Ciò che ho davanti è un negozio di anticaglie,
una vetrina in disuso
con un gestore stanco e spesso latitante,
e un cartello che non accenna a un ritorno…
è un cuore di vetro e di sabbia,
che filtra, come una clessidra,
lentamente
e si consuma giorno dopo giorno…
è un mondo capovolto, ribelle,
mentre la nebbia scende come un velo,
e la terra bestemmia contro il cielo
perché non vede più le stelle…
è una coltre di nebbia
come una coperta a coprire la follia
l’ennesima guerra
nella speranza di farla addormentare…
è una sfida senza scampo,
senza guadagni, tranne le perdite,
come mappe sdrucite di battaglie
e armistizi firmati sul campo…
è lo scambio della pace
fino al prossimo bombardamento…
è la rovina di una casa di cartone,
e bambini che scrivono col sangue di Dio,
e giocano con pezzi di cemento
di una speranza in costruzione…
è l’ennesima occasione persa
che si è persa ancora quest’oggi
del presente e futuro di ieri…
dove i sogni non muoiono mai,
anzi, sono di una qualità migliore…
è quel sogno e bisogno profondo,
come un bacio improvviso sulla bocca,
dove le carezze le senti per davvero
e gli abbracci sono più sinceri…
è la triade del buonsenso,
croce, sepolcro e vita nuova,
che mi rassicura che non tutto è come sembra,
anche ciò che sembrava senza senso…
Ciò che ho davanti è il prossimo risveglio,
a farmi sentire tutta la stanchezza
di questa vita che amo per davvero
e che non so proprio far morire …
come questo sogno che ho davanti,
tranne che viverlo fino in fondo …



