranno” dopo di noi …

e tanto basta per non disperare …

Ecco perché è importante andare a trovare i nostri cari al cimitero… certamente per pregare per loro, e per chiedere la loro intercessione presso Dio, ma anche perché in questo modo ci ricordano quello che sono stati, che non sono più, e che sono adesso: “nati” a nuova Vita, con l’aspettativa, “piena”, di quello che diventeremo tutti alla fine dei tempi … …

in attesa di quella Resurrezione della Carne che vedrà i nostri corpi mortali “trasfigurati” in corpi “gloriosi”, in forza della Resurrezione di Cristo Signore …

(Crescenzo)
Le anime in Paradiso
Categorie: La Cattedrale | Lascia un commento

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