Quaresima 2017

Non ho nulla da perdere

Stai pregando, pregando e pregando per una grazia spirituale particolarmente importante e non succede nulla, ben che vada entri in confusione.

La confusione è un buon segno per me, non la sopporto, ho bisogno di chiarezza e la cerco, anche quella, nella preghiera. La grazia per la quale sto pregando è ricevere il dono dell’umiltà…il primo e più grande dono che possiamo avere e sul quale si basa la qualità di tutti gli altri, come l’amore, la carità, etc.

 In quel tempo Gesù disse:

“Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero”. (Matt. 11, 25-30)

So bene come si comporta una persona umile, ma non è l’apparenza che mi interessa e che spesso si rivela come una falsa umiltà che stride con la verità del Vangelo che non è una costrizione all’apparire, ma la libertà dell’essere. Stamattina mi sono ricordata un episodio vissuto da mio marito e ho compreso la grandezza, non solo la sua, ma il significato e i frutti dell’umiltà.

Non eravamo ancora sposati quando lui è andato a Messa la domenica sera in una chiesa nel centro di Milano. Al momento della Comunione, lui si è inginocchiato per ricevere il Signore ma il sacerdote lo ha ignorato ma lui è rimasto fermo nella sua posizione. Al termine, il sacerdote è tornato all’altare, ha riposto il Santissimo nel tabernacolo, e Mimmo era ancora lì, inginocchiato. La Messa era terminata e ancora era lì. A questo punto il sacerdote è tornato al tabernacolo e ha dato la Comunione a mio marito.

Quando mi sono ricordata di quel episodio, ho capito di aver ricevuto la grazia di comprendere l’umiltà che finora era solo una vaga idea e di chiedere questo dono con maggior intensità, di desiderarlo con tutta me stessa. Solo chi è umile non teme nulla, ha un coraggio da leone, non ha nulla da perdere…perché nulla è suo.

 

Hostie

Hostie

Categorie: Bisogna diventar santi, Quaresima 2017 | Tag: , , | 11 commenti

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