Servirsi dei “mezzi”, non “idolatrarli”…

Gesù, a volte, nei Vangeli usa parole “dure”, chiare, di una schiettezza disarmante, che vogliono dire però più di quello che sembrano voler dire.

Chi legge di Gesù non dovrebbe mai fermarsi alle apparenze, soprattutto quando parla di Sua Madre.

Nel caso, per esempio, del brano delle nozze di Cana, a un certo punto leggiamo che la madre chiede al Figlio di intervenire, per aiutare gli sposi che erano rimasti senza vino. Ebbene, se ci fermassimo solo alla risposta di Gesù: «Che ho da fare con te, o donna?» potremmo arrivare alla conclusione che il ruolo di Maria sia solo marginale, addirittura ininfluente, se non “invadente”…  Stop!

In realtà sappiamo, invece, quell’episodio come andò a finire: Gesù operò il primo grande miracolo grazie soprattutto all’intervento della Madre.

Così come, in un’altra occasione, quando la Madre e i parenti vanno a chiamarlo, durante una predicazione pubblica, la risposta di Gesù, all’interlocutore che glielo faceva notare, fu’ lapidaria e, per certi versi, sconcertante: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre».                                                                      

Gesù, quindi, in quell’occasione ridimensionò volutamente il ruolo di Sua Madre?     Niente affatto! Tanto che, dalla croce, prima di morire, affiderà l’intera umanità – e la Chiesa – alla materna intercessione di Maria.

 

Passiamo adesso al famoso brano dell’edificazione della Chiesa.

Quando a Pietro viene conferito l’eterno mandato di essere il Vicario di Cristo in terra, sembra quasi che il primo Papa (e, logicamente, anche quelli a seguire – visto che l’apostolo non era certo immortale), sia stato investito improvvisamente di un potere speciale e illimitato, che lo avrebbe preservato sempre da errori e deviazioni, non solo in materia di fede e di morale.

Pietro in quell’occasione dovette pensarlo. Tant’è che, dopo aver sentito Gesù predire la Sua Passione e morte, lo chiamò in disparte per redarguirlo. Ebbene, non ebbe neanche il tempo di gongolarsi più di tanto, perché  lo stesso Gesù che lo aveva investito di quel potere speciale, poco prima, fu lo stesso che gli disse: «Va’ via, lontano da me, Satana! Perché tu ragioni come gli uomini, ma non pensi come Dio».

Anche in questo caso Gesù contravvenne a quanto detto precedentemente? Nossignori! Sappiamo che Pietro, dopo innumerevoli tentennamenti (e tradimenti), rinsavirà e verrà invitato da Gesù (apparso a lui, e agli apostoli, dopo la resurrezione) a confermare i fratelli nella fede. E questo indipendentemente dalla sua santità, dalle sue virtù umane. L’“infallibilità” del primato petrino – grazie a Dio –  è solo in virtù della promessa divina, della grazia santificante dovuta all’azione dello Spirito Santo, e solo in particolarissime circostanze.

 

Perché queste due premesse? Per ragionare su alcune cose che mi stanno a cuore.     Ognuno di noi ha un suo cammino nella fede.

Per quanto mi riguarda, è abbastanza articolato. Se proprio dovessi sintetizzarlo in due parole direi che io mi sono innamorato di Gesù attraverso alcuni “mezzi”: Tanto per dirne alcuni: quello di Radio Maria – e del suo direttore padre Livio; “analizzando” la figura di Maria, il racconto delle apparizioni e i messaggi di Medjugorje; e, dulcis in fundo, attraverso la figura “carismatica” del Papa, di quel santo Giovanni Paolo II (che santo, allora, non lo era ancora – almeno non “ufficialmente”) …

Ma se un giorno si scoprisse – alla fine dell’indagine di Ruini – che il “fenomeno” Medjugorje è stato solo un bluff, anche se a metà? se i veggenti, a un certo punto, ci avessero presi in giro ?… E se, per assurdo (com’è successo, qualche volta, ahimè, in passato) si scoprisse che la figura del Papa attuale, umanamente parlando, non è poi così integerrima di come viene dipinta? Che fine farebbe la mia fede?

Ebbene, pur ragionando in questi termini – quasi paradossali – , la mia Fede non verrebbe minimamente scalfita, intaccata!

Perché ? Perché la Fede in Cristo Gesù, e nella Sua Chiesa (confermata dal Magistero del Sommo Pontefice – chiunque esso sia) è – e deve essere sempre – l’unico Fine a cui tendere, e che interessi veramente alla salvezza dell’anima.

Cosa voglio dire con tutto questo?

Che ci sono “mezzi” che sono importanti, ma restano sempre e solo mezzi.

E’ vero anche che, quasi sempre, il fine non giustifica i mezzi.

In alcuni casi però sì…

Spesso i mezzi  – come nei casi sopracitati – sono importanti e necessari per raggiungere il Fine, ma non sono il “Fine”.

Il nostro problema, infatti, non è quello – lecito! – di “servirci” dei “mezzi”, ma di “idolatrarli a discapito del Fine, quasi fino ad oscurarlo.

Il Fine – come abbiamo visto – deve essere solo Dio, e fare la Sua volontà. Sempre.

Per il resto siamo tutti servi nella Vigna del Signore, nessuno escluso.

 

(un amico… mariano e cattolico)755

Categorie: La Cattedrale | 2 commenti

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2 pensieri su “Servirsi dei “mezzi”, non “idolatrarli”…

  1. 61angeloextralarge

    Stampoooo! Smack! :-D

  2. Ogni mezzi che ci viene dato è spesso sempre buono, ma certamente non è il fine, si tratta della nostra conversione anche attraverso i mezzi. Un crescere nella vita spirituale, nello stato in qui siamo e ci troviamo, nella nostra storia….Nulla è un caso, ma tutto verso un traguardo che Dio conduce la nostra storia…..Anche se a volte non comprendiamo….eppure anche Giobbe non comprese subito, ma si è fidato…

    I nostri pensieri sono limitati, solo Dio in Cristo Gesù ci donna la Sua Pace, oggi viviamo e sentiamo di tutto e di più, anche da parte della chiesa, ma se Dio lo permette, lo sa solo Dio.

    Una cosa è vero tutto quello che Dio Padre Fa è sempre per il nostro bene……voglio pensare cosi.
    Buona giornata a tutti voi….Ave Maria che ci è stato donato, mettiamo tutto nelle Sue mani che nulla Gesù gli nega…..Ciao !!!!

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